I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

L’UMANITÀ DIVISA

Quando Noè uscì dall’arca e divenne il primo produttore di vino, essendo ancora poco abituato all’emozionante liquore, si addormentò scarsamente coperto. Pare che due suoi figli abbiano preso la cosa abbastanza sportivamente, mentre il terzo manifestò in modo sarcastico la sua disapprovazione. Erano così nati i due principali rami dell’umanità: quelli che sanno vivere e i puritani integralisti.

MARIA ANTONIETTA NOVARA BIAGINI

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От правды не убежать

Sia chi ha optato con stolido entusiasmo di farsi avvelenare e chi invece, pur non essendo d’accordo, alla fine ha ceduto all’infame ricatto governativo, avrà purtroppo  una triste delusione. Alla verità non si può sfuggire. От правды не убежать.

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LA MEDICINA SERVE A INGRASSARE I MEDICI?

Importante non è il fatto, ma quello che si riesce a far credere, e questo è il fondamento del relativismo e del gioco delle tre tavolette, due fenomeni strettamente collegati fra loro. Ce lo insegna l’intelligente commediografo francese Jules Romains, autore di “Knock, ovvero il trionfo della medicina”, una commedia scritta nel 1923, nella quale un giovane medico condotto riesce a suggestionare la popolazione di un intero paese, facendo credere a tutti di essere ammalati, ciò che gli permette di lucrare ricchi onorari e di vivere da nababbo. “L’essere sani è in realtà l’ignoranza d’essere malati”, afferma il dottor Knock, protagonista della commedia. La pungente satira è quanto mai attuale. Lo prova il continuo dilatarsi di taluni repertori medici, come ad esempio il Diagnostic and Statistic Manual for Mental Disorders (DSM) dell’American Psychiatric Association (APA), che elenca i disturbi mentali riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, classificati per sintomi. La pubblicazione ha prestigio e circolazione a livello mondiale, e potrebbe incidere sulla vita di chiunque, perché serve agli psichiatri in ogni parte del mondo per formulare le loro diagnosi, dichiarare malato mentale chi soffra anche di un leggero malessere psicologico e imbottirlo di psicofarmaci, con magno gaudio dell’industria farmaceutica. La prima edizione del DSM, datata 1952, era un volumetto di 130 pagine ed elencava 106 disturbi; la quarta, del 1994, è un volumone di 886 pagine ed elenca 297 disturbi. La faccenda si ripete, ulteriormente gonfiata, di edizione in edizione. L’astuto dottor Knock ha fatto scuola. Da quando è iniziato il terrorismo mediatico-sanitario del Covid, è spuntata la sindrome del “negazionista Covid”, un individuo altamente fastidioso per i poteri forti che aspirano a imporre la museruola al mondo.

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AFORISMI SULLA GIUSTIZIA

La perfetta giustizia sarebbe il paradiso; peccato che tutti i tentativi di realizzarla sulla terra abbiano prodotto un inferno.

Quando le belle donne fossero obbligate per legge a un’operazione chirurgica per diventare brutte, si avrebbe la più perfetta realizzazione della giustizia sociale.

Delinquenti di tutto il mondo unitevi e venite a delinquere in Italia. Tanto non vi beccano, e se vi beccano la mitica giustizia italiana vi mette subito fuori.

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“LA PIOGGIA DI FUOCO”: RECENSIONE DI PIERO VASSALLO

“LA PIOGGIA DI FUOCO”

DI EMILIO E MARIA ANTONIETTA BIAGINI:

UN ROMANZO APOCALITTICO.

CREPUSCOLO E FINE DELLA MONDANITÀ

(Recensione di Piero Vassallo)

Coppia di fedeli cattolici, nutriti da cibi spirituali rari e difficili, ad esempio le opere di Maria Valtorta, e narratori qualificati da notevoli attitudini letterarie, sulle quali vigila il loro forte senso dell’umorismo, Emilio e Maria Antonietta Biagini hanno scritto e pubblicato, per i tipi esclusivi ed esigenti dell’editore veronese Giovanni Zenone, “La pioggia di fuoco”.

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RIFLESSIONI SUL PAPATO

Elementare sillogismo:

  • il papa dev’essere cattolico,
  • un eretico non è cattolico,
  • un eretico non può essere papa.

Il problema del papa eretico ha occupato a lungo le menti di alcuni fra i migliori teologi. Il risultato del dibattitto è che è senz’altro possibile avere un papa eretico, essendovi stati già precedenti storici (es. Onorio II e Giovanni XXII). Nel 680 un papa, s. Agatone, lanciò la scomunica postuma contro il suo predecessore Onorio II e lo dichiarò eretico. In un solo caso il papa è infallibile, quando parla urbi et orbi, ex cathedra, pronunciando un dogma. In quel caso non è più lui a parlare ma lo Spirito Santo, in ogni altra occasione può errare. Talmente evidente è la possibilità del papa eretico, che i teologi si sono concentrati piuttosto sul problema di cosa fare in quel caso, e non sono riusciti a trovare una soluzione, perché prima sedes a nemine judicabitur. Fra gli autorevoli teologi che si sono pronunciati, nel senso indicato, sull’argomento, si annoverano san Roberto Bellarmino, Alonso Cano, Francisco Suarez e il card. Billot. Il problema è trattato esaurientemente nel saggio Ipotesi teologica di un papa eretico, di Armando Xavier da Silveira, pubblicato da Solfanelli nel 1975 (epoca certo non sospetta).

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L’OCCIDENTE IN SINTESI, OVVERO L’AMERICA E I SUOI SATELLITI

Usurai Sadici Assassini

Nazisti Assatanati Traditori Osceni

Ultimi Escrementi

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AFORISMI SULLA VERITÀ

AFORISMI SULLA VERITÀ

Di fronte alla verità ci sono tre tipi di persone: coloro che credono (ad esempio San Giovanni); coloro che rifiutano (Caifa o Giuda Iscariota); e coloro che se ne fregano (Pilato).

Colui che crede ha l’intelligenza dell’amore: comprende la verità perché la ama; se non si ama la verità non la si può trovare.

Colui che rifiuta è gonfio di amor proprio: non vuole che gli si faccia ombra, e se mai cerca di sfruttare e tradire chi gli porge la verità.

Colui che se ne frega è colui che sospende il giudizio, ma non lo sospende in attesa di studio della questione e di opportuni accertamenti; ma lo sospende per sempre, come impiccato, perché non gli importa della verità.

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MALASCIENZA-RECENSIONE DI ANTONIETTA FLORIO

Leggere Malascienza. L’impostura di Lucifero di Emilio Biagini (Edizioni Solfanelli) non significa soltanto mettere a repentaglio quel corpus di conoscenze che si acquisiscono a partire dalla scuola elementare, ma significa abbandonare l’aurea costruzione di quel sapere, smantellando e distruggendo di conseguenza la visione della realtà. E questo trapasso, questa gigantesca voragine che ineluttabilmente e drammaticamente si apre, assume un certo valore per due motivi: anzitutto per l’ampia documentazione che l’autore fornisce sia durante il testo, sia a corredo dello stesso con un’altrettanta corposa bibliografia; in secondo luogo, perché ha l’effetto di scuotere e contemporaneamente di amareggiare.

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CADUCITÀ DEL MONDO E SPERANZA CRISTIANA

Alcuni esempi dalla letteratura tedesca.

Friedrich Spee von Langenfeld
(Kaiserwerth, Düsseldorf 1591 – Treviri 1635)

Eingang zu diesem Büchlein, Trutz-Nachtigall genannt

Wann Morgenröt sich zieret
mit zartem Rosenglanz
und sittsam sich verlieret
der nächtlich Sternentanz:
gleich lüstet mich spazieren
im grünen Lorbeerwald,
allda dann musizieren
die Pfeiflein mannigfalt.
Die flügelreichen Scharen,
das Federbüschlein zart,
in süßen Schlag erfahren,
noch Kunst, noch Atem spart,
mit Schnäblein wohlgeschliffen
erklingen’s wunderfein,
und frisch in Lüften schiffen
mit leichten Rüderlein.
Der hohle Wald ertönet
ob ihrem krausen Sang:
mit Stauden stolz gekrönet
die Kluften geben Klang.
Die Bächlein krumm geflochten
auch lieblich stimmen ein,
von Steinlein angefochten
gar süßlich sausen drein.
Die sanften Wind in Lüften,
auch ihre Flügel schwach,
an Händen, Füss und Hüften
erschüttlen mit Gemach
da sausen gleich an Bäumen
die lind gerührten Zweig,
zur Musik sich nit säumen;
o wohl der süßen Streich!
Doch süßer noch erklinget
ein sonders Vögelein,
so seinen Sang vollbringet
bei Mond- und Sonnenschein.
Trutz-Nachtigall mit Namen
es nunmehr wird genannt,
und vielen, Wild und Zahmen,
obsieget unbekannt.
Trutz-Nachtigall man’s nennet,
ist wund von süßem Pfeil:
die Lieb es lieblich brennet,
wird nie der Wunden heil.
Geld, Pomp und Pracht auf Erden,
Lust, Freuden es verspott,
und achtet’s für Beschwerden,
sucht nur den schönen Gott.
Nur klingelt’s aller Orten
von Gott und Gottes Sohn,
und nur zu’n Himmelpforten
verweiset’s allen Ton:
von Bäum’ zu’n Bäumen springet,
durchstreichet Berg und Tal,
in Feld und Wäldern singet,
weiß keiner Noten Zahl.
Es tut gar manche Fahrten,
verwechselt Ort und Luft:
jetzt findet man’s im Garten
betrübt an hohler Kluft;
bald frisch und freudig singlet
zusam’t der süßen Lerch,
und loben Gott, umzinglet
den Öl- und andern Berg.
Auch schwebet’s auf den Weiden
und will bei’n Hirten sein,
da Cedron kommt entscheiden
die grünen Wiesen rein;
tut zierlich sammen raffen
die Verslein in Bezwang
und setzet sich zu’n Schafen,
pfeift manchen Hirtensang.
Auch wieder da nit bleibet,
sich’s hebt in Wind hinein,
die leere Luft zertreibet
mit schwanken Federlein:
sich setzt an grober Eichen
zur schnöden Schädelstatt;
will kaum von dannen weichen,
wird Kreuz noch Peinen satt.
Mit ihn will mich erschwingen
und manchem schwebend ob
den Lorbeerkranz ersingen
in deutschem Gotteslob.
Dem Leser nicht verdrieße
der Zeit und Stunden lang:
hoff ihm es noch ersprieße
zu gleichen Zither-Sang.

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