I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

ED ECCO GLI AMOREVOLI CONSIGLI DEL REGIME

ULTIME NOTIZIE

L’OMS sconsiglia i contatti dei gomiti per salutarsi perché sono sotto il limite del distanziamento.

Meglio salutare con la mano sul cuore.

In alternativa, una mano alla cintura, una mano alla cabeza e un movimento sexy.

Se invece è proprio necessario un contatto, è preferibile un calcio in culo purché la lunghezza della gamba dall’inguine alla pianta del piede non sia inferiore al metro.

Per i più scorbutici è consentito non salutare e mandare direttamente a fanculo l’interlocutore.

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LA VERITÀ E QUELLI CHE LA ODIANO

L’obiettivo dei satanisti che oggi menano la danza non è l’ateismo, ma il panteismo tribale, che adora la creatura dimenticando il Creatore, condito di urla isteriche contro chiunque abbia il coraggio di additare la Verità, col favore di tutti i media okkupati, di tutti i vari templi, tempietti e vespasiani universitari ben forniti di codici e(me)tici, e col sostegno di leggi aberranti e nemiche della vita. L’odio di questi ciechi sventurati non risparmia nessun punto della Verità. E ogni punto della Verità condanna costoro e il loro odio. Anzitutto li condanna come violatori di tutti e dieci i Comandamenti. Giova ricordarli perché qualcuno potrebbe averli dimenticati. “Io sono il Signore Dio Tuo: Non avrai altro Dio fuori che me. Non nominare il nome di Dio invano. Ricordati di santificare le feste. Onora il padre e la madre. Non uccidere. Non commettere atti impuri. Non rubare. Non dire falsa testimonianza. Non desiderare la donna d’altri. Non desiderare la roba d’altri.

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ORO O LATTA (ARIEL LEVI DI GUALDO, ISLAM MODERATO)

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

And the winner is …….

Ben meritevole della triplice aquila d’oro, ecco a voi:

ARIEL S. LEVI DI GUALDO (2020) L’aspirina dell’islam moderato. Quando l’Europa inventa ciò che non esiste e nega il pericolo reale, Roma, Edizioni L’Isola di Patmos

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LA SUPEREMINENZA

“Supereminenza, nell’Islamistan hanno sgozzato altri duecentocinquanta cristiani.” “Parli piano, non vorrà mica turbare l’atmosfera del dialogo?”

“Supereminenza, in Turbidistan hanno decapitato altri duecento cristiani…” “Non mi secchi adesso. Sto preparando l’omelia di apertura al congresso dei transgender.”

Incontro ecumenico. La Supereminenza: “Cari fratelli, preghiamo per la fratellanza universale e l’ambiente.” Il rabbino: “Preghiamo per la pace in Medio Oriente.” Il mullah: “Che Allah misericordioso ci conceda di sterminare tutti gli infedeli”. Il segretario della Supereminenza: “Ma ha sentito cos’ha detto?” La Supereminenza: “Sì, ma chi sono io per giudicare?”

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IL DARWINISTA COERENTE reloaded

— Voglio due paia di guanti — disse il distinto cliente, entrando nell’elegante negozio di confezioni.
— Subito, signore, — rispose premuroso il commesso — abbiamo anche, in offerta, una grande varietà di calzini. —
— Non mi servono, — affermò orgogliosamente il cliente — ai piedi metto i guanti. Sono un evoluzionista darwiniano, cosa crede? —

ORAZIA

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ED ECCO A VOI, DI RITORNO DAL SABBA…

Ecco la delegazione di Belzebù, appena tornata dal sabba.

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IL POLITICO PROGRESSISTA E DEMOCRATICO

IL POLITICO PROGRESSISTA E DEMOCRATICO

Il politico progressista e democratico conclude il comizio gridando: “Non vogliamo razzismo, non tolleriamo l’omofobia, abbasso la transfobia.” Conclusa la sparata, mentre si avvicina alla lussuosa auto blu, gli si avvicina un africano male in arnese, supplicandolo: “Tu aiuta me, io fuggito mio paese dove noi ghei lapidano.” Il politico progressista: “Sciò, pussa via, brutto fin… neg…”

ORAZIA

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IDEOLOGIA, SCHIZOFRENIA E RESISTENZA AFRICANA

IDEOLOGIA OMOSESSUALISTA,

SCHIZOFRENIA PARANOIDE

E RESISTENZA AFRICANA

La base “culturale” alla propagazione dell’ideologia omosessualista è opera del “filosofo” francese Michel Foucault (1981), autore della visione costruzionista sociale del corpo. Questo vorrebbe dire che il corpo è “fatto dal discorso”, da ciò che se ne dice e se ne pensa: quindi solo il prodotto di particolari pratiche sociali e di “reti di significati” (Foucault 1974). La sessualità non sarebbe quindi un fatto “naturale” del corpo, legata alla coppia cromosomica XY dei maschi e XX delle femmine, ma un “prodotto di regimi storicamente specificati di potere normalizzativo agenti sul corpo” (Foucault 1981). Foucault elaborò queste idee durante la sua lunga frequentazione di comunità omosessuali sadomasochiste in California, nelle quali si sforzò di disseminare l’Aids quando si accorse di esserne mortalmente malato egli stesso (e fu infatti la malattia che lo condusse alla tomba). Dobbiamo queste interessanti notizie al Miller (1993), autore di un’accurata indagine biografica sulla vita del “filosofo” francese: una biografia che non è stata tradotta in Italia. Grazie anche al sostegno del famigerato Tavistock Institute, l’influsso del Foucault è attualmente enorme. Non c’è rivista di “scienze sociali”, specie del mondo anglosassone, e sempre più anche in Italia, che non lo citi. Nel frenetico sforzo di rendere “normale” l’omosessualità, la “sociologa” Sally Munt è giunta a “sognare” una “nazione lesbica” (Munt 1992, pp. 475-476, trad. d. autore), un “sogno” che ha così descritto:

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LA ZAPPA SUI PIEDI

LA ZAPPA SUI PIEDI

È difficile tradurre l’espressivo termine inglese backfiring. Si potrebbe renderlo con “controproducente”, che tuttavia non rispecchia esattamente il concetto di qualcosa che “spara all’indietro” ottenendo un risultato esattamente opposto al desiderato. Più efficace è l’espressione “darsi la zappa sui piedi”.

La sorte di certe parole è una istruttiva illustrazione di questo fatto. Può accadere che si cominci col coniare un’espressione derisoria, di fatto un insulto, e quella parola si trasformi in titolo di ammirazione e di lode.  I detrattori si danno la zappa sui piedi. Vediamo qualche esempio.

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LA REPUBBLICA DEI PECORONI

Nella repubblica pecoresca i sudditi erano singolarmente disabituati a difendersi. La lunga notte dello statalismo li aveva abituati a un atteggiamento passivo. Guai a sfiorare un ladro entrato in casa, guai a detenere una qualsiasi arma e doppio guai a usarla. Da quando il Grande Pazurko del centro di comando pecoresco si avvide che negli altri ovili imperversavano le dottrine dell’ambientalismo e della bandiera arcobaleno, si impegnò a propagandarle tra il pecorume del proprio ovile, usando a tutto spiano il feticcio parlante presente in ogni casa e vomitante spazzatura da cento canali a colori. “L’ha detto la televisione”, belavano le pecore, ad indicare che aveva parlato l’Oracolo.

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