I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Narrativa (Pagina 1 di 6)

UNA SIMILMESSA DELLA NEOCHIESA

Una domenica a “messa” in Riviera, con un pubblico (è ancora il caso di parlare di “fedeli”?) in prevalenza di medio-alta borghesia. Una similmessa come tante, come quasi tutte. Ecco la scena e i personaggi più significativi.

Prete recitante le parole della similmessa della neochiesa col tono di chi legge il bollettino meteorologico, infiammandosi solo quando tuona contro i perversi che non credono alla pandemia e non mettono “bene” la museruola. Perché, dice lui, li ha visti i morti portati via col camion di notte come se si fosse in guerra, dimenticando che con le cure di macelleria medica indotte dal terrore mediatico-sanitario, intubando e bruciando i polmoni della gente, per forza che i morti dovevano portarli via coi camion, vietando le autopsie e le visite dei parenti.

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RINO CAMMILLERI – RECENSIONE DEL 2° VOL. DE IL PRATO ALTO

Da: BASTA BUGIE – N. 680, 2 settembre 2020

LA STORIA ROMANZATA DELL’IMPERO D’ASBURGO

Un libro imperdibile dove incontriamo Marco D’Aviano nella battaglia di Vienna che fermò definitivamente i turchi, si ricorda il tradimento della Francia, la divisione dell’Europa voluta dai protestanti, ecc.

di Rino Cammilleri

Cominciata nella preistoria, la saga degli Adler e la formazione dell’Austria continua col secondo volume de Il prato alto. La tempesta. Dal 1246 al 1683, di Emilio e M. A. Biagini (Solfanelli, pp. 343, €. 19). Le vicende della famiglia Adler si intrecciano strettamente con la storia e (per ora) terminano con la liberazione di Vienna dai turchi l’11 settembre 1683.

L’8 settembre il beato Marco d’Aviano aveva detto messa servito dal re polacco Jan Sobieski in persona. Poi il sermone: «aveva parlato in tono del tutto normale, non declamatorio, neppure a voce particolarmente alta, eppure tutti lo avevano sentito perfettamente. Nell’intero l’esercito cristiano multinazionale, formato da polacchi, austriaci, tedeschi, croati, magiari, italiani, e perfino francesi, ognuno aveva sentito l’omelia nella propria lingua». Appena compresero il miracolo, tutti si inginocchiarono commossi: «In quell’istante tutti seppero che avrebbero vinto». Gli ussari alati (il rumore della vibrazione delle loro «ali» terrorizzava i nemici) caricarono al grido di Jezus Maryjo ratujce (Gesù Maria salvateci). Prima di darsi alla fuga i turchi sgozzarono tutte le donne cristiane prigioniere e destinate agli harem. Con differente stile, quando, subito dopo, i cristiani conquistarono l’ungherese Gran, «alla popolazione musulmana della città venne consentito di ritirarsi in pace verso Buda, ancora in mano turca». Invece, la banda di calvinisti ungheresi alleati dei turchi e comandati da Imre Thököli, principe di Transilvania, devastò il santuario austriaco dedicato alla Madonna di Loreto. Alla statua fecero il “processo”, la condannarono e decapitarono.

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I detti di Pasquino 3

“A Pasquì, perché indo’ se riunischeno li ministri se chiama gabinetto?” “Perché dellì solo cagate escheno, Romolé.”

“A Pasquì, quann’è che se svejeno ‘sti preti?” “Ott’ore dopo c’ha cantato er gallo, Romolé.”

“A Pasquì, ched’è ‘sta lucetta là in fonno a’a chiesa che vacilla e se sta a spegne?” “È a’a Fede, Romolé.” “E perché se sta a spegne?” “Perché li preti se so’ venduti l’olio.”

“A Pasquì, te che ce la sai l’istoria… Ma nun c’era uno che diceva che a’a Chiesa nun ci aveva più nemici?” “Che voi che te dica, Romolé, de matti è pieno er monno. Purtroppo ogni tanto quarcuno diventa pure papa.”

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I detti di Pasquino 2

“A Pasquì, ‘na Chiesa vo’ annà d’accordo co’ tutti come se chiama?” “Se chiama sale insipido, Romolé.”

“A Pasquì, ma perché hanno taja’ da’a Bibbia tutti li brani su li froci?” “Nun so, ma de sicuro così je sarà più facile fotterse li regazzini.”

“A Pasquì, c’ha detto a’a Chiesa da’a questioncella morale che se dibatte da anni?” “Ha detto: sì, no, ni so, bah!” “Allora ce stanno lavoranno.”

“A Pasquì, che a’a Chiesa ci ha risolto a’a questioncella?” “Sì, hanno trovà a’a risposta definitiva.” “E che d’è?” “SNO.” “E che vor di’?” “E chi ce lo sa? Ma poi chi semo noi pe’ giudica’?”

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AFORISMI SUL PROGRESSO reloaded

AFORISMI SUL PROGRESSO

(chi ci crede è proprio fesso)

Dicono che il progresso avanza? Allora dev’essere un gambero, perché l’umanità non migliora affatto, anzi.

Dicono che il progresso è in marcia? Ma soprattutto è marcio, perché l’umanità invece di elevarsi sprofonda.

Dicono che il progresso è inevitabile? Ma se questo è davvero progresso, allora evviva la caverna e la clava.

Dicono che il progresso è un bene? Allora bisogna resistere, resistere, non per virtù civica, ma per fare dispetto.

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I detti di Pasquino 1

“A Pasquì, ma se s’accoppeno tutte e’e creature prima che nascheno nun ce resterà più nisuno.” “Ce resteranno loro, Romolé, li padroni der monno co’ li lacché loro.”

“A Pasquì, ma indo stanno ‘sti padroni der monno?” “So’ cittadini der monno, Romolé, der monno loro.” “E indo sta er monno loro?” “A Walla Stritta, in quer de Nova Yokke, Romolé.”

“A Pasquì, ma ‘sti padroni der monno a Walla Stritta, in quer de Nova Yokke, che stanno a fà?” “Stanno a rovinacce l’esistenza, Romolé.”

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VERGOGNA, AMAZON

VERGOGNA
ovvero:
“Papà, perché su Amazon vendono spazzatura?”

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Questo è un campione di quello che si può leggere (si fa per dire) in un libro venduto su Amazon: Sturlunga saga, including Islendinga Sage of lawman Sturla Thordsson and other works. Capisco che la lingua norrena (quella degli scandinavi e dai loro coloni oltremare durante l’era vichinga) possa presentare qualche difficoltà al lettore italico, ma questo mi pare un po’ troppo.

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INNOVAZIONI CONCILIARI

Una signora un po’ anzianotta, non troppo abituata ad andare a Messa e del tutto ignorante delle brillanti innovazioni conciliari, andò a trovare per qualche giorno certi suoi parenti molto bigotti che non tardarono a portarla a Messa. Quando la celebrazione arrivò allo “Scambiatevi un segno di pace”, e tutti si misero a stringersi reciprocamente la mano, la signora si vide offrire la mano da un aitante giovanotto; gliela strinse con grande entusiasmo, gli strizzò l’occhio e gli sussurrò in confidenza: “Molto bene, poi ci vediamo fuori.”

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LA FONTAINE RELOADED

Nella repubblica delle formiche fervevano le opere, a dispetto del Gran Pazurko che le comandava e faceva di tutto per dirottare nella sua capace ventraia, e nella corte dei miracoli formata dai suoi scherani, agenti del fisco e burocrati, tutto quello che le laboriose formiche producevano. Purtroppo, da un po’ di tempo, le formiche stavano perdendo lo slancio di una volta, anche perché invecchiavano, grazie alla politica antinatalista e ambientalista del Gran Pazurko, il quale temeva che l’esservi “troppe” formiche potesse minare il suo potere.

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LA FRANA

“Supereminentissimo Prelato, sembra che la Madonna sia apparsa alla vecchia Carolina…”

“Uffa, queste vecchie ignoranti…”

“Pare che le abbia detto che il Monte del Diavolo sta per franare…”

“Ma che storie!”

“E che solo consacrandolo al Cuore Immacolato di Maria si potrà evitare il disastro.”

“Ma che superstizioni di donnette! Perfino dopo il vivificante Concilio…”

“E ha detto di farlo subito, altrimenti ce ne pentiremo.”

“Ma figuriamoci, questi cristiani apparizionisti, sgranarosari, facce da sottaceti…”

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