I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Ridicularia (Pagina 1 di 52)

CRISTINA CAPETI (2026) Domani ti ritrovo. RECENSIONE

CRISTINA CAPETI (2026) Domani ti ritrovo. Istruzioni per coltivare nella vita i ricordi, Genova, Erga Edizioni

La persistenza o meno di quanto appare caduco è una dicotomia comune alla poesia che medita sul destino dell’uomo: da una parte la perdita apparentemente irreparabile, dall’altra il recupero del passato grazie alla Fede. L’autrice risolve il dilemma in quest’ultimo senso. Lo promette fin dal titolo: DOMANI (imminenza dell’ingresso nell’eternità, la vita è tanto breve) TI RITROVO (ritrovarsi per sempre). Si può riassumere così: camminiamo sulla terra ma chiamati all’eternità. Il tempo passa e nell’Eternità rimane l’Amore. Che tocchi ai poeti dire quello che i preti troppo spesso non dicono più?

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PICCOLE RIFLESSIONI MOLTO EQUILIBRATE E TRANQUILLE

PICCOLE RIFLESSIONI SULL’IMBECILLITÀ UMANA

L’umanità in generale è stupida. Lo si è visto abbondantemente nel recente episodio del Covid: la maggioranza pecoresca c’è cascata in pieno. Milioni di imbecilli non facevano che belare: “Metti la mascherina… Copriti il naso… “. Molti non hanno capito neppure adesso e sono convinti di aver avuto ragione, e certuni portano tuttora la museruola perfino in macchina da soli.

Ma a parte questo discorso generale sull’imbecillità umana, vi è uno speciale aspetto di tale fenomeno che merita di essere esaminato. Si tratta della colossale imbecillità americana, o più esattamente statunitense. Occorre infatti non fare confusione con altri, e più seri, abitanti delle Americhe. Dopo la scoperta di Cristoforo Colombo, nel Nuovo Mondo era giunta la Chiesa che aveva posto fine agli orrendi sacrifici umani degli indigeni e promuoveva la civiltà cristiana e l’integrazione pacifica con i matrimoni misti.

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BENVENUTI A LAODICEA

BENVENUTI A LAODICEA

Chi erano i farisei? Gente che voleva apparire molto pia, ma in fondo piuttosto tiepida nei confronti della verità. Gelosi custodi di Scritture che non intendevano, ma dalle quali, con interpretazioni erronee e distorte, traevano tutto il loro prestigio e potere. Guai a deviare da quello che avevano stabilito essere giusto e comodo per loro: allora si infiammavano e prendevano l’aspetto e la grinta di fanatici, perché era in gioco il comodo guanciale delle loro inamovibili persuasioni. La sinagoga non poteva errare, e loro erano la sinagoga, o credevano di esserlo.

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VAE VOBIS

VAE VOBIS

(In lode di certo clero alquanto poco sincero)

 

A gara i laicisti voi li superate,

tremendi col bisturi voi dissezionate,

e non c’è miracolo che con voi tenga:

il miracolo è anàtema: mai non avvenga.

 

Eletta progenie ricolma di scienza,

oltanto vuol lodi, rimbrotti non cura,

ossequi sol chiede e pronta obbedienza;

ensibile ha borsa, coscienza ben dura;

il resto è sol fumo, è l’oro l’essenza.

 

Vediamo da tempo in varie occasioni

a celebrar Messa dei gran buontemponi,

con nuove dottrine e strane espressioni,

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L’UMANITÀ DIVISA

Quando Noè uscì dall’arca e divenne il primo produttore di vino, essendo ancora poco abituato all’emozionante liquore, si addormentò scarsamente coperto. Pare che due suoi figli abbiano preso la cosa abbastanza sportivamente, mentre il terzo manifestò in modo sarcastico la sua disapprovazione. Erano così nati i due principali rami dell’umanità: quelli che sanno vivere e i puritani integralisti.

MARIA ANTONIETTA NOVARA BIAGINI

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E MO’ PARLO UN PO’ IO

MALASCIENZA è un saggio di denuncia delle frodi che pullulano soprattutto nelle scienze biologiche, mediche e sociali, quelle in cui la verifica è più difficile. Non è possibile dire di aver scoperto un nuovo teorema matematico o una nuova legge fisica o un nuovo elemento chimico se non lo si è fatto davvero (i colleghi vi scoprirebbero subito e fareste un figuraccia), ma inventarsi una falsa pandemia o una nuova teoria sociologica? Per quello non ci vuole niente, specie con un consistente appoggio dei mass media venduti. Non parliamo poi degli scandali delle cattedre universitarie, che producono facoltà imbottite di cretini patentati che bandiscono idiozie pure come la “teoria dei generi”, o lo “specismo”. Volete sondare meglio la palude della Malascienza? Comprate il libro, e intanto cliccate qui sotto per una presentazione video.

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BUNKER ANTIATOMICO

È un vero peccato non avere potuto condividere questo magnifico post che dovrebbe far meditare tutti i ritardati che ragliavano: “Mettiti la mascherina”, “Copriti il naso”, ecc., se avessero qualcosa nella scatola cranica, a parte le ragnatele.

Voglio coglier l’okkasione

del bel bunker di cartone

per trovare un’espressione

dell’intera situazione:

“No, non c’è korrelazione”,

disse allegro il gran koglione

“il regime ci vuol bene,

ci vaccina e ci sostiene;

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INTERROGAZIONE DI SCIENZE NATURALI

“Ordunque, quali vantaggi offre la teoria dell’evoluzionismo?”

“Permette ai biologi di affermare di possedere una teoria unificatrice che abbracci tutta la biologia e quindi ne aumenti il prestigio scientifico, permette di giustificare l’ambientalismo, la teoria dei generi, l’aborto, l’eutanasia, permette di togliere credibilità alla Bibbia, giustifica la competizione per l’esistenza e la guerra, puntella l’idea di superiorità delle nazioni anglosassoni su tutte le altre… Infatti solo gli anglosassoni hanno diritto di esistere e comandare tutti gli altri, bombardarli, massacrarli e civilizzare i superstiti (se ce ne sono) …”

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LA DEMOKRAAA

Una stanza tipo ufficio. Scrivania, poltrona, telefono.

Personaggi:
Il MAESTRO;
il TIRAPIEDI.

TIRAPIEDI (entra con le braccia alzate in segno di grande disperazione) — Maestro, maestro, una catastrofe.
MAESTRO — Che c’è?
TIRAPIEDI — È morto, è morto.
MAESTRO — Chi è morto?
TIRAPIEDI — Che disastro, è morto, è morto.
MAESTRO — Ma chi è morto, accidenti?
TIRAPIEDI — Il marxismo, maestro, è morto.
MAESTRO — Morto? Ma se due minuti fa stava benissimo.
TIRAPIEDI — Eppure è lungo stecchito.
MAESTRO — Ma se la teoria della transizione funzionava così bene.
TIRAPIEDI — Lo so, però all’improvviso la transizione è andata storta.
MAESTRO — Vuol dire che invece di transìre dal capitalismo al socialismo…
TIRAPIEDI — Abbiamo transìto alla rovescia, dannazione.
MAESTRO (facendo l’atto di tirare il collo a qualcuno) — Ci dev’essere un traditore. Bisogna scovarlo.
TIRAPIEDI (torcendosi le mani) — Proprio ora che avevo il concorso. A chi la daranno la mia poltrona, adesso?
(squilla il telefono)
MAESTRO — Pronto. Ah, è lei, Eminenza.
TIRAPIEDI — Chi è?
MAESTRO — È l’Eminenza.
TIRAPIEDI — Ah…
MAESTRO — Si, ho sentito, Eminenza… Me l’hanno appena comunicato, Eminenza… Chi penserà adesso ai poveri, Eminenza?… Mah? Anche noi siamo preoccupati, Eminenza… Grazie della telefonata, Eminenza… Lei è molto buono, Eminenza… Grazie, Eminenza… La sua solidarietà ci rinfranca, Eminenza… (depone la cornetta) Era l’Eminenza… l’Arci-Vescovo, il Vescovo dell’Arci.
TIRAPIEDI — E adesso?
MAESTRO — Bisognerebbe avere notizie più precise.
TIRAPIEDI — Io so tutto.
MAESTRO — Cosa ne vuol sapere? Non sono io il Maestro? Ci diamo delle arie? Ohi, giovanotto…
TIRAPIEDI — Ma io ho assistito all’incidente.
MAESTRO — Che incidente?
TIRAPIEDI — Gli è caduto un muro in testa.
MAESTRO — Un muro?
TIRAPIEDI — Era il muro che doveva servire a tener dentro i polli, e invece…
MAESTRO — Ha sofferto molto?
TIRAPIEDI — Non credo. È stato tutto così all’improvviso.
MAESTRO — Dove l’hanno portato?
TIRAPIEDI — All’obitorio.
MAESTRO — Mi viene un’idea. Io sono uno specialista di obitori.
(compone un numero telefonico)
TIRAPIEDI — Lei è grande, maestro.
MAESTRO — Pronto, obitorio… mi passi il dottor Dinamo… Dottor Dinamo, c’è da lei un ospite molto rosso… In che posizione?… Orizzontale, credo… Sì?… L’ha visto?… Cosa dice, è molto brutto?… Ma no, ma no, è tutta questione di abitudine… Senta, noi abbiamo un problema… Tutti hanno problemi, sì… Però noi ne abbiamo uno molto grosso… Dovremmo organizzare il funerale… Ma non un funerale qualsiasi, lei m’intende?… Un funerale con sorpresa…
TIRAPIEDI — Devo preparare la lista degli invitati?
MAESTRO — Sì, sì, prepari, prepari… No, non intendevo il caro estinto… Stavo parlando col mio collaboratore… Senta, Dinamo… Lei s’intende di elettricità, no?… Appunto… Ora, ha presente l’imbalsamatore?… Quello che lavora per il museo di storia naturale… Vicino al fabbricante di bare… Ecco, ora mi segua… Bisognerebbe fare un’imbalsamazione flessibile… Sì, flessibile… Che possa piegare gambe e braccia… No, non tanto… basta un po’… E poi… e poi entra in scena lei… Vedo che ha già capito… Sì, con un po’ di elettronica e un accumulatore… Lo facciamo muovere come se fosse vivo… Così all’improvviso si alza dalla bara e fa una bella sorpresa a tutti… Chi vuole che se ne accorga?… Malamente si muoveva anche da vivo… La faccia? Ma cadaverica l’ha sempre avuta… Ecco, bravo, una bella mummia meccanica… Domani vengo a vedere… Quanto ci vorrà?… Di tempo, voglio dire… Ah, bene, un paio di giorni… Per la spesa non si preoccupi… Paga il partito… Bene, bene… A presto, allora… Saluti in famiglia… Presenterò… Arrivederla… Ecco fatto.
TIRAPIEDI — Tutto a posto?
MAESTRO — Ancora no.
TIRAPIEDI — Cosa manca?
MAESTRO — Ci vuole il piano di mimetico e la campagna pubblicitaria.
TIRAPIEDI — Che piano mimetico?
MAESTRO — Prima di tutto bisogna cambiare un po’ di nomi, di sigle e di simboli.
TIRAPIEDI — Perché?
MAESTRO — I polli devono credere che tutto sia cambiato. Il nostro morto vivente dovrà gridare demokraaa… demokraaa… Diventiamo democratici, anzi liberaldemokraaaatici. Viva le privatizzazioni, viva il dilagare della grande finanza liberal-masson-giudaic-sionist-amerikansk-bankaria. I dominatori del domani: l’intelligenza artificiale, il superkontrollo per pandemie inesistenti. Tutti kiusi in kasa, tutti senza makkina perké inquina, con la benedizione dei monsignori dell’Arci. Il terrore pandemiko, il terrore klimatiko, qualke guerra qua e là, coi nostri amici nazisti in prima linea. Gente terrorizzata si governa meglio e si distrugge più facilmente. Siamo troppi, siamo troppi, siamo troppi a divorare la sacra Terra. Poi ce ne andremo, noi Maestri, non certo voi Tirapiedi, in vacanza alle Maldive con l’aviogetto quadrireattore del partito, che non inquina, mentre la Panda del comune suddito e le scorregge della mucca Carolina inquinano moltissimo e vanno soppresse.
TIRAPIEDI — Magnifico, e poi?
MAESTRO — Poi, per la pubblicità, bisogna trovare un capro espiatorio.
TIRAPIEDI — Cos’è un capro espiatorio?
MAESTRO — Qualcuno da odiare.
TIRAPIEDI — Ah.
MAESTRO — L’odio è il nostro nutrimento, una gran lente d’ingrandimento.
TIRAPIEDI — Per vedere cosa?
MAESTRO — Non serve a vedere.
TIRAPIEDI — E allora…
MAESTRO — È lo strumento dei nostri magistrati. Serve da specchio ustorio.
TIRAPIEDI — Che cosa?
MAESTRO — Concentra i raggi e brucia, cretino.
TIRAPIEDI — E chi dobbiamo bruciare?
MAESTRO — Qualcuno il cui rogo distolga l’attenzione dal caro estinto e dalla nostra trasformazione demokraaa.
TIRAPIEDI — Per esempio?
MAESTRO — Qualche antipatico non allineato che pretende di entrare in politica senza il nostro permesso. E la gente ci seguirà.
TIRAPIEDI — Dove le attacchiamo il cavo di rimorchio?
MAESTRO — Al naso.
TIRAPIEDI — Il punto più adatto. Lei è un genio, maestro.
MAESTRO — Niente paura. Situazione sotto controllo. Non è successo niente.
TIRAPIEDI — Tutto come prima?
MAESTRO — Certo.
TIRAPIEDI — Allora possiamo stare tranquilli?
MAESTRO — Tranquillissimi.
TIRAPIEDI — Le poltrone sono al sicuro?
MAESTRO — Sicurissime.
TIRAPIEDI — E il mio concorso?
MAESTRO — Niente paura, le dico.
TIRAPIEDI — Che sollievo.
MAESTRO — Plus ça change, plus c’est la même chose.
TIRAPIEDI — Perché parla tedesco?
MAESTRO — È sempre ben tenersi in esercizio.
TIRAPIEDI — E la rima?
MAESTRO — Col funeral, non fine, ma un inizio.
TIRAPIEDI — Lei è immenso, maestro.

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ROBERTO BENIGNI E HANS WURST

Emilio Biagini

ROBERTO BENIGNI E HANS WURST: QUANDO VENGONO MOBILITATI I GUITTI A SOSTEGNO DEL REGIME IL CROLLO È ALLE PORTE

Nel teatro comico viennese, il prototipo del buffone è Hans Wurst (come dire “Giovannino Salsicciotto”). Appare nelle commedie del primo Settecento ad opera di Joseph Anton Stranitzky, ancora inserito nella tradizione della Commedia dell’arte. In successive commedie di vari autori (Joseph Felix Kurz, Philip Hafner, Joachim Perinet), il buffone si presenta con nomi diversi ma è sempre riconoscibilmente derivato dal medesimo prototipo “wurstiano” (o “salsiciottesco” che dir si voglia). Sulla scena, egli può tranquillamente deridere i nobili che sono la spina dorsale dell’antico regime. Il regime sorveglia, mugugna un po’, ma praticamente lascia fare, perché pensa di non aver niente da temere.

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