I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Caeli enarrant gloriam Dei (Pagina 1 di 17)

CRISTINA CAPETI (2026) Domani ti ritrovo. RECENSIONE

CRISTINA CAPETI (2026) Domani ti ritrovo. Istruzioni per coltivare nella vita i ricordi, Genova, Erga Edizioni

La persistenza o meno di quanto appare caduco è una dicotomia comune alla poesia che medita sul destino dell’uomo: da una parte la perdita apparentemente irreparabile, dall’altra il recupero del passato grazie alla Fede. L’autrice risolve il dilemma in quest’ultimo senso. Lo promette fin dal titolo: DOMANI (imminenza dell’ingresso nell’eternità, la vita è tanto breve) TI RITROVO (ritrovarsi per sempre). Si può riassumere così: camminiamo sulla terra ma chiamati all’eternità. Il tempo passa e nell’Eternità rimane l’Amore. Che tocchi ai poeti dire quello che i preti troppo spesso non dicono più?

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PICCOLE RIFLESSIONI MOLTO EQUILIBRATE E TRANQUILLE

PICCOLE RIFLESSIONI SULL’IMBECILLITÀ UMANA

L’umanità in generale è stupida. Lo si è visto abbondantemente nel recente episodio del Covid: la maggioranza pecoresca c’è cascata in pieno. Milioni di imbecilli non facevano che belare: “Metti la mascherina… Copriti il naso… “. Molti non hanno capito neppure adesso e sono convinti di aver avuto ragione, e certuni portano tuttora la museruola perfino in macchina da soli.

Ma a parte questo discorso generale sull’imbecillità umana, vi è uno speciale aspetto di tale fenomeno che merita di essere esaminato. Si tratta della colossale imbecillità americana, o più esattamente statunitense. Occorre infatti non fare confusione con altri, e più seri, abitanti delle Americhe. Dopo la scoperta di Cristoforo Colombo, nel Nuovo Mondo era giunta la Chiesa che aveva posto fine agli orrendi sacrifici umani degli indigeni e promuoveva la civiltà cristiana e l’integrazione pacifica con i matrimoni misti.

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BENVENUTI A LAODICEA

BENVENUTI A LAODICEA

Chi erano i farisei? Gente che voleva apparire molto pia, ma in fondo piuttosto tiepida nei confronti della verità. Gelosi custodi di Scritture che non intendevano, ma dalle quali, con interpretazioni erronee e distorte, traevano tutto il loro prestigio e potere. Guai a deviare da quello che avevano stabilito essere giusto e comodo per loro: allora si infiammavano e prendevano l’aspetto e la grinta di fanatici, perché era in gioco il comodo guanciale delle loro inamovibili persuasioni. La sinagoga non poteva errare, e loro erano la sinagoga, o credevano di esserlo.

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VAE VOBIS

VAE VOBIS

(In lode di certo clero alquanto poco sincero)

 

A gara i laicisti voi li superate,

tremendi col bisturi voi dissezionate,

e non c’è miracolo che con voi tenga:

il miracolo è anàtema: mai non avvenga.

 

Eletta progenie ricolma di scienza,

oltanto vuol lodi, rimbrotti non cura,

ossequi sol chiede e pronta obbedienza;

ensibile ha borsa, coscienza ben dura;

il resto è sol fumo, è l’oro l’essenza.

 

Vediamo da tempo in varie occasioni

a celebrar Messa dei gran buontemponi,

con nuove dottrine e strane espressioni,

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INTERROGAZIONE DI SCIENZE NATURALI

“Ordunque, quali vantaggi offre la teoria dell’evoluzionismo?”

“Permette ai biologi di affermare di possedere una teoria unificatrice che abbracci tutta la biologia e quindi ne aumenti il prestigio scientifico, permette di giustificare l’ambientalismo, la teoria dei generi, l’aborto, l’eutanasia, permette di togliere credibilità alla Bibbia, giustifica la competizione per l’esistenza e la guerra, puntella l’idea di superiorità delle nazioni anglosassoni su tutte le altre… Infatti solo gli anglosassoni hanno diritto di esistere e comandare tutti gli altri, bombardarli, massacrarli e civilizzare i superstiti (se ce ne sono) …”

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LA DEMOKRAAA

Una stanza tipo ufficio. Scrivania, poltrona, telefono.

Personaggi:
Il MAESTRO;
il TIRAPIEDI.

TIRAPIEDI (entra con le braccia alzate in segno di grande disperazione) — Maestro, maestro, una catastrofe.
MAESTRO — Che c’è?
TIRAPIEDI — È morto, è morto.
MAESTRO — Chi è morto?
TIRAPIEDI — Che disastro, è morto, è morto.
MAESTRO — Ma chi è morto, accidenti?
TIRAPIEDI — Il marxismo, maestro, è morto.
MAESTRO — Morto? Ma se due minuti fa stava benissimo.
TIRAPIEDI — Eppure è lungo stecchito.
MAESTRO — Ma se la teoria della transizione funzionava così bene.
TIRAPIEDI — Lo so, però all’improvviso la transizione è andata storta.
MAESTRO — Vuol dire che invece di transìre dal capitalismo al socialismo…
TIRAPIEDI — Abbiamo transìto alla rovescia, dannazione.
MAESTRO (facendo l’atto di tirare il collo a qualcuno) — Ci dev’essere un traditore. Bisogna scovarlo.
TIRAPIEDI (torcendosi le mani) — Proprio ora che avevo il concorso. A chi la daranno la mia poltrona, adesso?
(squilla il telefono)
MAESTRO — Pronto. Ah, è lei, Eminenza.
TIRAPIEDI — Chi è?
MAESTRO — È l’Eminenza.
TIRAPIEDI — Ah…
MAESTRO — Si, ho sentito, Eminenza… Me l’hanno appena comunicato, Eminenza… Chi penserà adesso ai poveri, Eminenza?… Mah? Anche noi siamo preoccupati, Eminenza… Grazie della telefonata, Eminenza… Lei è molto buono, Eminenza… Grazie, Eminenza… La sua solidarietà ci rinfranca, Eminenza… (depone la cornetta) Era l’Eminenza… l’Arci-Vescovo, il Vescovo dell’Arci.
TIRAPIEDI — E adesso?
MAESTRO — Bisognerebbe avere notizie più precise.
TIRAPIEDI — Io so tutto.
MAESTRO — Cosa ne vuol sapere? Non sono io il Maestro? Ci diamo delle arie? Ohi, giovanotto…
TIRAPIEDI — Ma io ho assistito all’incidente.
MAESTRO — Che incidente?
TIRAPIEDI — Gli è caduto un muro in testa.
MAESTRO — Un muro?
TIRAPIEDI — Era il muro che doveva servire a tener dentro i polli, e invece…
MAESTRO — Ha sofferto molto?
TIRAPIEDI — Non credo. È stato tutto così all’improvviso.
MAESTRO — Dove l’hanno portato?
TIRAPIEDI — All’obitorio.
MAESTRO — Mi viene un’idea. Io sono uno specialista di obitori.
(compone un numero telefonico)
TIRAPIEDI — Lei è grande, maestro.
MAESTRO — Pronto, obitorio… mi passi il dottor Dinamo… Dottor Dinamo, c’è da lei un ospite molto rosso… In che posizione?… Orizzontale, credo… Sì?… L’ha visto?… Cosa dice, è molto brutto?… Ma no, ma no, è tutta questione di abitudine… Senta, noi abbiamo un problema… Tutti hanno problemi, sì… Però noi ne abbiamo uno molto grosso… Dovremmo organizzare il funerale… Ma non un funerale qualsiasi, lei m’intende?… Un funerale con sorpresa…
TIRAPIEDI — Devo preparare la lista degli invitati?
MAESTRO — Sì, sì, prepari, prepari… No, non intendevo il caro estinto… Stavo parlando col mio collaboratore… Senta, Dinamo… Lei s’intende di elettricità, no?… Appunto… Ora, ha presente l’imbalsamatore?… Quello che lavora per il museo di storia naturale… Vicino al fabbricante di bare… Ecco, ora mi segua… Bisognerebbe fare un’imbalsamazione flessibile… Sì, flessibile… Che possa piegare gambe e braccia… No, non tanto… basta un po’… E poi… e poi entra in scena lei… Vedo che ha già capito… Sì, con un po’ di elettronica e un accumulatore… Lo facciamo muovere come se fosse vivo… Così all’improvviso si alza dalla bara e fa una bella sorpresa a tutti… Chi vuole che se ne accorga?… Malamente si muoveva anche da vivo… La faccia? Ma cadaverica l’ha sempre avuta… Ecco, bravo, una bella mummia meccanica… Domani vengo a vedere… Quanto ci vorrà?… Di tempo, voglio dire… Ah, bene, un paio di giorni… Per la spesa non si preoccupi… Paga il partito… Bene, bene… A presto, allora… Saluti in famiglia… Presenterò… Arrivederla… Ecco fatto.
TIRAPIEDI — Tutto a posto?
MAESTRO — Ancora no.
TIRAPIEDI — Cosa manca?
MAESTRO — Ci vuole il piano di mimetico e la campagna pubblicitaria.
TIRAPIEDI — Che piano mimetico?
MAESTRO — Prima di tutto bisogna cambiare un po’ di nomi, di sigle e di simboli.
TIRAPIEDI — Perché?
MAESTRO — I polli devono credere che tutto sia cambiato. Il nostro morto vivente dovrà gridare demokraaa… demokraaa… Diventiamo democratici, anzi liberaldemokraaaatici. Viva le privatizzazioni, viva il dilagare della grande finanza liberal-masson-giudaic-sionist-amerikansk-bankaria. I dominatori del domani: l’intelligenza artificiale, il superkontrollo per pandemie inesistenti. Tutti kiusi in kasa, tutti senza makkina perké inquina, con la benedizione dei monsignori dell’Arci. Il terrore pandemiko, il terrore klimatiko, qualke guerra qua e là, coi nostri amici nazisti in prima linea. Gente terrorizzata si governa meglio e si distrugge più facilmente. Siamo troppi, siamo troppi, siamo troppi a divorare la sacra Terra. Poi ce ne andremo, noi Maestri, non certo voi Tirapiedi, in vacanza alle Maldive con l’aviogetto quadrireattore del partito, che non inquina, mentre la Panda del comune suddito e le scorregge della mucca Carolina inquinano moltissimo e vanno soppresse.
TIRAPIEDI — Magnifico, e poi?
MAESTRO — Poi, per la pubblicità, bisogna trovare un capro espiatorio.
TIRAPIEDI — Cos’è un capro espiatorio?
MAESTRO — Qualcuno da odiare.
TIRAPIEDI — Ah.
MAESTRO — L’odio è il nostro nutrimento, una gran lente d’ingrandimento.
TIRAPIEDI — Per vedere cosa?
MAESTRO — Non serve a vedere.
TIRAPIEDI — E allora…
MAESTRO — È lo strumento dei nostri magistrati. Serve da specchio ustorio.
TIRAPIEDI — Che cosa?
MAESTRO — Concentra i raggi e brucia, cretino.
TIRAPIEDI — E chi dobbiamo bruciare?
MAESTRO — Qualcuno il cui rogo distolga l’attenzione dal caro estinto e dalla nostra trasformazione demokraaa.
TIRAPIEDI — Per esempio?
MAESTRO — Qualche antipatico non allineato che pretende di entrare in politica senza il nostro permesso. E la gente ci seguirà.
TIRAPIEDI — Dove le attacchiamo il cavo di rimorchio?
MAESTRO — Al naso.
TIRAPIEDI — Il punto più adatto. Lei è un genio, maestro.
MAESTRO — Niente paura. Situazione sotto controllo. Non è successo niente.
TIRAPIEDI — Tutto come prima?
MAESTRO — Certo.
TIRAPIEDI — Allora possiamo stare tranquilli?
MAESTRO — Tranquillissimi.
TIRAPIEDI — Le poltrone sono al sicuro?
MAESTRO — Sicurissime.
TIRAPIEDI — E il mio concorso?
MAESTRO — Niente paura, le dico.
TIRAPIEDI — Che sollievo.
MAESTRO — Plus ça change, plus c’est la même chose.
TIRAPIEDI — Perché parla tedesco?
MAESTRO — È sempre ben tenersi in esercizio.
TIRAPIEDI — E la rima?
MAESTRO — Col funeral, non fine, ma un inizio.
TIRAPIEDI — Lei è immenso, maestro.

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A PROPOSITO DI SCOMUNICHE

Il domenicano Girolamo Savonarola iniziò la predicazione dei Quaresimali – era il 17 Febbraio 1496 – con queste parole:

Fatti in qua, ribalda Chiesa, fatti in qua ed ascolta quello che il Signore ti dice: Io ti avevo dato le belle vestimenta, e tu ne hai fatto idolo. I vasi desti alla superbia; i sacramenti alla simonia; nella lussuria sei fatta meretrice sfacciata; tu sei peggio che bestia; tu sei un mostro abominevole. Una volta ti vergognavi dei tuoi peccati, ma ora non più. 

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A PROPOSITO DI SCOMUNICHE

Il domenicano Girolamo Savonarola iniziò la predicazione dei Quaresimali – era il 17 Febbraio 1496 – con queste parole:

Fatti in qua, ribalda Chiesa, fatti in qua ed ascolta quello che il Signore ti dice: Io ti avevo dato le belle vestimenta, e tu ne hai fatto idolo. I vasi desti alla superbia; i sacramenti alla simonia; nella lussuria sei fatta meretrice sfacciata; tu sei peggio che bestia; tu sei un mostro abominevole. Una volta ti vergognavi dei tuoi peccati, ma ora non più. 

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AFORISMI SUL PROGRESSO

AFORISMI SUL PROGRESSO

(chi ci crede è proprio fesso)

Dicono che il progresso avanza? Allora dev’essere un gambero, perché l’umanità non migliora affatto, anzi.

Dicono che il progresso è in marcia? Ma soprattutto è marcio, perché l’umanità invece di elevarsi sprofonda.

Dicono che il progresso è inevitabile? Ma se questo è davvero progresso, allora evviva la caverna e la clava.

Dicono che il progresso è un bene? Allora bisogna resistere, resistere, non per virtù civica, ma per fare dispetto.

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ELENA, ADDIO

Addio, Elena, compagna dei miei giochi di bambino. Tu eri quella che aveva tutto il talento artistico della famiglia. Tu eri quella che sapeva toccare tutte le corde dell’immaginazione e del sentimento, dell’umorismo e dell’allegria. Tu lasci un vuoto che non sarà mai colmato. Addio, Elena, poiché tutta la carne è come erba e tutto lo splendore dell’uomo è come i fiori dell’erba. L’erba è disseccata e il fiore caduto.

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