CRISTINA CAPETI (2026) Domani ti ritrovo. Istruzioni per coltivare nella vita i ricordi, Genova, Erga Edizioni

La persistenza o meno di quanto appare caduco è una dicotomia comune alla poesia che medita sul destino dell’uomo: da una parte la perdita apparentemente irreparabile, dall’altra il recupero del passato grazie alla Fede. L’autrice risolve il dilemma in quest’ultimo senso. Lo promette fin dal titolo: DOMANI (imminenza dell’ingresso nell’eternità, la vita è tanto breve) TI RITROVO (ritrovarsi per sempre). Si può riassumere così: camminiamo sulla terra ma chiamati all’eternità. Il tempo passa e nell’Eternità rimane l’Amore. Che tocchi ai poeti dire quello che i preti troppo spesso non dicono più?
Una scelta di versi bellissimi sviluppa questo importantissimo tema.
“Nessun sorriso / e sguardo complice d’intesa / mai si disperde, / piuttosto si trasforma / in un gioioso abbraccio / senza fine.”
“E infine giunse l’ora / del tunnel della morte, / d’andare all’altra riva. / La Luce ti chiamò / e come un tempo, senza esitazione, / in fiamma d’amor vivo / ti tuffasti. / Poche bracciate e / grazie ai Santi Doni, / sei entrato nella pace / in luce piena.
Il vento del Risorto / nel suo giardino eterno / ti ha portato / ad intrecciare ghirlande profumate / per Nostra Madre / dell’Amor Regina.
Un modo di poetare molto sintetico: “Rami spinosi / bassi e contorti / una fila dietro l’altra / fin dove arriva lo sguardo. / È il roseto a febbraio / È l’anima mia.”.
Poetiche anche le prose: “Passiamo come l’erba del campo. Al mattino fiorisce, alla sera è falciata e secca. Eppure quanta meraviglia racchiude!” È quello che troviamo anche nei testi del Requiem tedesco di Brahms, scritto in memoria di sua madre, i cui testi sono tutti tratti dalla sacra Scrittura: “Denn alles Fleisch, es ist wie Gras und alle Herrlichkeit des Menschen wie des Grases Blumen, das Gras ist verdorret und die Blume abgefallen. So sei nun geduldig, liebe Brüder, bis auf die Zukunft des Herrn.” (Pietro I, 24; Giacomo V, 7). (“Poiché tutta la carne è come erba e tutto lo splendore dell’uomo come i fiori dell’erba. L’erba è disseccata e il fiore caduto. Così siate pazienti, fratelli, fino all’avvento del Signore”).
Belli i dipinti carichi di simbolismo, soprattutto “Albero della vita” e “Universo”. “
Questo piccolo libro è un condensato di saggezza. Come si può vedere dai pochi esempi, le poesie e le prose sono molto intime e toccanti. Sono lampi che illuminano i ricordi delle persone care, e in particolare del padre molto amato, che ci hanno lasciato, non con sterile nostalgia, ma con la certezza della vita oltre la barriera che separa il tempo dall’eternità: questa è la Comunione dei Santi, ma entrarvi non è semplice: lo si ottiene a patto di essere pronti a “trovare pace con il proprio passato”, ossia cercando, “per quanto possibile, di proteggere il nostro presente dal rimuginìo e dall’amarezza per quei periodi in cui la vita è stata dura e per quelle relazioni che ci hanno intossicato, lasciandoli andare con tanta compassione e con il perdono che ci libera”.
EMILIO BIAGINI






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