I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Caeli enarrant gloriam Dei (Pagina 1 di 3)

IL MONDO HA BISOGNO DI MARIA VALTORTA

Dio non fa nulla a caso: se invia una rivelazione privata di estrema urgenza, come quella valtortiana, se lancia un così ardente appello alla conversione, significa che ve n’è estremo bisogno, perché le cose non vanno assolutamente come dovrebbero, perché le anime si perdono per l’accidia dei preti, per il loro razionalismo e modernismo, per l’aridità della loro erudizione incapace di muovere gli animi e suscitare conversioni, perché chi ha responsabilità all’interno della Chiesa ha bisogno di aiuto, di sostegno, d’incoraggiamento, e anche di energica correzione, e questo non è ben accetto, perché in fatto di umiltà i preti di rado danno buon esempio.

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EPICUREISMO DELLO SPIRITO

Maria Valtorta, Quaderni 1945-1950, 20 marzo 1945.


Vi pare dura la parola che dice la verità. Vorreste solo parole di misericordia. Potete dire di meritarla? Non è misericordia anche la voce severa che vi parla di castigo incitandovi a pentirvi? E vi pentite forse? Questo desiderio di sentire solo promesse di bontà, questa smania di avere da Dio solo carezze è la deviazione della religione. Avete reso epicureismo anche questa sublime cosa che è la religione del Dio vero. Da essa volete godimento. Non volete dare ad essa sforzo. Volete adagiarvi in una comoda transazione fra il comandato e quello che a voi piace. E pretendereste che Dio venisse a questo adattamento.

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CHARLIE GARD

CHARLIE GARD

A new angel is in Heaven,

bathing in eternal bliss.

You, who sentenced him to death,

will in vain plead for a drop.

See: young Lazarus can’t come

down the abyss where you’ll burn.

(Trad.: Un nuovo angelo è in paradiso, immerso nell’eterna beatitudine. Voi, che lo avete condannato a morte, invano supplicherete per una goccia. Vedete: il giovane Lazzaro non può scendere nell’abisso dove brucerete.)

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помилуй меня грешного

MATRIGNA NATURA

MATRIGNA NATURA

 

 

Il piagnisteo ambientalista politicamente corretto cerca di persuaderci che “madre Natura” è fragile, che siamo troppi, che ne siamo gli ingrati e scriteriati padroni, che la stiamo distruggendo, e via piagnucolando e accusando, sempre col dito puntato. La realtà è ben diversa. La natura potrebbe spazzarci via come un nonnulla, e di certo prima o poi lo farà, se prima non ci massacreremo fra noi da soli. Gli ambientalisti la presentano col mite volto un po’ assonnato del povero panda minacciato di estinzione, dimenticando che la natura spietata ha distrutto milioni di specie. La natura inquina (basti pensare alle gigantesche emissioni di gas velenosi dai vulcani), la natura è pericolosa, la natura minaccia l’uomo molto più di quanto l’uomo minacci la natura. Forse, più che “madre”, sarebbe il caso di chiamarla “matrigna”. Tanto per farla finita con le chiacchiere e ragionare con un po’ di realismo, vogliamo passare in rassegna alcuni dei possibili rischi che la matrigna ci prepara? Sono rischi che scaturiscono dall’autodistruttività della natura stessa.

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DARWINISMO: A CHI GIOVA?

A CHI GIOVA IL DARWINISMO?

Perfino gli evoluzionisti dubitano della darwiniana “lotta per la vita”

Studiando la presunta evoluzione umana, “Wallace notò che lo sviluppo del cervello è avvenuto con largo anticipo rispetto all’impiego della sua facoltà, ma in base alla teoria dell’evoluzione per selezione naturale non è possibile che una struttura, per di più complessa, venga prodotta migliaia di anni prima dell’impiego che avvantaggerà l’organismo in cui si è manifestata.” (Pennetta 2011, p. 62). Vedi The limits of natural selection as applied to man (I limiti della selezione naturale nella sua applicazione all’uomo), uno scritto di Wallace del 1870. I digrignanti guardiani dell’ortodossia darwiniana hanno fatto in modo che questo scritto avesse meno diffusione possibile. Ma l’obiezione di Wallace è tuttora pienamente valida.

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POVERA EUROPA

POVERA EUROPA

Che aria tira nelle auliche stanze dell’euroburocrazia?

 

Nelle stanze euroburocratiche, insieme ai lauti stipendi e all’aria condizionata, circolano i miasmi cimiteriali dell’inno europeo, il prestigioso quarto movimento della Nona Sinfonia in re minore op. 125, “Corale”, di Ludwig van Beethoven, su testo dell’“Ode alla gioia” di Friedrich Schiller. La “gioia” cantata dal poeta è naturalmente quella massonica, radicata nella cimiteriale filosofia della gnosi, in diretta opposizione alla presunta “tristezza” della Fede cattolica. È un folle “salto in avanti”, quello che Schiller propone in quell’ode: una tabula rasa che, ignorando la realtà, dipinge un mondo “magico” di inesistente e impossibile bontà, da ottenersi abbracciando questa generica e impalpabile “gioia”.

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ORATIONES

ORATIONES

I

 

O sancte Joseph, terror demonum, adjuva nos.

O sancte Joseph, terror demonum, noli derelinquere nos.

O sancte Joseph, terror demonum, ora pro nobis.

 

O san Giuseppe, terrore dei demoni, vieni in nostro aiuto.

O san Giuseppe, terrore dei demoni, non ci abbandonare.

O san Giuseppe, terrore dei demoni, prega per noi.

 

L’invocazione a san Giuseppe è preghiera di esorcismo contro i demoni. Il santo sposo della Beata Vergine è divenuto terrore dei demoni per la granitica fede che gli ha permesso di portare a buon fine la missione affidatagli da Dio di protettore della Sacra Famiglia. Abbiamo estremo bisogno della protezione di tutti i santi capaci di terrorizzare e scacciare i demoni. Insieme alla Madonna e all’Arcangelo san Michele, san Giuseppe è uno dei protettori più potenti.

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GLI ELEFANTI CRISTIANI DELL’ORISSA

L’ESERCITO DEGLI ELEFANTI VENDICATORI CHE RADONO AL SUOLO I VILLAGGI INDÙ — il fenomeno: si moltiplicano gli attacchi di pachidermi contro gli insediamenti degli autori dei pogrom anti-cristiani (articolo di Rino Cammilleri)

Sul sito dell’Arcidiocesi di Colombo (Sri Lanka) è comparsa una curiosa notizia (ringrazio la rivista “Il Cedro” per avermela segnalata) riguardante lo stato indiano dell’Orissa. Ricordate? Nel luglio di due anni fa un pogrom di fondamentalisti indù contro i cristiani locali causò la morte di oltre cinquecento persone. In quell’occasione una giovane suora venne bruciata viva, un’altra fu violentata, mentre le chiese e le case dei cristiani venivano distrutte. I fanatici se la presero anche con l’orfanotrofio di Khuntpali, cui fu appiccato il fuoco. Anche le bombe vennero usate: un centro pastorale fu raso al suolo così. Oltre ai morti, i risultati furono migliaia di feriti e un numero impressionante di gente rimasta senza casa.

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LA BARZELLETTA DELL’UNIVERSO ETERNO

Nella mitologia mesopotamica le cose del mondo erano “prive di nome”, e cominciavano quando gli dei le nominavano. Nella mitologia indiana, il mondo era teatro della ciclica azione della Trimurti. Anche nella mitologia scandinava si concepiva un eterno ritorno: dopo il Ragnaròk (battaglia finale tra dei e demoni che si distruggevano a vicenda e annientavano il mondo), il mondo rinasceva. Nella mitologia classica vi erano diversi miti delle origini, ma nessuna chiara idea di un Dio creatore. Regnava, in definitiva, l’ignoranza, colmata con miti fascinosi.

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