Emilio Biagini
Evoluzione, evoluzionismo, darwinismo: tre concetti ben diversi ma tutti sbagliati
Il sudario dell’ateismo
Il problema della cosiddetta “evoluzione biologica”, a partire dall’“illuminato” sec. XVIII è divenuto terreno di scontro intellettuale fra punti di vista diversi e inconciliabili. Occorre, a questo proposito, distinguere tre concetti ben diversi; (1) evoluzione, (2) evoluzionismo, (3) darwinismo. L’evoluzione è un processo: più esattamente è il processo ipotizzato mediante il quale nuove forme di esseri viventi più “evolute” si formerebbero da altre forme viventi diverse e più “primitive”. L’evoluzionismo è un insieme di teorie che tentano di spiegare il medesimo processo. Il darwinismo è una delle teorie evoluzionistiche: quella che ha avuto maggior fortuna, non per particolari metodi scientifici, ma perché promossa in ogni modo da circoli massonici ostili ad ogni religione.
Sebbene la maggior parte di coloro che le statistiche indicano come “protestanti” nei vari paesi siano in realtà “laicizzati”, ossia scettici o atei, vi sono tuttora protestanti fondamentalisti che credono ai ridicoli calcoli del vescovo protestante James Ussher di Armagh. Questo singolare individuo poneva l’inizio del mondo al 23 ottobre 4004 a.C. (un lunedì, per la precisione). Legati ad un’interpretazione letterale della “loro” Bibbia, i protestanti ritengono erroneamente che l’evoluzione, ed ancor più quell’interpretazione materialistica dell’evoluzione che è l’evoluzionismo, siano incompatibili con il Cristianesimo, e si sentono quindi obbligati a scegliere l’uno o l’altro.





