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Credo sia superfluo raccontare il contenuto del romanzo, del quale mi auguro di essere l’ultima riottosa lettrice. Mi associo totalmente al giudizio negativo di S. Em. il Card. Tarcisio Bertone nel condannare gli attacchi assolutamente ingiustificati e velenosamente malevoli portati alla Chiesa e all’Opus Dei. Ad esempio della bassezza del libro, valga l’appassionata difesa che uno dei protagonisti fa del blasfemo film “L’ultima tentazione di Cristo”. Mi soffermerei invece su qualche punto che dimostra la pochezza dell’opera, al di fuori della negatività assoluta dovuta all’offesa alla religione.
Uno dei protagonisti cita come simbolo sacro il pentacolo, ossia la stella a cinque punte che simboleggia “Venere, la dea della bellezza femminile e dell’amore sessuale”, usato dai satanisti come loro simbolo e, in Italia, anche dalle infami Brigate rosse.
Altra affermazione a dir poco clamorosa. A p. 150 l’autore scrive testualmente: “In trecento anni di caccia alle streghe, la Chiesa aveva bruciato sul rogo la sorprendente cifra di cinque milioni di donne”. A parte che la maggioranza delle streghe fu bruciata dai protestanti, applicando al numero di cinque milioni un po’ di quella matematica che tanto piace a Dan Brown, vorrebbe dire   (periodico). donne bruciate all’anno, ossia   (di nuovo periodico) donne bruciate al mese, bruciando tutti i giorni, incluse tutte le domeniche e le feste comandate. Assommando la denatalità causata dalla scomparsa di tante donne in età feconda, le vittime di epidemie e di guerre, l’umanità avrebbe dovuto estinguersi, per lo meno quella che viveva in paesi sotto l’influsso della Chiesa. L’enorme fabbisogno di combustibile per alimentare cinque milioni di pire avrebbe causato la scomparsa di tutte le foreste, e il fumo avrebbe provocato un effetto serra da far impallidire quello odierno. Possibile che nessun lettore si sia accorto come certe dichiarazioni che sembrano clamorose denunce finiscono per cadere nel ridicolo?
In un altro passo del libro viene annoverato tra i seguaci delle dottrine del Graal anche Walt Disney, rilevando nei suoi film una quantità di simboli esoterici. Ma, mentre fondamento della dottrina dei seguaci del “Tempio di Sion” è l’”eterno femminino”, la società dei fumetti di Disney è formata soprattutto da zii e nipoti, mentre mancano le madri, e le figure femminili sono comunque marginali, a meno che non si voglia considerare Nonna Papera l’eterno femminino e la ricetta della torta di mele un segreto esoterico.
Cercando sempre i significati simbolici, a p. 352 l’autore fa un elogio di Bill Gates, acquirente del Codice Hammer, raccolta di disegni di Leonardo Da Vinci, ma Bill Gates è anche proprietario della Microsoft, famosa azienda di prodotti informatici. Ed ecco allora che, con un portentoso colpo di genio, Dan Brown, a p. 489, cita la parola di cinque lettere “APPLE”, ossia “mela” (come tutti sanno, casa concorrente della Microsoft): la par condicio è rispettata e così il Nostro si assicura la riconoscenza dei due colossi per la pubblicità subliminale (si spera) gratuita.
A p. 399 il protagonista afferma che “tutte le religioni del mondo sono basate su falsificazioni (…….) ogni religione descrive Dio attraverso metafore (…….) il problema è quando cominciamo a credere alla lettera alle nostre metafore”. Ora questa grande mente razionale che rifiuta le credenze e le metafore di tutte le religioni della terra, alla fine del libro scrive: “La ricerca del Santo Graal è la ricerca del luogo dove inginocchiarsi davanti alle ossa di Maria Maddalena. Un viaggio per pregare ai piedi della regina cancellata dalla storia. Con un profondo senso di riverenza Robert Langdon si inginocchia. E allora [udite, udite che bell’esempio di coerenza] gli parve di udire una voce di donna — la saggezza delle età passate — sussurrare a lui la sua benedizione, dal profondo della terra”. Morale: chi non crede nell’unica Verità rivelata finisce per credere a qualunque idiozia.
Il mio giudizio conclusivo è che quest’opera, invece che un caso letterario, avrebbe dovuto essere considerata alla stregua di quei mirabolanti articoli di rotocalco sull’ultima scoperta di Atlantide, sul segreto delle piramidi, sull’invenzione del moto perpetuo, sull’elisir di lunga vita, ed altre simili fandonie, buone da leggere nelle sale d’attesa di parrucchieri, pedicure e quant’altri.
MARIA ANTONIETTA NOVARA


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