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ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

 

-Figura_vipera

 

And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:

il film panteista-nichilista “Avatar” di James Cameron.

Segue un commento di Emilio Biagini su questa ennesima prova della hollywoodiana bestialità:

 

Un pianeta popolato da una razza di esseri bluastri dalla faccia piatta è il nuovo pseudo-paradiso terrestre del famigerato regista canadese James Cameron, già distintosi per la bufala sulla cosiddetta “tomba di Gesù”.

 

Nel film viene presentato questo mondo “ideale”, infinitamente superiore alla terra, e sede di una “civiltà” primitiva ma immensamente superiore a quella umana. “Mondo” e “civiltà” farneticati dall’esagitato cervello di Cameron, grazie alle più spericolate e costosissime tecniche di computer graphics. Mentre per ottenere i fondi per un film cattolico bisogna fare i salti mortali e trovare quasi solo porte chiuse (e grazie ancora se si riesce ad evitare che il solito laicista acquattato dietro l’angolo non metta mano alla sceneggiatura stravolgendola in senso anticlericale). 

In Avatar, gli uomini terrestri, idioti e avidi, raggiunto il pianeta così “meraviglioso”, fanno di tutto per saccheggiarlo e distruggerlo, ma le “benefiche” forze della natura salvano quel mondo immaginario di effetti speciali elettronici per la gioia di grandi e piccini.

Gli unici rapporti umani presentati in tutto il film come “positivi” sono gli spettrali contatti della “proiezione astrale” o “avatar” di un terrestre fisicamente paralizzato con una aliena blu. La civiltà umana è ridotta a “birra light e blue jeans”, come se Omero, Eschilo, Virgilio, Cicerone, i Vangeli, il Cristianesimo, San Pietro e San Paolo, Sant’Agostino, i monasteri, le cattedrali, il canto gregoriano, San Tommaso d’Aquino, Dante Alighieri, Duccio da Boninsegna, il Beato Angelico, Leonardo da Vinci, William Shakespeare, Franz Schubert, Johannes Brahms, non fossero mai esistiti.

L’obiettivo è evidente: demonizzare l’Occidente cristiano. Come? facendone una caricatura, appunto riducendolo a “birra light e blue jeans” (forse le uniche cose che Cameron conosce?), e attaccando poi la caricatura, bersaglio facilissimo. Quale sarà il segreto di Cameron, una gran malafede, o un’oceanica ignoranza, o (più probabilmente) tutte e due?

Al Cristianesimo viene contrapposto un incubo panteista (panteismo significa che Dio viene identificato col mondo, per cui di fatto Dio non c’è, ma resta solo il mondo). Lo sbocco inevitabile è l’ateismo. Il mondo di Avatar è un mondo senza Dio; dove Dio non ha e non può avere posto, dove nominare Dio è peccato mortale contro il liquame di fogna del “politicamente corretto”.

Naturalmente, distrutta l’immagine di Dio, si distrugge l’uomo, e infatti è l’uomo, mostrato come del tutto incapace di amore e di umanità, che finisce distrutto nel film. Dall’ateismo ecco nascere, come inevitabile conseguenza, l’annullamento, il nichilismo.

Attenzione, però, si può distruggere l’immagine di Dio nel cuore umano, ma non creda Cameron, e gli altri che, come lui, non sanno quello che fanno, che Dio cessi per questo di esistere. Egli regna nei cieli e ride di loro.


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