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Europa. Inghilterra. Northumberland. Co. Durham. Killhopehead Bridge

Notare i cerchi di clasti formati nel torrente Killhope. Da questo geosito sono cominciate le mie osservazioni su tali fenomeni, compiute successivamente per dieci anni su fiumi e torrenti di ogni parte del mondo e culminate nella riuscita riproduzione in laboratorio di queste struttuure in bacini simulanti un tratto di fiume. Vedi EMILIO BIAGINI (2008) “Celle circolari di clasti in letti fluviali a sedimenti grossolani: alcuni risultati sperimentali” [in collaborazione con Luciano Cau], Rivista Geografica Italiana, 115, pp. 181-2008. Qualcuno dirà: “Ma chi se ne frega se si formano questi cerchi nei fiumi?” Giusta domanda che merita una risposta. Strutture di questo genere formano reti che stabilizzano il letto, ossia rendono meno facile l’erosione del letto stesso e la mobilizzazione dei detriti. Il problema del trasporto fluviale dei detriti è talmente importante che se ne occupò lo stesso Albert Einstein, su richiesta del governo statunitense impegnato nella costruzione delle grandi dighe sul Tennessee, sul Columbia ed altri fiumi. Il modello matematico proposto da Einstein riuscì a descrivere abbastanza bene i movimenti dei detriti fini, ma non di quelli grossolani come in questo caso. Ecco quindi i motivi dell’interesse scientifico dei “cerchi” o “celle di clasti” nei bacini superiori dei fiumi”, dove i clasti sono grossolani e dove inziano le alluvoni.

 


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