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STUPID

(Scientific and Technical University for Politically Intelligent Development)

Tuttologi della facoltà di linguacce e sberleffi dell’università di Pratomelmoso, coraggio. In vostro aiuto nella titanica lotta contro il mostro che pretende di pensare con la propria testa e di adottare il testo che gli pare, arrivano i tecnici britannici laureati alla STUPID (Scientific and Technical University for Politically Intelligent Development).

Nel campus della STUPID i segnali stradali per gli automobilisti sono in cinque lingue in Braille, e vi si tengono corsi ad alta concentrazione di crediti formativi su “Il contributo degli aborigeni australiani alla meccanica quantistica”, su “Gli indigeni delle Isole Aleutine come precursori della relatività ristretta” e su “La teoria ottentotta della relatività generale”.

Alla STUPID sono pure state compiute importanti ricerche su come l’essere “vertically challenged” (ossia bassi di statura) abbia spinto Galileo, Newton e Einstein sulla via della gloria scientifica, e Napoleone Bonaparte su quella della grandeur militare. Né si deve più dire “gentleman’s agreement” o “right hand man”, perché offendono le femministe.

Attenzione dunque a non fare scivoloni fuori del glossario radical-chic: niente “netturbino” ma “operatore ecologico”, niente “bidello” ma “personale non docente”, niente “portaborse” ma “assistente parlamentare”, niente “cieco” ma “non vedente”, niente “sordo” ma “non udente”, niente “disabile” ma “diversamente abile”.

Di recente gli illuminati responsabili della STUPID hanno istituito, per ben venti crediti formativi, il fondamentale corso di “Cosmologia Femminista”, da affidarsi preferibilmente non ad un fisico, ma ad una politicamente corretta antropologa monarchica. Basta con il maschilista ed eiaculatorio “Big Bang”, da sostituirsi con la teoria del “Gentle Nurturing”, secondo la quale l’universo è nato per lenta gestazione.

Questi geni del piagnisteo politicamente corretto hanno decretato che non si deve più dire “black day”, “giornata nera”, per non offendere la gente di colore; si dica invece “miserable day”. Naturalmente, bando ad espressioni come “pecora nera”, “scalogna nera”, “magia nera”, “arrabbiato nero”, “buco nero” e “vedo nero”. Dovranno sparire dai fumetti anche personaggi come il “cavaliere nero” e “macchia nera”. Si potrebbe convocare un bel consiglio della facoltà di linguacce e sberleffi per decidere se non sia il caso di abolire anche Gambadilegno, a scanso di proteste dai “diversamente abili” amputati agli arti inferiori.

Niente più “fumata nera”, ma neppure “fumata gialla” o “fumata rossa”, che offenderebbero rispettivamente i cinesi (in passato bollati come “musi gialli”) e gli indiani d’America (o “pellirosse”). Forse andrà bene “fumata lilla”, sempre che non si offendano gli abitanti della città francese di Lilla, ormai prevalentemente islamica, e quindi poco propensa a farsi prendere in giro. Meglio convocare un altro bel consiglio di facoltà per decidere se si deve dire “fumata malva” o “fumata pervinca”.

Sempre, naturalmente, se il consiglio della facoltà di linguacce e sberleffi non sia troppo impegnato ad utilizzare il suo prezioso tempo a discutere come far ritirare al mostro il suo testo per sostituirlo con altro politicamente corretto dotato di imprimatur solenne dell’Istituto Gramsci.

La politica correttaggine si è ulteriormente rafforzata quando alla caccia alle streghe di Pratomelmoso contro il libro politicamente scorretto si è unito anche il senatuccio accademichino, con alla testa il Magnifico Reattore, appena eletto, che ha così avuto modo di iniziare il suo mandato con una solenne cagata.

ORAZIA

Moglie del perseguitato, profondamente stupita del livello abissale al quale è scesa l’università.


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