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Europa. Italia. Rapallo. Alberghetto in rovina (Ecco uno dei tre capolavori della “Belle Epoque” che da 26 anni vanno in rovina, grazie alla brillante politica del vincolo albeghiero. Lo scherzo diabolico è che ci perdono tutti, anche il comune che otterrebbe più tasse da uan conversione residenziale degli edifici, ma insiste a voler mantenere il vincolo, per non parlare dei potenziali investitori che non possono investire e dei lavoratori, come muratori, piastrellisti, idraulici, elettricisti, ecc., tutta gente che avrebbe molto da guadagnare onestamente dall’apertura dei cantieri per il restauro degli edifici che stanno andando a remengo. A pensare male si fa peccato ma si azzecca: che l’unico a sperare di guadagnarci sia qualcuno vicino o dentro la politica locale, che conta di mandare tutto definitivamente tutto in rovina per specularci poi lui? Da questo alberghetto, nel 2017, si è staccato un grosso pezzo di intonaco che ha colpito sulla spalla un condomino dell’Eurotel; pochi centimetri più in là lo avrebbe colpito in testa e l’avrebbe fatto secco. Vedi sotto, ripresa dalla sezione Ridicularia, di questo stesso sito, una delle molte elegie laudative, ad opera di ORAZIA, ben meritate dagli amministratori di Rapallo.)

Nell’amena cittadina

che somiglia a una vetrina,

il cui nome inizia in “Rap”

proprio come il ballo rap

e che fa rima con “gallo”

(capirete senza fallo,

ma provate a indovinare,

certo mal non vi può fare)

moglie qui si può cambiare,

sesso o “genere” mutare,

e si può cambiar marito

come cambiasi un vestito,

e il politico sinistro

diventare può ministro

e, passato con la destra,

poi restare alla finestra,

ma se tu mai nasci albergo

non potrai cambiare usbergo.

Sempre albergo resterai.

Fin della condanna: MAI.

Ragni e topi allegramente

si fan beffe della gente,

e con valzer e minuetti

danzan dentro agli “alberghetti”.

                                      (continua)

 


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