I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

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L’INCUBO DI MICHELANGELO

Era finalmente spuntato il gran giorno, il giorno del giudizio papale per il grande progetto dell’affresco del Giudizio universale nella Cappella Sistina. Clemente VII, al secolo Giulio De’ Medici, rivolse al grande artista uno sguardo stanco, in cui si avvertiva il peso delle innumerevoli delusioni e sconfitte subite, non senza una buona parte di colpa da parte dello stesso Papa. Il sacco di Roma e i sette mesi di prigionia in Castel Sant’Angelo, l’umiliazione della fuga travestito da venditore ambulante, le beffe di Pasquino, non erano ricordi facili da dimenticare. Ma come committente d’arte appariva sicuro di sé, forte del potere delle chiavi, perché a lui competeva guidare l’artista nella difficile impresa di esprimere i misteri della Fede. E così, con grave cipiglio, apostrofò subito Michelangelo Buonarroti:

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CORSI DI LINGUA RUSSA A CONFRONTO

CORSI DI LINGUA RUSSA A CONFRONTO

Esaminare i corsi di lingue straniere permette di rilevare interessanti implicazioni sociali. Ad esempio, recenti corsi di lingua olandese esprimono in modo sconcio il digrignare femminista che insulta il sesso maschile ad ogni piè sospinto, mentre corsi di afrikaans dell’epoca dell’apartheid sprizzano disprezzo per tutto il resto del mondo. Di grande interesse è il mutare delle prospettive sociali evidente nei corsi di lingua russa col passare del tempo.

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I GENIOVESI

I GENIOVESI

      Girando all’estero per le più remote contrade incontrerete tanti Geniovesi.

Chi sono?

Sono i Genovesi di genio che, grazie al putrido regime, non hanno avuto modo di valorizzare il proprio genio, e hanno dovuto andare a spenderlo altrove.

ORAZIA

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L’UMANITÀ DIVISA

Quando Noè uscì dall’arca e divenne il primo produttore di vino, essendo ancora poco abituato all’emozionante liquore, si addormentò scarsamente coperto. Pare che due suoi figli abbiano preso la cosa abbastanza sportivamente, mentre il terzo manifestò in modo sarcastico la sua disapprovazione. Erano così nati i due principali rami dell’umanità: quelli che sanno vivere e i puritani integralisti.

ORAZIA

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LAODICEA COLPISCE ANCORA

UN PIANO BEN RIUSCITO

Molti si sono cimentati nel rivelare le astuzie e le malvagità del signore delle mosche. In epoche più felici, quando la vita, la morte, l’immortalità, la salvezza dell’anima, erano cose serie, vi si pensava e se ne scriveva più sovente, e molto ne parlò il più sublime poeta di tutti i tempi, Dante Alighieri. Nell’Olanda del Seicento ne scrisse il grande poeta cattolico Joost van den Vondel, specie nei suoi drammi biblici “Lucifer” e “Adam in ballingschap” (per chi, nel colto pubblico, eventualmente non conoscesse troppo bene la splendida lingua nederlandese, “ballingschap” significa “esilio”; forse non è il caso di insultare l’intelligenza dei due lettori e mezzo di questo scritto dicendo che “Adam” vuol dire “Adamo”, “Lucifer” significa “Lucifero”, e “in” è “in”), mentre in Inghilterra il suo contemporaneo puritano Milton quasi esaltò la ribellione satanica (anzi, la esaltò proprio) nel suo poema “Paradise Lost” (per chi, nel colto pubblico, eventualmente avesse dimenticato a casa il dizionario inglese, “lost” significa “perduto”, e “paradise” ha forse qualcosa a che fare con “paradiso”).

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LE INVASIONI DELLA RUSSIA

Vogliamo aiutare i russofobi a spolverare le stanche meningi, ricordando loro alcuni fatti storici fondamentali:

Aggressioni straniere alla Russia:

1223-1237 tartari

1240 svedesi

1242 Cavalieri Teutonici

1521 tartari di Crimea

1571 nuovamente tartari di Crimea

1609-1618 Regno polacco-lituano, che arrivò ad occupare Mosca per 2 anni

1611-1617 svedesi

1700-1721 svedesi, Grande Guerra del Nord

1812 francesi, Napoleone, presa Mosca

1914-1918 prima guerra mondiale

1918-1919 diversi stati occuparono varie parti della Russia fino al 1919, fra cui la Finlandia che cercò di impadronirsi della Carelia

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FINALMENTE UN ARGOMENTO ALLEGRO

ALCUNE VIE PER L’INFERNO

INTRODUZIONE

Le vie per l’inferno sono molteplici e tutte comode e pienamente approvate dal mondo e dal principe di questo mondo che, come tutti sanno o dovrebbero sapere, una volta si chiamava Lucifero, mentre oggi si chiama Satana. Questo principe invita tutti caldamente a seguirlo, assicurando ai suoi seguaci lodi e premi in terra e un posto molto caldo nella sua comoda residenza sotterranea.

LIBERALISMO

L’ideologia liberale, come tutte le ideologie che allontanano l’uomo da Dio per spingerlo a cercare la felicità in terra, viene da lontano. C’era una volta la capacità di pensare, basata sul concetto fondamentale di essere, che trova la sua espressione incomparabile nelle opere del sommo pensatore S. Tommaso D’Aquino, la Summa contra gentiles e la Summa theologica. Ricordiamo che la filosofia e la teologia tomistica sono alla base del Sommo Poema di Dante. Poi l’umanesimo cominciò ad erodere la saggezza medievale che poneva Dio al centro del mondo, mentre solleticava l’orgoglio umano con l’idea che l’uomo, e non il Creatore, avrebbe dovuto essere al centro di tutto. Si andò naturalmente per gradi: vi fu dapprima un umanesimo abbastanza cristiano, poi il paganesimo prese gradualmente campo. Seguì il rinascimento paganeggiante, e l’eretica riforma di Lutero e Calvino devastò mezza Europa, per riversarsi poi anche oltremare, nel nuovo mondo dischiuso dal genio di Cristoforo Colombo, che gli eretici predatori inglesi non tardarono ad inquinare.

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UN NUOVO GIALLISTA

Ci sono delitti che chiedono chi sia l’assassino. E poi ci sono delitti che sfidano la ragione stessa.

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Omaggio ad un testo filosofico e storico fondamentale: lo studio di Luca Obertello su Severino Boezio

LUCA OBERTELLO, Severino Boezio, Genova. Accademia Ligure di Scienze e Lettere, 1974

Lo scritto che segue non è, e non può essere, una recensione, per il motivo semplicissimo che non sono competente in materia, e sarebbe somma presunzione da parte mia se intendessi fare diversamente. Questo è dunque soltanto di un tardivo omaggio ad un grande studioso scomparso.

L’opera è in due volumi: il primo è la monumentale monografia vera e propria (810 pagine), il secondo (325 pagine) costituisce l’impressionante bibliografia.

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CRISTINA CAPETI (2026) Domani ti ritrovo. RECENSIONE

CRISTINA CAPETI (2026) Domani ti ritrovo. Istruzioni per coltivare nella vita i ricordi, Genova, Erga Edizioni

La persistenza o meno di quanto appare caduco è una dicotomia comune alla poesia che medita sul destino dell’uomo: da una parte la perdita apparentemente irreparabile, dall’altra il recupero del passato grazie alla Fede. L’autrice risolve il dilemma in quest’ultimo senso. Lo promette fin dal titolo: DOMANI (imminenza dell’ingresso nell’eternità, la vita è tanto breve) TI RITROVO (ritrovarsi per sempre). Si può riassumere così: camminiamo sulla terra ma chiamati all’eternità. Il tempo passa e nell’Eternità rimane l’Amore. Che tocchi ai poeti dire quello che i preti troppo spesso non dicono più?

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