IDEOLOGIA OMOSESSUALISTA,

SCHIZOFRENIA PARANOIDE

E RESISTENZA AFRICANA

La base “culturale” alla propagazione dell’ideologia omosessualista è opera del “filosofo” francese Michel Foucault (1981), autore della visione costruzionista sociale del corpo. Questo vorrebbe dire che il corpo è “fatto dal discorso”, da ciò che se ne dice e se ne pensa: quindi solo il prodotto di particolari pratiche sociali e di “reti di significati” (Foucault 1974). La sessualità non sarebbe quindi un fatto “naturale” del corpo, legata alla coppia cromosomica XY dei maschi e XX delle femmine, ma un “prodotto di regimi storicamente specificati di potere normalizzativo agenti sul corpo” (Foucault 1981). Foucault elaborò queste idee durante la sua lunga frequentazione di comunità omosessuali sadomasochiste in California, nelle quali si sforzò di disseminare l’Aids quando si accorse di esserne mortalmente malato egli stesso (e fu infatti la malattia che lo condusse alla tomba). Dobbiamo queste interessanti notizie al Miller (1993), autore di un’accurata indagine biografica sulla vita del “filosofo” francese: una biografia che non è stata tradotta in Italia. Grazie anche al sostegno del famigerato Tavistock Institute, l’influsso del Foucault è attualmente enorme. Non c’è rivista di “scienze sociali”, specie del mondo anglosassone, e sempre più anche in Italia, che non lo citi. Nel frenetico sforzo di rendere “normale” l’omosessualità, la “sociologa” Sally Munt è giunta a “sognare” una “nazione lesbica” (Munt 1992, pp. 475-476, trad. d. autore), un “sogno” che ha così descritto:

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