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ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_aquila

And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

Un avvincente giallo storico ambientato nella Milano del Cinquecento, al tempo del grande e santo Cardinale Carlo Borromeo e durante una tremenda epidemia di peste.

 

 

 

 

FRANCO FORTE, Il segno dell’untore, Edizioni Mondadori, Milano, 2012.

Questo stupendo giallo storico si svolge tutto in un giorno, il 12 agosto 1576. Mi ha subito colpito la descrizione della peste, potente, reale, superiore a quella del Manzoni. Molto ben presentato anche l’intrico delle autorità nella Milano dominata dagli spagnoli e sconvolta dal morbo. I personaggi sono scolpiti con efficacia, e le precise le descrizioni dell’ambiente, delle usanze e della moda testimoniano l’accuratezza dell’ambientazione storica. Il linguaggio dei personaggi, pur inevitabilmente modernizzato, è perfettamente consono all’epoca.

La trama intricata viene padroneggiata con somma maestria, e conduce ad una brillante ed inaspettata soluzione, sebbene rimangano inevitabilmente insoluti gli intrighi politici che stanno dietro alla catena di delitti, e che l’abilissimo investigatore, il notaio criminale Niccolò Taverna, scioglierebbe se il potere politico non glielo impedisse.

Si intuisce comunque che vi è una congiura volta a screditare il Cardinale Carlo Borromeo, mediante il furto della preziosa reliquia custodita nel Duomo in costruzione: un chiodo della Crocifissione. Il Cardinale, unico fra i personaggi dotati di autorità, zelante per la costruzione della grandiosa cattedrale, si rivela vero uomo di Dio, e la sua umanità contrasta con l’arroganza spagnolesca di tutti gli altri potenti.

Le tecniche investigative, nei limiti delle tecnologie dell’epoca, e quindi facendo a meno di impronte digitali e analisi del sangue e del DNA, ma con l’aiuto di una logica serrata, aiutata dall’intuizione, riuscivano ugualmente ad ottenere brillanti risultati.

L’epilogo, che si svolge quindici giorni dopo, mette in scena un enigmatico serial killer armato di balestra che assassina la gente per il gusto di uccidere, e la cui vicenda resta in sospeso, ad indicare l’ininterrotta catena di crimini che Niccolò Taverna è costretto ad affrontare, e al quale l’autore probabilmente dedicherà una prossima opera.

MARIA ANTONIETTA NOVARA BIAGINI


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