I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Mese: marzo 2018 (Pagina 1 di 24)

Europa. Italia. Bologna. S. Petronio. Giovanni da Modena. Maometto

Europa. Italia. Bologna. S. Petronio. Giovanni da Modena. Maometto

(Giovanni di Pietro Faloppi (o Falloppi), detto Giovanni di Modena (Modena 1379-1455). Attivo a Bologna. Nella Basilica di San Petronio, intorno al 1410 realizzò nella cappella Bolognini gli affreschi della “Vita di San Petronio”, le “Storie dei Re Magi”, “Il Paradiso e l’Inferno”, e in quest’ultimo raffigurò Maometto appunto all’inferno. Nel 1420 affrescò l'”Allegoria della Redenzione dal peccato originale” e il “Trionfo della Chiesa cattolica sulla Sinagoga”. Nella Pinacoteca Nazionale di Bologna si conservano un suo magnifico “Crocifisso” e una tela con “San Bernardino da Siena e storie della sua vita”. Alla sua bottega sono attribuiti “L’Andata al Calvario” e una “Crocifissione” conservati nel presbiterio della chiesa del Crocifisso del complesso di Santo Stefano a Bologna. Molte sue opere, naturalmente sarebbero bollate, oggi, come “politicamente scorrette”. Per sua fortuna, ha potuto vivere in un’epoca meno ripugnante della nostra. Un islamico ha minacciato di far saltare in aria la Basilica di San Petronio per vendicare l'”offesa” fatta dagli “infedeli” al “profeta”. La magistratura italiana, naturalmente, si è ben guardata da procedere contro lo straniero che minacciava bombe in casa nostra. Chissà cosa sarebbe successo se un cristiano avesse minacciato di far saltare in aria una moschea in Arabia Saudita?

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Europa. Italia. Bobbio. Abbazia di San Colombano

Europa. Italia. Bobbio. Abbazia di San Colombano

(San Colombano (Navan 542-Bobbio 613), grande missionario irlandese, fondò numerosi monasteri e chiese in Europa. Scrisse in una lettera che gli europei dovevano essere un unico popolo, un “corpo solo”, unito da radici cristiane, in cui le barriere etniche e culturali dovevano essere superate; era davvero un costruttore di ponti, ma di ponti santi e non d’invasione. Fu il primo ad usare l’espressione latina “totius Europae”. Il Santo Padre Benedetto XVI lo ha definito “Santo europeo”. Il “morso di satana” – per usare un’espressione del Divino Maestro alla grande e santa veggente Maria Valtorta – ha tentato e tenta in ogni modo di distruggere il disegno di San Colombano, ma “portae inferi non praevalebunt”.)

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Africa. Namibia. Monti Pontok

Africa. Namibia. Monti Pontok (classico esempio di erosione eolica in ambiente desertico)

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Africa. Namibia. Namib Desert

Africa. Namibia. Deserto del Namib. Pinnacolo di arenaria formato per erosione eolica

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Africa. Namibia. Windhoek. Alte Feste Museum

Africa. Namibia. Windhoek. Alte Feste Museum (Museo storico della Namibia, ex Africa del Sud-Ovest tedesca)

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Africa. Sudafrica. Cape of Good Hope. 1

Africa. Sudafrica. Cape of Good Hope. 1

 

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Africa. Sudafrica. Cape of Good Hope. 2

Africa. Sudafrica. Cape of Good Hope. 2 (Notare l’enorme numero di alghe brune Feofite, dette localmente Kelp, spiaggiate dalle tempeste. Bartolomeo Diaz, che fu il primo europeo a raggiungere il Capo, nel 1488, lo battezzò Capo Tormentoso appunto per la violenza delle tempeste. Dieci anni dopo lo superò Vasco de Gama, che raggiunse Caicut, in India, alla ricerca delle spezie, e qui trovò una famiglia di schiavi appena liberati che parlavano genovese, con i quali fu facile intendersi data la forte somiglianza del genovese col portoghese, e che servirono ottimamente da interpreti della spedizione. Eividentemente dei genovesi avevano raggiunto l’India molto prima dei portoghesi. Il Capo fu poi ribattezzato Capo da Boa Esperança, o Capo di Buona Speranza, per non scoraggiare i futuri navigatori.)

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Africa. Sudafrica. Cape Town from Table Mountain

Africa. Sudafrica. Cape Town from Table Mountain

 

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Africa. Sudafrica. Cape Town. Cape Flats

Africa. Sudafrica. Cape Town. Cape Flats (Notare l’enorme distesa di baracche dei Bantu che si riversavano su Città del Capo, la cui popolazione è costituita in prevalenza da bianchi e meticci.)

 

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Africa. Sudafrica. Cape Town. Cecil Rhodes Memorial

Africa. Sudafrica. Cape Town. Cecil Rhodes Memorial (Cecil John Rhodes, nato a Bishop’s Stortford, 5 luglio 1853 – morto a Muizenberg, al Capo, 26 marzo 1902, fu un imprenditore e politico britannico, celebre per il ruolo che ebbe nell’espansione britannica in Africa e nello sfruttamento delle risorse del continente. Nel nuovo Sudafrica politicamente corretto, dominato dai negri, il suo nome è esecrato e una sua statua è stata rimossa dal campus dell’Università di Città del Capo. Non è escluso che in futuro venga demolito anche il suo Memoriale, cosa stupida come tutti gli accanimenti contro i monumenti storici dopo i cambiamenti di regime. Ma il peggio è il sistematico assassinio dei coltivatori bianchi e le altre persecuzioni contro i bianchi che, come in Rhodesia, ribattezzata Zimbabwe, finirà per devastare e impoverire anche il Sudafrica. Frattanto, in nome del politicamente corretto, e stato sdoganato il vizio contro natura, con la benedizione dei poteri forti della grande finanza usuraia e massonica di Wall Street. L’Australia sta progettando di aprire un corridoio umanitario per i rifugiati bianchi dal Sudafrica.)

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