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Europa. Inghilterra. Lincolnshire. Stamford. Burghley House. Residenza dei Cecil

Il potenziale di crescita di Stamford, già importante nell’era preindustriale, venne letteralmente soffocato dai Cecil di Burghley House, marchesi di Exeter dal 1801. Questi magnati, discendenti del ministro di Elisabetta I maggiormente responsabile della svolta elisabettiana in senso protestante e persecutorio anticattolico, controllavano, sebbene di stretta misura, i due seggi parlamentari di Stamford eletti dai proprietari di case. Ogni nuovo elettore che vi prendesse residenza avrebbe con ogni probabilità votato contro i candidati della famiglia. Per conservare questo controllo, Lord Exeter ordinò di abbattere le capanne dei baraccati costruite sui cumuli di spazzatura della terra appartenente al maniero e rifiutò sempre di dare il consenso alla recinzione dei campi comuni che si stendevano a nord della città. Ovviamente il suo consenso in qualità di “signore del maniero” (Lord of the manor) era indispensabile perché una legge di recinzione venisse approvata dal parlamento. Stamford, stretta anche verso sud dal parco dei Cecil, non poteva espandersi, né a fini residenziali né industriali. (Da: EMILIO BIAGINI, Ambiente, conflitto e sviluppo. Le Isole Britanniche nel contesto globale, Genova. ECIG, 2007, 2a edizione).

 


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