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ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

 

Abbiamo il piacere di conferire l’aquila d’oro a questo interessante e curioso romanzo che in qualche modo si ricollega alle preziose opere di storia della scienza di Francesco Agnoli, già recensite nel nostro sito:

 

Recens.Frank Schtzing-Der Schwarm

 

SCHÄTZING M. (2004) Der Schwarm, Kiepenheuner & Witsch (trad. it. Il quinto giorno, Editore Nord)

Cosa facciano quando non sono in azione non si sa, ma appena si scatenano sfasciano tutto. No, non sono le tute nere, o quelle bianche con la bandiera arcobaleno della “pace, pace, pace, senza se e senza ma”. Sono gli Yrr, organismi unicellulari che vivono negli oceani e possono riunirsi in miliardi e miliardi ad imitare qualsiasi forma. Esistono da duecento milioni di anni, e non hanno mai smesso di imparare e di registrare ogni informazione nel loro DNA. Inoltre posseggono una biotecnologia sofisticatissima, con la quale manipolano a piacimento qualsiasi altro essere vivente. Quanto sono carini e intelligenti è una cosa da non dire.

Idioti e malvagi sono invece gli esseri umani, i quali non fanno altro che inquinare e distruggere il mare. La colpa, ovviamente, è soprattutto degli Stati Uniti, col loro presidente mentecatto che spara discorsi patriottici e “cristiani” ad ogni pié sospinto, e con i loro militari ottusi e delinquenti, che vorrebbero annientare i meravigliosi Yrr. Questi, infatti, hanno perso la pazienza con l’umanità, a loro tanto inferiore, e hanno deciso di infliggerle una meritata lezione. Si salvi chi può.

Ed ecco improvvise catastrofi d’ogni genere: tsunami (nel Mare del Nord!?), blocco della Corrente del Golfo, meduse velenose, spaventevoli epidemie portate dai crostacei. Ecco che le navi scompaiono, la pesca cessa, le comunicazioni si arrestano, il mare diventa invivibile (poveri radical-chic, abituati ad ostriche, caviale e champagne, come faranno?).

Per fortuna, gli scienziati vegliano: essendo gente notoriamente sincera e generosa (come sa chiunque abbia fatto un concorso universitario), impediscono alle cattive forze armate americane di portare a termine la loro criminale aggressione contro queste dolci creaturine, che dopotutto si sono limitate a distruggere quasi tutte le città costiere del pianeta, incluse New York, Philadelphia, Washington e Boston, e ad ammazzare solo qualche milione di persone.

Nella nobile opera di dissuasione scientifico-umanitaria in favore degli Yrr si distinguono alcuni eroi politicamente corretti: un mezzo indiano (d’America), un eschimese, e alcune donne (gli uomini bianchi non sono evidentemente all’altezza). Lo sparuto gruppetto di salvatori riesce nel suo intento perché, invece che alle obsolete religioni monoteiste, si ispira ai sani principi filosofici dello sciamanesimo: “tutto è uno”, ossia l’umanità non merita alcun posto privilegiato (“Facciamo l’uomo a Nostra immagine e somiglianza”? ma che vorrà mai dire?) Al contrario, dice l’autore, se per caso un “dio” esistesse non saremmo in grado di comprenderlo. L’uomo, infatti, fa nichilisticamente parte del cosmo, come un elemento qualsiasi, alla pari con tutti gli altri organismi, inclusi evidentemente il verme solitario, i pidocchi e il vibrione del colera.

Per intrattenere ed erudire i lettori con questa roba, degna al massimo di comparire in qualche puntata di un fumetto horror di quart’ordine, l’autore impiega ben mille pagine. Per essere precisi, 1001 (nell’originale tedesco), fittamente coperte di parole. Le Mille e una pagina, una più indigesta dell’altra. A ben guardare, l’autore non deve essersi preso tanto sul serio, dato che in certo modo “strizza l’occhio” al lettore. Yrr, infatti, suona quasi come Irre, vocabolo che ha il significato di “pazzo, folle, matto, demente, squilibrato”; mentre irreführend significa “fuorviante, ingannevole” (e che ci si può aspettare da chi evidentemente considera se stesso alla stregua di un’ameba?).

Sul piano strettamente letterario c’è ben poco da dire. I personaggi sono poco più che nomi, i dialoghi pesanti e ripetitivi, i sogni e le fantasie nelle quali indulgono taluni personaggi farneticazioni prive di senso. Il linguaggio naviga tra continue scurrilità fecali. La scena in cui il generale in capo americano (una donna) e il direttore della CIA (di incerta classificazione) spiano, con videocamere nascoste, gli scienziati mentre fanno i porcelloni nei loro alloggi indica il livello di buon gusto dell’autore. Le lunghe elucubrazioni “scientifiche” sono sempre condotte sul filo delle più azzardate ipotesi e del più scatenato ecologismo catastrofista. Resta da spiegare perché una tale massa di cartaccia sia arrivata alla diciannovesima edizione in Germania e stia ottenendo notevole successo di vendite in Italia (dove è stata tradotta col titolo “Il quinto giorno”).

Ma tutto sta ad avere gli amici giusti, che trovano il modo di ottenere recensioni prestigiose sui giornali maggiormente letti. E chi sono questi amici? Non ci vuole molto a capirlo. Enormi interessi gravitano intorno al catastrofismo ecologista, il quale mira a bloccare le innovazioni tecnologiche, perpetuando i rapporti di forze esistenti in campo economico e politico. Ma c’è un altro fattore che va considerato, forse il più importante: un’opera nichilista e anticristiana trova sempre il favore di chi vuol vivere secondo il proprio orgoglio ed i propri comodi, facendo tacere la coscienza ed esorcizzando l’incombente paura che, all’inevitabile fine, ci sia davvero un Giudice onnisciente e onnipotente col quale fare i conti.

EMILIO BIAGINI

 


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