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Europa. Inghilterra. Northumberland. Co. Durham.Weardale. Killhope Burn. The Rake. 1

Non si tratta di una gola naturale, ma dell’effetto di attività mineraria di tipo idraulico, che consiste nel costruire argini di terra lungo i pendii, in modo da formare bacini artificiali. In seguito gli argini vengono rotti, causando alluvioni che erodono il terreno permettendo di mettere a nudo le vene di minerale. La pratica viene chiamata streaming o streamwork nel Dartmoor, dove, fin dall’età del bronzo, ha dato luogo ad un paesaggio fortemente inciso dall’erosione e punteggiato di pozzi crollati e resti di strutture per la prima raffinazione del minerale, anzitutto per scoprire vene di cassiterite (minerale dello stagno), e hushing nel nord dell’Inghilterra (da cui il nome hush, pl. hushes, dato ai solchi così scavati), dove l’obiettivo erano invece in prevalenza le vene di galena (minerale del piombo). Questa tecnica era usata anche per sfruttare vene già conosciute e per raffinare il minerale. Acqua canalizzata a bocca di miniera in una struttura detta rake nel nord inglese serviva a facilitare la separazione del minerale utile dalla ganga: operazione eseguita a mano con badili e martelli sotto l’acqua corrente. Le gole artificiali (a volte chiamate direttamente rake, come in questo caso) così formate in seguito a ripetute violente alluvioni, sia artificiali che naturali, sono spesso particolarmente selvagge e pericolose, con pareti di materiale grossolano, incoerente ed instabile, specie dove la litologia è dominata da argillite (mudstone) depositata in mare profondo nel corso del Carbonifero e assai facilmente erodibile. In ambiente litologico calcareo, invece, questi solchi artificiali tendono abbastanza rapidamente a confondersi con il reticolo idrografico naturale per cui, in assenza di documentazione storica e toponomastica (basata sui nomi hush e rake), risulterebbe in breve tempo impossibile distinguerli dagli altri alvei torrentizi. (Vedi: Ambiente, conflitto e sviluppo. Le Isole Britanniche nel contesto globale, opera di Emilio Biagini ampiamente recensita in questo stesso sito.)

 


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