I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Mese: Ottobre 2022

RIFLESSIONI SUL PAPATO

Elementare sillogismo:

  • il papa dev’essere cattolico,
  • un eretico non è cattolico,
  • un eretico non può essere papa.

Il problema del papa eretico ha occupato a lungo le menti di alcuni fra i migliori teologi. Il risultato del dibattitto è che è senz’altro possibile avere un papa eretico, essendovi stati già precedenti storici (es. Onorio II e Giovanni XXII). Nel 680 un papa, s. Agatone, lanciò la scomunica postuma contro il suo predecessore Onorio II e lo dichiarò eretico. In un solo caso il papa è infallibile, quando parla urbi et orbi, ex cathedra, pronunciando un dogma. In quel caso non è più lui a parlare ma lo Spirito Santo, in ogni altra occasione può errare. Talmente evidente è la possibilità del papa eretico, che i teologi si sono concentrati piuttosto sul problema di cosa fare in quel caso, e non sono riusciti a trovare una soluzione, perché prima sedes a nemine judicabitur. Fra gli autorevoli teologi che si sono pronunciati, nel senso indicato, sull’argomento, si annoverano san Roberto Bellarmino, Alonso Cano, Francisco Suarez e il card. Billot. Il problema è trattato esaurientemente nel saggio Ipotesi teologica di un papa eretico, di Armando Xavier da Silveira, pubblicato da Solfanelli nel 1975 (epoca certo non sospetta).

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L’OCCIDENTE IN SINTESI, OVVERO L’AMERICA E I SUOI SATELLITI

Usurai Sadici Assassini

Nazisti Assatanati Traditori Osceni

Ultimi Escrementi

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AFORISMI SULLA VERITÀ

AFORISMI SULLA VERITÀ

Di fronte alla verità ci sono tre tipi di persone: coloro che credono (ad esempio San Giovanni); coloro che rifiutano (Caifa o Giuda Iscariota); e coloro che se ne fregano (Pilato).

Colui che crede ha l’intelligenza dell’amore: comprende la verità perché la ama; se non si ama la verità non la si può trovare.

Colui che rifiuta è gonfio di amor proprio: non vuole che gli si faccia ombra, e se mai cerca di sfruttare e tradire chi gli porge la verità.

Colui che se ne frega è colui che sospende il giudizio, ma non lo sospende in attesa di studio della questione e di opportuni accertamenti; ma lo sospende per sempre, come impiccato, perché non gli importa della verità.

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MALASCIENZA-RECENSIONE DI ANTONIETTA FLORIO

Leggere Malascienza. L’impostura di Lucifero di Emilio Biagini (Edizioni Solfanelli) non significa soltanto mettere a repentaglio quel corpus di conoscenze che si acquisiscono a partire dalla scuola elementare, ma significa abbandonare l’aurea costruzione di quel sapere, smantellando e distruggendo di conseguenza la visione della realtà. E questo trapasso, questa gigantesca voragine che ineluttabilmente e drammaticamente si apre, assume un certo valore per due motivi: anzitutto per l’ampia documentazione che l’autore fornisce sia durante il testo, sia a corredo dello stesso con un’altrettanta corposa bibliografia; in secondo luogo, perché ha l’effetto di scuotere e contemporaneamente di amareggiare.

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CADUCITÀ DEL MONDO E SPERANZA CRISTIANA

Alcuni esempi dalla letteratura tedesca.

Friedrich Spee von Langenfeld
(Kaiserwerth, Düsseldorf 1591 – Treviri 1635)

Eingang zu diesem Büchlein, Trutz-Nachtigall genannt

Wann Morgenröt sich zieret
mit zartem Rosenglanz
und sittsam sich verlieret
der nächtlich Sternentanz:
gleich lüstet mich spazieren
im grünen Lorbeerwald,
allda dann musizieren
die Pfeiflein mannigfalt.
Die flügelreichen Scharen,
das Federbüschlein zart,
in süßen Schlag erfahren,
noch Kunst, noch Atem spart,
mit Schnäblein wohlgeschliffen
erklingen’s wunderfein,
und frisch in Lüften schiffen
mit leichten Rüderlein.
Der hohle Wald ertönet
ob ihrem krausen Sang:
mit Stauden stolz gekrönet
die Kluften geben Klang.
Die Bächlein krumm geflochten
auch lieblich stimmen ein,
von Steinlein angefochten
gar süßlich sausen drein.
Die sanften Wind in Lüften,
auch ihre Flügel schwach,
an Händen, Füss und Hüften
erschüttlen mit Gemach
da sausen gleich an Bäumen
die lind gerührten Zweig,
zur Musik sich nit säumen;
o wohl der süßen Streich!
Doch süßer noch erklinget
ein sonders Vögelein,
so seinen Sang vollbringet
bei Mond- und Sonnenschein.
Trutz-Nachtigall mit Namen
es nunmehr wird genannt,
und vielen, Wild und Zahmen,
obsieget unbekannt.
Trutz-Nachtigall man’s nennet,
ist wund von süßem Pfeil:
die Lieb es lieblich brennet,
wird nie der Wunden heil.
Geld, Pomp und Pracht auf Erden,
Lust, Freuden es verspott,
und achtet’s für Beschwerden,
sucht nur den schönen Gott.
Nur klingelt’s aller Orten
von Gott und Gottes Sohn,
und nur zu’n Himmelpforten
verweiset’s allen Ton:
von Bäum’ zu’n Bäumen springet,
durchstreichet Berg und Tal,
in Feld und Wäldern singet,
weiß keiner Noten Zahl.
Es tut gar manche Fahrten,
verwechselt Ort und Luft:
jetzt findet man’s im Garten
betrübt an hohler Kluft;
bald frisch und freudig singlet
zusam’t der süßen Lerch,
und loben Gott, umzinglet
den Öl- und andern Berg.
Auch schwebet’s auf den Weiden
und will bei’n Hirten sein,
da Cedron kommt entscheiden
die grünen Wiesen rein;
tut zierlich sammen raffen
die Verslein in Bezwang
und setzet sich zu’n Schafen,
pfeift manchen Hirtensang.
Auch wieder da nit bleibet,
sich’s hebt in Wind hinein,
die leere Luft zertreibet
mit schwanken Federlein:
sich setzt an grober Eichen
zur schnöden Schädelstatt;
will kaum von dannen weichen,
wird Kreuz noch Peinen satt.
Mit ihn will mich erschwingen
und manchem schwebend ob
den Lorbeerkranz ersingen
in deutschem Gotteslob.
Dem Leser nicht verdrieße
der Zeit und Stunden lang:
hoff ihm es noch ersprieße
zu gleichen Zither-Sang.

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GIUSTIZIA TEUTONICA

Karl Wilhelm Ramler
(Kolberg 1725 – Berlino 1798)

Der Bauer und der Junker

Ein Bauer tritt mit seiner Klage
vor Junker Alexander hin:
“Vernehmt, Herr, daß ich heut am Tage
recht übel angekommen bin:
mein Hund hat Eure Kuh gebissen.
Wer wird den Schaden tragen müssen?”
“Schelm, das sollst du!”, fuhr hier der Junker auf,
“für dreißig Taler war mir nicht die Kuh zu Kauf,
die sollst du diesen Augenblick erlegen.
Das sei hiermit erkannt von Rechtes wegen!”
“Ach nein, gestrenger Herr! Ich bitte, hört”,
rief ihm der Bauer wieder zu,
“ich hab’ es in der Angst verkehrt;
nein, eure Hund biß meine Kuh.” —
Und wie hieß nun das Urteil Alexanders?
“Ja, Bauer! Das ist ganz was anders.”

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ECUMENISMO AD OLTRANZA

S’ode un grido nella pampa:

“Ma perché non è invitata

alla grande rimpatriata

pur la Chiesa satanista?”

“S’è trattato di una svista,

santità, or la invitiamo,

e all’errore rimediamo.”

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FACEBOOK STA ANDANDO MALE

Come tutti gli inghippi mondialisti, Facebook sta perdendo colpi: crollo della clientela, insofferenza crescente per gli arroganti fakti cekki e per i bandi contro chiunque esprima opinioni non conformi agli ordini del satanico Deep State mondialista, nonché profondo fastidio per l’intrusione di pubblicità non gradita.

Era inevitabile. Tutti sanno che il diavolo fa le pentole ma non sa fare i coperchi (nella banalità dei proverbi si nascondono profonde verità). Il diavolo di Facebook ha il fiato corto, mentre l’intera impalcatura di menzogne mondialiste si riempie sempre più di crepe.

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