I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Mese: settembre 2020

L’ASSEMBLEA DEI PAPPAGALLI

L’ASSEMBLEA DEI PAPPAGALLI

“Ma perché tanto si offende?

perché tanto se la prende?”

“Io gli ho detto solamente

che è un cretino incompetente.”

“Io invece gli ho sol detto:

‘Sei un fesso, poveretto,

politikamentskorretto’,

ma affettuoso era un cicchetto.”

“Se l’è presa forse a male

per ‘studioso marginale’?”

“Le interviste prevenute

gli han strinato un po’ la cute?”

“L’abbiam pure messo in piazza

sulla sita internettazza:

l’ufficial sito importante

di quest’ateneo rampante;

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MATRIGNA NATURA reloaded

MATRIGNA NATURA

Il piagnisteo ambientalista politicamente corretto cerca di persuaderci che “madre Natura” è fragile, che siamo troppi, che ne siamo gli ingrati e scriteriati padroni, che la stiamo distruggendo, e via piagnucolando e accusando, sempre col dito puntato. La realtà è ben diversa. La natura potrebbe spazzarci via come un nonnulla, e di certo prima o poi lo farà, se prima non ci massacreremo fra noi da soli. Gli ambientalisti la presentano col mite volto un po’ assonnato del povero panda minacciato di estinzione, dimenticando che la natura spietata ha distrutto milioni di specie. La natura inquina (basti pensare alle gigantesche emissioni di gas velenosi dai vulcani), la natura è pericolosa, la natura minaccia l’uomo molto più di quanto l’uomo minacci la natura. Forse, più che “madre”, sarebbe il caso di chiamarla “matrigna”. Tanto per farla finita con le chiacchiere e ragionare con un po’ di realismo, vogliamo passare in rassegna alcuni dei possibili rischi che la matrigna ci prepara? Sono rischi che scaturiscono dall’autodistruttività della natura stessa.

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TEMPO DI COVID

TEMPO DI COVID

Un tempo i padroni portavano fuori i cani con la museruola. Ora i cani liberi portano a spasso i padroni con la museruola.

Che differenza c’è tra un rapinatore in banca e un fedele in chiesa? Nessuna. Tutti e due sono mascherati.

Quando ero giovane, entrando in chiesa mi mettevo il velo e mi facevo il segno della Croce con l’acqua benedetta. Ora copro naso e bocca con la museruola e mi sanifico col gel puzzolente.

ORAZIA

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PADRE LANZETTA, I DUBBI E LA VALTORTA reloaded

PADRE LANZETTA, I DUBBI E LA VALTORTA

Subito dopo la pubblicazione di un mio articolo sulla Valtorta su “Riscossa Cristiana” (“Mistica e misconosciuta: il caso di Maria Valtorta”, in pratica lo stesso articolo che si può leggere su questo sito), un esimio rappresentante del clero, Padre Serafino M. Lanzetta dei Francescani dell’Immacolata, con un articolo del 29 novembre 2012 (Il “caso Valtorta” tra consensi e condanne: come orientarsi?), si è evidentemente sentito in dovere di precisare, sulla medesima rivista online, che la Chiesa non riconosce affatto come soprannaturale la rivelazione privata a Maria Valtorta, e che non si può considerare l’opera maggiore di lei (L’Evangelo come mi è stato rivelato) un “quinto vangelo”.

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COVID-19, CRIMINE DEL MONDIALISMO

Ecco un diabolico capolavoro del mondialismo dei sinistri figuri come Bill Gates, George Soros, i Rockefeller, i Rothschild, Zuckerberg, ecc.

Il Coronavirus 19 è un virus artificiale prodotto in Francia dall’Istituto Pasteur di Parigi, sotto la guida del dottor Frédéric Tangy, a partire dal virus naturale SarsCov, mediante manipolazioni multiple, e i risultati sono stati debitamente brevettati. Il primo virus artificiale della serie, SarsCov-1 è stato ottenuto nel 2003 all’ospedale francese di Hanoi (brevetti EP 1696829 B1, US o12 8224 A1), il secondo, SarsCov-2 è stato ottenuto all’Istituto Pasteur nel 2011 partendo dal precedente e brevettato US 8243718 B2. Il SarsCov-19 è il risultato della manipolazione del precedente (brevetto richiesto nel 2019, data di pubblicazione internazionale attesa per il 2021). I francesi hanno poi disseminato il Covid-19 a Wuhan. Quando i cinesi protestano che non è un virus cinese, hanno ragione.

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UNA SIMILMESSA DELLA NEOCHIESA

Una domenica a “messa” in Riviera, con un pubblico (è ancora il caso di parlare di “fedeli”?) in prevalenza di medio-alta borghesia. Una similmessa come tante, come quasi tutte. Ecco la scena e i personaggi più significativi.

Prete recitante le parole della similmessa della neochiesa col tono di chi legge il bollettino meteorologico, infiammandosi solo quando tuona contro i perversi che non credono alla pandemia e non mettono “bene” la museruola. Perché, dice lui, li ha visti i morti portati via col camion di notte come se si fosse in guerra, dimenticando che con le cure di macelleria medica indotte dal terrore mediatico-sanitario, intubando e bruciando i polmoni della gente, per forza che i morti dovevano portarli via coi camion, vietando le autopsie e le visite dei parenti.

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DAL TERRORISMO AMBIENTALISTA A QUELLO MEDIATICO-SANITARIO

FALLITO UN CRIMINE SE NE INVENTA UN ALTRO:

DAL TERRORISMO AMBIENTALISTA

A QUELLO MEDIATICO-SANITARIO

Dopo i ripetuti falsi allarmi andati a vuoto, il terrorismo ambientalista, smentito dai fatti, stava cadendo nel ridicolo. Ma i talebani mondialisti non hanno certo disarmato: ecco la pandemia che apre la strada ad un altro crimine: la tirannide mediatico-sanitaria. Uno degli attivisti di punta, Peter Fox-Penner, professore all’Università di Boston, esulta il 19 aprile 2020: “Questa crisi fornisce un’opportunità molto verde. Possiamo accelerate il progresso climatico [sic!?!] per ricostruire la società e l’economia.” Il segretario generale della (massonica) ONU, Antonio Gutierrez (11 giugno), dichiara “la pandemia potrebbe creare un’opportunità per ricostruire l’economia globale su linee più sostenibili”. E il capo della politica ambientale dell’ONU, Inger Andersen (25 marzo) ribadisce: “Non lasciamo disperdere questa occasione. Il Coronavirus offre l’opportunità di gestire il capitalismo in modo diverso. Il governo adesso è in posizione dominante; deve afferrare il momento propizio.” L’editorialista Simon Kuper, sul (massonico) Financial Times (16 aprile), esprime concetti analoghi: “Il Coronavirus ha ottenuto qualcosa che né le politiche governative né il risveglio morale hanno potuto ottenere: sta spingendoci verso il vivere verde (…) guarderemo al dicembre 2019 come il picco più alto di tutti i tempi delle emissioni di anidride carbonica (…) bisogna che i governi facciano buon uso dell’attuale pandemia.” Il sinistrorso giornale Guardian di Manchester (11 aprile), in un editoriale, chiarisce ancor più brutalmente i piani delle élites: “La chiusura di massa in cui ci troviamo a vivere, evidentemente necessaria in una pandemia, potrebbe fornire un modello per imporre dure condizioni per abbattere le emissioni di anidride carbonica che gli attivisti considerano una minaccia uguale o ancora più grave dello stesso virus.”

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L’ACCOGLIENZA FRATERNA reloaded

L’ACCOGLIENZA FRATERNA,

OVVERO IL “PASTORE” DI TUTTI

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Il pastore confidava nell’uomo, cioè in se stesso, e aveva deciso: basta con le discriminazioni, basta con gli steccati, siamo tutti fratelli, perbacco. Prese quindi la parola al concilio del gregge e parlò di pace e di fratellanza:

— Fratelli, un’ora nuova si annuncia per il nostro gregge. Qui fuori ci sono tanti poveri lupi macilenti che vagano affamati. Non dobbiamo forse noi, in spirito di fratellanza, pensare anche a loro? Non dobbiamo noi amarli ed assisterli come nostro prossimo? Non dobbiamo calarci in uno spirito diverso da quello che ci ha finora animato: uno spirito più buono ed aperto? Dobbiamo aprirci alla cultura dell’accoglienza, al rispetto del diverso, alla pace con tutti, pace, paace, paaace, paaaaace …….

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RINO CAMMILLERI – RECENSIONE DEL 2° VOL. DE IL PRATO ALTO

Da: BASTA BUGIE – N. 680, 2 settembre 2020

LA STORIA ROMANZATA DELL’IMPERO D’ASBURGO

Un libro imperdibile dove incontriamo Marco D’Aviano nella battaglia di Vienna che fermò definitivamente i turchi, si ricorda il tradimento della Francia, la divisione dell’Europa voluta dai protestanti, ecc.

di Rino Cammilleri

Cominciata nella preistoria, la saga degli Adler e la formazione dell’Austria continua col secondo volume de Il prato alto. La tempesta. Dal 1246 al 1683, di Emilio e M. A. Biagini (Solfanelli, pp. 343, €. 19). Le vicende della famiglia Adler si intrecciano strettamente con la storia e (per ora) terminano con la liberazione di Vienna dai turchi l’11 settembre 1683.

L’8 settembre il beato Marco d’Aviano aveva detto messa servito dal re polacco Jan Sobieski in persona. Poi il sermone: «aveva parlato in tono del tutto normale, non declamatorio, neppure a voce particolarmente alta, eppure tutti lo avevano sentito perfettamente. Nell’intero l’esercito cristiano multinazionale, formato da polacchi, austriaci, tedeschi, croati, magiari, italiani, e perfino francesi, ognuno aveva sentito l’omelia nella propria lingua». Appena compresero il miracolo, tutti si inginocchiarono commossi: «In quell’istante tutti seppero che avrebbero vinto». Gli ussari alati (il rumore della vibrazione delle loro «ali» terrorizzava i nemici) caricarono al grido di Jezus Maryjo ratujce (Gesù Maria salvateci). Prima di darsi alla fuga i turchi sgozzarono tutte le donne cristiane prigioniere e destinate agli harem. Con differente stile, quando, subito dopo, i cristiani conquistarono l’ungherese Gran, «alla popolazione musulmana della città venne consentito di ritirarsi in pace verso Buda, ancora in mano turca». Invece, la banda di calvinisti ungheresi alleati dei turchi e comandati da Imre Thököli, principe di Transilvania, devastò il santuario austriaco dedicato alla Madonna di Loreto. Alla statua fecero il “processo”, la condannarono e decapitarono.

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