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Europa. Islanda. Confine fra le placche tettoniche a Thingvellir

Questa fossa tettonica che fa da confine fra le placca eurasiatica e quella nordamericana, è delimitata da grandi faglie verticali, ed è parte della dorsale nordatlantica. L’intera Islanda, costituita pressoché interamente di basalto, e quindi ha la medesima litologia del fondo oceanico. In pratica è un fondo oceanico emerso. La crosta oceanica, infatti, è costituita da lave basaltiche eruttate in corrispondenza delle dorsali oceaniche. I continenti poggiano su placche granitiche. Il granito ha una densità media pari a 2,7 ed è quindi più leggero del basalto, che ha densità pari a circa 3. Questo permette ai continenti di galleggiare come zattere e di andare alla deriva spinti dai moti convettivi del sottostante mantello. I fondi marini, basaltici e quindi più pesanti, vengono invece continuamente distrutti per subduzione (cioè sprofondano sotto i continenti), mentre vengono rigenerati in corrispondenza delle dorsali oceaniche, dove viene continuamente eruttato magma basaltico che va a formare nuova crosta oceanica. L’Islanda è un caso molto particolare, perché si trova sopra uno “hot spot”, ossia una gigantesca sacca magmatica, ed ecco perché qui il magma basaltico è stato eruttato in così enorme quantità da far sì che il fondo oceanico emergesse formando la grande isola, che ha una superficie di oltre 100.000 kmq, pari a tutta l’Italia settentrionale. Non avendo però una base granitica, l’isola, in mancanza di continuo apporto basaltico, è condannata a scomparire, eccetto alcuni punti dove si è formato granito all’interno del basalto, a causa di differenziazione gravitativa, mediante la quale il quarzo, più leggero, portandosi verso l’alto all’interno della massa magmatica, ha modificato verso il granito la composizione litologica. Dell’Islanda potrebbe quindi restare solo qualche isoletta sparsa. Molti islandesi domandano preoccupati ai geologi quanto resterà della loro isola, e occorre spiegare loro che simili processi geologici richiedono molti milioni di anni, e quindi non è il caso di preoccuparsi.


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