•  
  •  
  •  

PICCOLE RIFLESSIONI SULL’IMBECILLITÀ UMANA

L’umanità in generale è stupida. Lo si è visto abbondantemente nel recente episodio del Covid: la maggioranza pecoresca c’è cascata in pieno. Milioni di imbecilli non facevano che belare: “Metti la mascherina… Copriti il naso… “. Molti non hanno capito neppure adesso e sono convinti di aver avuto ragione, e certuni portano tuttora la museruola perfino in macchina da soli.

Ma a parte questo discorso generale sull’imbecillità umana, vi è uno speciale aspetto di tale fenomeno che merita di essere esaminato. Si tratta della colossale imbecillità americana, o più esattamente statunitense. Occorre infatti non fare confusione con altri, e più seri, abitanti delle Americhe. Dopo la scoperta di Cristoforo Colombo, nel Nuovo Mondo era giunta la Chiesa che aveva posto fine agli orrendi sacrifici umani degli indigeni e promuoveva la civiltà cristiana e l’integrazione pacifica con i matrimoni misti.

Ma poi arrivarono gli eretici anglosassoni distruttori: amerindi nordamericani, aborigeni australiani e altri “indesiderabili” dovevano scomparire per far posto alla razza padrona. Nacquero così i superuomini a stelle e strisce, per i quali il mondo è semplice: ci sono loro, gli eroi, e ci sono gli altri, che hanno urgente bisogno di essere convertiti alle delizie della American way of life, e all’eresia protestante che ci ha regalato divorzio, aborto, eutanasia.

La democrazia americana è “il miglior sistema di governo del mondo”. All’ottimo sistema americano sono aggiogati gli stati satelliti ai quali far pagare l’energia il quadruplo di quanto la potrebbero comprare dalla Russia se fossero liberi e avessero dei governanti meno cialtroni. Ma anche i governanti cialtroni dei paesi satelliti bisogna capirli: ci tengono alla pelle, e un incidente fa presto a capitare, se si pestano i calli agli squali di Wall Street, che sono poi quelli che conducono la danza macabra.

Il male vero e proprio, nella visione americana, è rappresentato dai governi “dittatoriali”, cioè da quelli non conformi alla mirabile democrazia adoratrice del dollaro. Per rimuovere il male occorre una cosa sola: ammazzare i “dittatori” con un bel bombardamento o con qualche drone ben piazzato e tutti saranno felici e contenti. Grazie alle fregnacce della cosiddetta “intelligenza artificiale”, poi si potranno mostrare i popoli felici che danzano per le strade per celebrare la loro liberazione ad opera degli eroi americani.

Tutto questo anche di fronte a civiltà millenarie che potrebbero insegnare agli americani (statunitensi) almeno i primi rudimenti del ragionare e del vivere civile, se solo quelli fossero capaci di apprenderli. Infatti, se sapessero usare il grumo di materia organica che hanno dentro la scatola cranica, gli americani (statunitensi) dovrebbero accorgersi che dietro a quelli che chiamano “dittatori” ci sono i popoli, e popoli antichi e civili. Così che dopo l’assassinio di un capo, un altro capo prende il suo posto, e poi un altro, e poi un altro e un altro.

La lotta non avrà fine, finché i “liberatori” non saranno costretti a ripiegare le corna e non saranno tornati a casa a interrogarsi sull’ingratitudine del mondo che non apprezza la loro ricetta della felicità: l’adorazione del dollaro, oggi condita dal nichilismo Woke, della Cancel Culture, dell’ideologia ambientalista (“Che bello il mondo se l’uomo scomparisse, vero?”), e dell’arrogante e prepotente promozione del vizio contronatura come regola di vita. Chi non ha il cervello disfatto, non può non accorgersi che tutto ciò è solo la via larga che conduce all’abisso, in questa vita e nell’altra.

EMILIO BIAGINI


  •  
  •  
  •