I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Mese: settembre 2010

SEDERIN DELL’ANGURIA DA PRATOMELMOSO

 

 

SEDERIN DELL’ANGURIA DA PRATOMELMOSO

 

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Sederin Dell’Anguria da Pratomelmoso, a dispetto del nome altisonante, non era un aristocratico, ma un semplice studente. Si sentiva ugualmente chiamato ad alti destini, sulla scia del professor Arconte Blateronte, illustre italianista, celebre per le sue ricerche sulle bestemmie della Suburra e per aver eroicamente difeso la sacra laicità della prestigiosa università di Pratomelmoso dalle minacce dell’oscurantismo clericale.

Una delle più gravi aggressioni subite dalla luminosa e illuministica laicità dell’Istituzione pratomelmosica fu quella che si scatenò contro quell’artistico involucro di un certo salsicciotto gonfiabile noto come preservativo. Fu una grande lotta laica e democratica che oppose gli autentici democratici, fieri dei loro dubbi amletici, accuratamente coltivati, al mostro clericale aggressore.

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EMILIO BIAGINI, AMBIENTE CONFLITTO E SVILUPPO

 

Questa opera di Biagini riguardante le Isole Britanniche, già al solo primo impatto si potrebbe accreditare con l’aggettivazione di monumentale, non tanto per la mole dimensionale delle 1600 pagine che compongono i tre volumi, ma soprattutto per l’imponente massa di informazioni di tematica geografica, che, fornite con specifico e dettagliato indirizzo critico, rivelano l’apporto di una vasta cultura maturata nell’arco di una vita di ricerca e di studio.
Se si volesse documentare in maniera formale l’importanza di questo contributo sulla geografia delle Isole Britanniche basterebbe allora citare la circostanza che ne è stata pubblicata, cosa piuttosto rara per i geografi italiani, un’edizione inglese nel 2006, oppure sottolineare l’imponente bibliografia consultata e citata, ma così non renderemmo merito alla magistrale trattazione contenuta nell’opera.
La vastità però di questa opera e le persistenti implicazioni argomentali, che si incentrano, per ogni tematica trattata, su varie discipline, non solo collaterali alla Geografia, ma spesso anche da essa autonome, interessano una parte così ampia dello scibile che richiederebbero una lunga e ben articolata dissertazione temporale su ciascuna delle tre parti in cui è suddivisa, per poterne mettere esaustivamente in evidenza le varie specifiche peculiarità.
Al fine allora di non dilungarmi eccessivamente su una così vasta serie di tematiche geografiche, ritengo opportuno prendere in considerazione unicamente il primo volume, in cui è prevalentemente trattata la parte geografico-fisica dell’opera, non tanto perché materia più consona alla mia disciplina di insegnamento universitario, ma soprattutto perché in questa esposizione argomentale vi si possono individuare e riconoscere specifiche particolarità, che rappresentano un’unicità nel panorama dei geografi italiani.
Questo primo volume, partendo dai caratteri fisici della Gran Bretagna, ne inquadra lo sviluppo storico evolutivo con una visione “non convenzionale”, e per di più controcorrente, della globalizzazione, che viene vista come un processo espansivo a cerchi concentrici e con diversi tipi di frontiera, che, partendo da Londra, include le varie periferie celtiche, sino a giungere, attraverso un processo di satellizzazione, all’attuazione di un vero e proprio impero mondiale.
A questa impostazione generale, in cui la parte geografico fisica e geologica descrittiva si inserisce, fa però riscontro un aspetto oltremodo singolare di trattare e presentare l’inquadramento di quei processi generali, che esplicandosi sul territorio, danno luogo alla sua conformazione, in quanto gli aspetti essenziali dei processi che vengono messi in evidenza presentano sempre una doppia chiave di lettura.

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