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LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CONCLUSIONE

TEOLOGIA IN GRAMAGLIE

 

Riassumendo, la posizione di Don Pier Angelo Gramaglia su alcuni aspetti abbastanza significativi del Cattolicesimo è la seguente:

1) È scientificamente legittima una ermeneutica che neghi la divinità di Gesù Cristo; 2) La Santa Sindone: un falso che non ha nulla a che fare con Gesù Cristo; 3) Medjugorje: un equivoco, con forte sospetto di fenomeni medianici; 4) Padre Pio: un impostore che si procurava da sé le stigmate; 5) Maria Valtorta: una pericolosa demente, paranoica, schizofrenica; 6) Giuda Iscariota: un apostolo sadicamente calunniato dalla Valtorta; 7) L’Ascensione del Risorto nelle visioni valtortiane: un esercizio da trapezista; 8) La Madonna trasfigurata all’Assunzione descritta dalla Valtorta: un lampadario vivente; 9) La devozione a Maria: una malattia; 10) Il culto mariano promosso da Pio XII e sostenuto dalla Valtorta: “madonnismo” retrogrado; 11) L’esortazione a dire il Rosario: “madonnismo” di cattivo gusto; 12) Dio in atto di creare le anime, sempre nelle visioni valtortiane: il “Grande Mortaretto Centrale”.

Si potrebbe continuare, ma queste poche amenità blasfeme bastano a sintetizzare l’orientamento di questo eminente studioso che, a nostro avviso, è l’esponente di una teologia in gramaglie, alla quale non resta che piangere a calde lacrime. Per quanto riguarda Medjugorje e la Valtorta, le sue vedute sono allineate a quelle dei più ottusi supertradizionalisti, quelli che giudicano senza conoscere.

Gli estremi si toccano, e la teologia oggi piange in gramaglie. A tutti i detrattori di Medjugorje e della Valtorta, di qualunque forma, età e lunghezza della coda e delle corna dedichiamo quindi questa prestigiosa decorazione:

LA MEDAGLIA GRAMAGLIA

 Gramaglia Medaglia copia

 

FINIS CORONAT OPUS


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