I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Narrativa (Pagina 2 di 4)

LA LUCE CAP. 09

 

Pensava di continuo a Gabriella, ed era un pensiero confuso, un magma ribollente di desideri inespressi, di domande senza risposta. Un’altra si sarebbe comportata diversamente? lo avrebbe reso felice?

Un giorno si accorse di guardare quasi con amore, non solo con desiderio, le ragazze sconosciute che incontrava per strada. Guardandole una ad una, pensava: “Tu potresti andar bene. Potremmo volerci bene, stare insieme, non essere più soli.”

Momenti di relativa serenità e di profondo smarrimento si alternavano. Fu invitato a una festa da una compagna d’università, una delle pochissime donne che frequentavano medicina. Lo conosceva appena, ma desiderava tanti ragazzi “di riserva”. Dapprima pensò di rifiutare, poi preferì rompere un poco la sua solitudine e vi andò.

Leggi tutto

LA LUCE CAP. 08

 

“Oggi comincia per voi un nuovo corso di studi,” esordì il docente “e, nella migliore delle ipotesi, ne avrete per sei anni. Non vi fate illusioni: è duro e pesante. Anzi, tutta la carriera lo è. Ma ne vale la pena, almeno per chi fa il proprio dovere. Voi allevierete le sofferenze, sarete per il corpo quello che il sacerdote è per l’anima.”

Era il solito pistolotto per aspiranti medici, e qualcuno dei fuoricorso che l’aveva già sentito, sorrideva e bisbigliava al vicino:

“Adesso dirà questo… adesso tirerà fuori quest’altro.”

Leggi tutto

LA LUCE CAP. 07

 

Quasi nello stesso tempo giunse Tartaro. Si guardarono spauriti l’un l’altro, accennando a un saluto. A poco a poco vennero anche gli altri. Andrea Falco, appena vide Paolo, gli si avvicinò e sussurrò:

“Hanno operato il padre di Belmonte. Cancro, pare.”

“Ma quando?”

“Ieri, chissà se lui si presenterà all’esame? Sua madre ha telefonato ai miei. Era disperata.”

Ed ecco arrivare Belmonte: una statua di cera. Molti gli si fecero intorno a chieder notizie. Paolo si sorprese a osservare tutto con distacco, lui così emotivo. I fatti esteriori galleggiavano sulla sua coscienza come olio sull’acqua. “Come posso essere così duro di cuore?” si domandava. Eppure non si sentiva colpito dalla disgrazia altrui, in quel momento. Aveva troppi motivi di ansia che lo assediavano.

Leggi tutto

LA LUCE CAP. 06

 

Strano: altri avrebbero sopportato quel peso con pazienza, alcuni quasi con gioia. Lucia era una creatura deliziosa, e alla famiglia non mancavano certo i mezzi per procurarle tutta l’assistenza necessaria. Ma i Viviani erano gente forte: la speranza in una vita futura, oltre i confini di questo mondo, li faceva sorridere. — Non erano felici. È curioso come l’esistenza di quaggiù divenga opprimente non appena ci si metta a badare soltanto ad essa.

A Lucia non restavano che i suoi lucherini: per giorni e giorni interi. Ogni tanto riceveva la visita di qualche amica della madre o di un conoscente di suo fratello: gente molto occupata, che se ne andava in fretta. Paolo significava qualcosa di più. Con lui si sentiva immersa in un incanto che le faceva dimenticare la sua sventura. Insieme di divertivano alle birichinate dei Tillini liberi per la camera, o ascoltavano qualche disco. Avevano sempre tante cose da dirsi. Una volta, alla radio, sentirono un bollettino della guerra in Corea, ma lei spense l’apparecchio prima che l’annunciatore finisse di leggere.

Leggi tutto

LA LUCE CAP. 05

 

In quell’istante, di ritorno da scuola, giunse Paolo. Sapeva che l’appartamento di fronte aveva cambiato proprietario e non si meravigliò scorgendo l’autotreno dell’impresa trasporti con i facchini che scaricavano. Salutò con timoroso rispetto i nuovi vicini, entrò nell’atrio e vide la “cosa”.

Il suo primo pensiero fu: “Che bella ragazza”. Si era voltata verso di lui, ed egli poté vedere il visino ovale, pallido, incorniciato dai capelli neri, le labbra rosee, gli occhi grandi, neri, tristi, che si abbassarono subito incontrando il suo sguardo. Fu allora che Paolo notò le stampelle e il resto.

Leggi tutto

LA LUCE CAP. 04

 Una città non troppo grande, non la solita metropoli che ha ingoiato paesi e borgate vicine devastando al tempo stesso il proprio centro storico. Il nome? è proprio necessario ricordarlo? In tale ambiente viveva Paolo Donati, ligure per parte di madre, emiliano di nascita. La sua città era l’unico angolo di mondo che conoscesse. Di andare altrove, quando la scuola era chiusa, non se ne parlava, ovviamente, per non finire a “pan dimandato”.

Paolo non sapeva cosa volesse dire villeggiatura, viaggio o vacanza, e ascoltava i racconti dei compagni in autunno —chi era stato a Riccione, chi a Cortina d’Ampezzo, chi più modestamente a Bellaria, ma qualcuno perfino a Parigi o in altre favolose località straniere —con un misto di meraviglia e di desiderio. Non sapeva cosa fosse l’invidia. Avrebbe solo voluto avere qualcosa ogni tanto anche lui: qualcosa da ricordare e da raccontare.

Leggi tutto

LA LUCE CAP. 03

 

La “lectio brevis” di quell’ultimo giorno cominciò in una baraonda ormai tollerata dall’insegnante, che si mise a discorrere con alcuni allievi, mentre altri invano supplicavano per conoscere i propri voti. Paolo estrasse un blocchetto per appunti e scrisse:

“Cara Claudia, ti amo tanto e vorrei chiederti…”.

Subito si fermò, con la certezza di aver scritto una puerilità. E poi se qualcuno l’avesse letto… Lacerato il foglio in minutissimi pezzetti, si mise in tasca i frammenti per disperderli più tardi, fuori della scuola, dove nessuno potesse rimetterli insieme. Questo si ripeté sei volte, prima che la forma del messaggio gli sembrasse soddisfacente:

Leggi tutto

LA LUCE CAP. 02

 

Paolo era assai timido: chiunque se ne accorgeva a prima vista. Per lui, così immerso in quella vita fra casa e scuola, fra l’isolamento dello studio e le costrizioni materne, la timidezza era un’invalicabile barriera: come capire lo stato d’animo degli altri? l’effetto delle proprie parole? ciò che si poteva dire e quello che conveniva tacere? come adattare il comportamento alle circostanze? — Il suo era un mondo di libri, di riflessione, di fantasie. Quando cercava di esternare i suoi pensieri, spesso profondi, i compagni si annoiavano o ridevano. Essere il primo della classe, o comunque costantemente fra i primi, non lo rendeva popolare. L’invidia era sempre in agguato. E i “grandi”, che forse lo avrebbero capito, o almeno alcuni di loro, erano così lontani.

Leggi tutto

LA LUCE CAP. 01

 

Già edito dalla ECIG di Genova e attualmente esaurito, il romanzo viene qui riproposto per intero, a puntate.

Se per caso qualcuno dei nostri ventitré lettori e mezzo fosse interessato, ecco il Capitolo 1.

 

1

 

La luce inondava l’aula in quelle mattine di giugno, quando gli studenti della seconda liceo classico rumorosamente vi irrompevano, prendendo posto nei banchi scavati dai temperini di tanti predecessori. Alcuni dei più vecchi recavano forse i segni di coloro che, divenuti ora grandi e importanti, figuravano tra i maggiorenti della città. Ma i ragazzi, né grandi né importanti — non esisteva ancora la “contestazione” —, non si perdevano in meditazioni archeologiche. Un solo pensiero li elettrizzava: “tra poco finirà la scuola”.

Leggi tutto

IL MICIO CHE SAPEVA TROPPO

INVITO AL GIALLO

 

IL ROMANZO COMPLETO

“IL MICIO CHE SAPEVA TROPPO”

E’ SCARICABILE DA SMASHWORDS

 

(COME PURE DIVERSE ALTRE OPERE DELLA DINAMICA COPPIA)

 

 

Il micio che sape troppo. Copertina 

 

……

 

2

“Andiamo in macchina o col treno?” disse lui.

“Tu cosa preferisci?” rispose lei.

“Quello che preferisci tu.”

Era il solito dialogo. Ognuno dei due voleva fare solo quello che compiaceva l’altro.

Infine, visto che non avevano in programma visite a campi di battaglia in Scozia o ad altre destinazioni campestri, ma solo di passare alquanto tempo a Edimburgo, scavando negli archivi, decisero per il treno, più rilassante e, fatta buona provvista di acqua, gallette e omogeneizzati per Wat, partirono.

Leggi tutto

(Pagina 2 di 4)

© I TRIGOTTI & Tutti i diritti riservati & C.F. BGNMLE41D04D969T & Privacy Policy & Informativa Cookies & Credits dpsonline*

adipiscing libero eget Praesent consectetur nunc id venenatis, efficitur.