•  
  •  
  •  
  •  

Cæli enarrant gloriam Dei et opera manuum ejus annuntiat firmamentum. I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. Ma a quanti interessa rendersi conto di questa realtà? Quanti preferiscono chiudere gli occhi e seguire altre vie, di più immediato appagamento?
La vera scienza si avvicina a Dio, la falsa se ne allontana. Spesso la scienza è prostituita all’ateismo perché senza Dio si fanno meglio i propri comodi, si coltivano i vizi, si solletica l’orgoglio.
Oppure è prostituita agli interessi delle multinazionali, che perseguono politiche ambientaliste che solo apparentemente sono rivolte contro le stesse multinazionali, ma che in realtà mirano a spiazzare i concorrenti e a difendere le proprie posizioni di potere, bloccando innovazioni che potrebbero minacciarne il predominio sui mercati internazionali.
Oppure ancora sono gli stessi scienziati, organizzati in lobbies a caccia di notorietà e di finanziamenti, che trovano conveniente gridare “al lupo”: spaventare la gente, infatti, è molto redditizio.
Se uno scienziato dice che non c’è motivo di preoccupazione, oppure che c’è ma non possiamo farci niente perché il rischio ambientale è di origine puramente naturale, la gente si volta dall’altra parte e si riaddormenta.
Ma se lo scienziato è furbo (e quindi ci tiene alla fama e ai soldi più che alla ricerca della verità), capisce che gli conviene dire, anzi urlare, che c’è un pericolo gravissimo, e che la colpa è dell’uomo, e che bisogna assolutamente correre ai ripari, altrimenti l’umanità rischia il disastro,
D’improvviso il tizio diventa interessante: viene intervistato, appare al telegiornale, rivendica elevati finanziamenti perché solo la sua importantissima ricerca si erge fra noi e il baratro, e via di questo passo.
Naturalmente gli scienziati godono di immenso prestigio e ci si crogiolano.
Quelli peggiori fra loro (cioè un buon numero, se non la maggioranza) non sanno neppure che voglia dire la parola “umiltà”.
Quindi “sanno tutto”, beati loro (“L’universo lo conosciamo come le nostre tasche”, parola dell’astrofisica comunista dura e pura di cui non ricordo bene il nome, qualcosa come Krack, Klack o Kack).
Ma che dire di ciò che apertamente contraddice le “leggi” scientifiche? Vi sono fenomeni assolutamente misteriosi, scientificamente inspiegabili, ed è vano dire che “la scienza futura li spiegherà”.
Anzitutto perché sono fatti che non solo al di fuori di ciò che scientificamente si sa, ma contro tutto ciò che scientificamente si sa. Sono cioè fatti a tutti gli effetti “impossibili”; eppure avvengono.
E poi che senso ha un simile atto di fede cieco nella scienza, che “un giorno spiegherà”?
Atto di fede per atto di fede, non c’è forse di meglio in cui credere?
Questa sezione è dedicata alla scienza: al tentativo di distinguere la vera scienza da quella falsa e di additarne gli inevitabili limiti, perché una scienza che non ammette limiti è degradata a scientismo.


  •  
  •  
  •  
  •