I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Aquile e vipere (Pagina 1 di 13)

CAPOLAVORO CHE TUTTI DOVREBBERO LEGGERE

RINO CAMMILLERI (2023) Il manuale del diavolo, Siena, Cantagalli, € 23,00.

Uno splendido concentrato di umorismo ammanta e rende gradevole un argomento serissimo, addirittura tragico: le debolezze umane e gli infiniti modi mediante i quali i demoni le sfruttano per precipitare gli uomini nella dannazione.

Come avverte lo stesso Autore, questo testo si richiama alle Lettere di Berlicche del grande C. S. Lewis, ma di gran lunga lo supera in efficacia e incisività. I motivi? Anzitutto è più esaustivo: non si limita alla vicenda triangolare fra il demonio maestro, il demonio apprendista e la vittima designata, ma spazia su una vastissima gamma di casi, fornendo un panorama ricchissimo dell’operato demoniaco.

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ORO O LATTA (TINACCI MOSSELLO, POLITICA DELL’AMBIENTE)

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Vipera di latta, anzi di una triplice Vipera di latta:

MARIA TINACCI MOSSELLO (2008) Politica dell’ambiente: analisi, azioni, progetti, Bologna, Il Mulino

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L’ANTICRISTO AVANZA

DIEGO BENEDETTO PANETTA (2022) Il cammino sinodale tedesco e il progetto di una nuova Chiesa, Roma, Tradizione Famiglia Proprietà

Partendo dagli scandali per gli abusi sessuali del clero, invece di condannarli e reprimerli, la Conferenza episcopale tedesca se ne serve come scusa per avviare l’inedita commedia di un “Cammino sinodale permanente”, che consiste nell’istituzione di un autoconvocato organo permanente, composto prevalentemente da laici, soprattutto donne, che dovrà “adattare” la Chiesa (o meglio la neochiesa) alle “necessità sociologiche del mondo globale”. In altre parole si tratta di distruggere il dogma con la scusa degli abusi, ed eliminare la verità in modo che gli sporcaccioni possano essere non certo emendati ma giustificati nei loro osceni comportamenti. Il documento base del “Cammino sinodale” proclama che “L’insegnamento della Chiesa sulle questioni etiche, soprattutto nel campo della giustizia di genere e della sessualità [sia] percepito come ostile alla vita”, e che secondo la “teologia contemporanea” non esiste una sola prospettiva, “una sola verità religiosa, morale o politica, una sola “forma di pensiero che possa rivendicare l’autorità ultima”, quindi la Chiesa dovrebbe favorire un processo di “inculturazione alla democrazia”. Il bel risultato di queste chiacchiere è un invito ad accettare il matrimonio dei preti, l’ammissione degli invertiti al sacerdozio e l’accettazione del delirio sul gender, vanificando perfino l’insegnamento della Genesi, “maschio e femmina Dio li creò”, in nome di presunti aggiornamenti scientifici.

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AUSTRIA CATTOLICA

IL TERZO LIBRO SULL’AUSTRIA CATTOLICA Dalle gloriose vittorie cattoliche sugli ottomani di Eugenio di Savoia fino agli orrori della Rivoluzione Francese e delle guerre napoleoniche di Rino Cammilleri

Ed eccoci all’atteso (almeno da me) terzo e ultimo volume de Il prato alto. III. Speranza (Solfanelli, pp. 290, €. 18) di Emilio & Maria Antonietta Biagini, che conclude la storia dell’Austria cattolica narrata nientemeno che a partire dalla preistoria. Con ricchezza di chicche e dettagli anche tecnici (uno degli autori è un geografo accademico) si dipana la vicenda degli Adler (aquila in tedesco), il tutto condito dalla benedetta virtù dell’umorismo che dovrebbe essere dote di ogni cattolico (san Tommaso d’Aquino biasimava chi ne era privo), come Chesterton, Tolkien e Waugh insegnano.
Si tratta di uno dei più bei romanzi che io abbia mai letto. In quest’ultimo ho appreso, per esempio, che il principe Eugenio di Savoia (che si firmava Eugenio von Savoie, usando le tre lingue del Sacro Romano Impero) alla decisiva battaglia di Zenta contro i turchi indossò una corazza in cui sul cuore stava la Magna Mater Austriae venerata nel santuario nazionale di Mariazell. Quel condottiero, ammiratissimo da Napoleone, con un pugno di uomini riuscì a liberare tutta l’Ungheria e pure Sarajevo, tanto che le truppe gli dedicarono il famoso canto Prinz Eugen, il cui testo trovate integrale a p. 29. Grazie a lui l’Impero raggiunse la massima estensione, mai più eguagliata. E a spese degli ottomani.
Ma venne Giuseppe II e abolì ogni forma di culto «puramente esteriore» o «a sfondo superstizioso». A decidere che cosa fosse esteriore e superstizioso, però, «erano i massoni che stavano intorno alla corona». Così, «ne fecero le spese i Passionspiele, quelle innocenti e commoventi rappresentazioni della Passione di Nostro Signore così amate specialmente nel Tirolo». Anticipando i decreti napoleonici quel sovrano «illuminato» ordinò il Begräbninsordnung, cioè la sepoltura in bare riciclabili che avrebbero fatto «la gioia dei moderni ambientalisti, beoti adoratori della natura invece che di Dio»: il fondo della bara si apriva, il morto cadeva nella fossa e la bara poteva essere riusata. Eh, difficilmente i novatori scansano il ridicolo.
E venne Napoleone, e fucilò un libraio di Norimberga reo di aver diffuso un libro contro l’occupazione francese: «Un altro trionfo della “liberté”». Come commenta uno degli Adler costretto a trasformare la sua locanda in un bordello per il ristoro degli occupanti, «non c’è nessun tradimento degli ideali rivoluzionari, perché gli ideali sono proprio quelli: sangue, morte, saccheggio, violenza, stupri. Non vogliono altro. Il resto è solo specchietti per le allodole».
E finalmente arrivò Waterloo. Ma, attenzione. Il fulcro della battaglia fu la fattoria «La Belle Allliance», nel Belgio francofono. Là si incontrarono i due comandanti della coalizione antinapoleonica Wellington, inglese, e Blücher, prussiano. Invece il fatale scontro prese il nome di Waterloo, un villaggio dei paraggi in cui non era successo assolutamente nulla. Solo che «quel nome fiammingo, pronunciato dagli inglesi “uoterluu”, suonava così inglese e oscurava il contributo decisivo dei prussiani. Evidentemente, nell’euforia della vittoria, gli snob britannici non si avvidero che «loo» nella loro lingua sta per «cesso» e «water» acqua. Insomma, lo sciacquone. Contenti loro… Be’ lo spazio ci impedisce di proseguire. Ma leggetelo, il libro dei Biagini, vi assicuro che ne vale la pena.

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ORO O LATTA (Francesco Maj, In cammino)

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

And the winner is …….

Ben meritevole della triplice aquila d’oro, ecco a voi:

MAJ F. (2011) In cammino, pubbl. in proprio

Segue una recensione di Emilio Biagini:

In questa nuova edizione, il capolavoro di Francesco Maj si ripresenta arricchito di parti nuove efficacemente satiriche.

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MALASCIENZA

Cliccare per la presentazione video:

Presentazione di MALASCIENZA copia 2

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ORO O LATTA (ARIEL LEVI DI GUALDO, ISLAM MODERATO)

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Ben meritevole della triplice aquila d’oro, ecco a voi:

ARIEL S. LEVI DI GUALDO (2020) L’aspirina dell’islam moderato. Quando l’Europa inventa ciò che non esiste e nega il pericolo reale, Roma, Edizioni L’Isola di Patmos

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ORO O LATTA? (ROBERTO DAL BOSCO, INCUBO A 5 STELLE) reloaded

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
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I TRIGOTTI

-Figura_aquila

And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

Un magnifico e coraggiosissimo studio che svela le atrocità sataniste di una setta dilagante:

DAL BOSCO, ROBERTO (2012) INCUBO A 5 STELLE. GRILLO; CASALEGGIO E LA CULTURA DELLA MORTE, Verona, Fede & Cultura

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ORO O LATTA (ROBERTO DE MATTEI, L’ISOLA MISTERIOSA)

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I TRIGOTTI

And the winner is …….

Ben meritevole della triplice aquila d’oro, ecco a voi:

ROBERTO DE MATTEI (2020) L’isola misteriosa, Chieti, Solfanelli

Questi tre racconti concatenati formano un affresco di vita e cultura siciliana prima e dopo il terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, e sono di estrema rilevanza non solo per la Sicilia ma per tutta l’Italia. I protagonisti sono figure storiche, come sant’Annibale Maria di Francia, Sir Alexander Nelson Hood e un professore di igiene di Catania di cui l’autore non fa il nome ma ha caro il ricordo.

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ORO O LATTA (RINO CAMMILLERI, TUTTI I GIORNI CON MARIA)

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I TRIGOTTI

And the winner is …….

Ben meritevole della triplice aquila d’oro, ecco a voi:

RINO CAMMILLERI (2020) Tutti i giorni con Maria: calendario delle apparizioni, Milano, Ares, € 19,90.

Questa è una monumentale opera di documentazione sulle apparizioni di Maria Santissima, frutto di vaste e lunghe ricerche, piena non solo di grande erudizione ma (cosa rara al giorno d’oggi) anche di sano buonsenso. Già il titolo è estremamente suggestivo: Maria è sempre con noi, tutti i giorni, come Cristo che promise, alla chiusa del Vangelo di Matteo: “Ed ecco, Io sono con voi fino alla fine del mondo”. La Madre di Dio è così perfettamente conformata a Cristo che, nel 1980, a Mellerey, in Irlanda, si videro le sue sembianze mutarsi in quelle del Figlio. La Santissima Vergine appare più spesso e più a lungo quanto più l’umanità si allontana da Dio. I veggenti ai quali la Madonna appare diventano suoi messaggeri, incaricati di trasmettere la volontà di Lei, che quasi sempre consiste in materni richiami alla penitenza e all’espiazione dei peccati.

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