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ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

And the winner is …….

Un libro entusiasmante, per profondità di analisi, coraggio di chiamare le cose con il loro nome e vastità di cultura, quindi meritevole della massima decorazione trigottica della triplice aquila d’oro. Segue una meditata recensione collettiva di Emilio e Maria Antonietta Biagini, i due inossidabili Trigotti:

SOCCI A. (2019) Il dio mercato, la Chiesa e l’anticristo, Milano, Rizzoli

Questo libro ci è parso subito di tale importanza che, dopo averlo letto in e-book, ci siamo affrettati ad acquistarlo in cartaceo per poterlo studiare con la dovuta attenzione. Raramente è dato trovare un quadro più preciso ed esauriente della situazione attuale, sia sul versante materiale che su quello spirituale, sulla crisi socio-politico-economica da una parte e sulla catastrofica resa di una Chiesa che insegue la lode del mondo invece di attendere alla salvezza della anime.È tutta una saga di rese a discrezione senza che sia stato sparato un colpo. Il Pci si è arreso alla cultura radicale e alla tecnocrazia alto-borghese: è stato il suicidio della rivoluzione di cui parla Augusto Del Noce. Al tempo stesso l’umanitarismo laico relegava la Chiesa al ruolo di serva del Nuovo Ordine Mondiale. La Chiesa è stata per secoli protagonista gloriosa della storia, poi, dall’Illuminismo in poi, non meno gloriosamente antagonista della storia, ma ora è diventata cortigiana della storia. Mentre i papi precedenti si preoccupavano dell’anticristo e incoraggiavano la difesa contro di esso, Bergoglio trova che parlarne è una perdita di tempo.

Le radici cristiane dell’Europa sono state negate con la nascita dell’Unione Europea (trattato di Maastricht, 1992) a struttura tecnocratica sotto soffocante egemonia franco-tedesca a danno dei paesi più deboli, sfruttati e rovinati con la complicità dei relativi Quisling. L’impronta ideologica diabolicamente dominante è duplice: mercatista (deregulationfinanziaria) e fortemente laicista (deregulation antropologica). Già nel 1987 il cardinale Ratzinger aveva previsto il fallimento di un’Europa tecnocratica anche sul piano politico ed economico, con la rovina dei più deboli e vittoria dei dominatori; l’illusione della capacità di dominare il rischio e la cecità di fronte alla povertà. Vladimir Bukovski rileva l’estrema somiglianza della UE con l’URSS. L’Unione Sovietica era governata da quindici persone non elette che si attribuivano incarichi l’un l’altro e che non erano tenuti a rispondere a nessuno. La UE è governata da due dozzine di persone non elette che si attribuiscono incarichi l’un l’altro, non devono rispondere a nessuno e che non si possono rimuovere. La UE, come l’URSS, ha un parlamento eletto che ha l’unica funzione di timbrare le decisioni del gruppetto dominante.

Gli euroburocrati hanno stipendi altissimi, hanno i loro ben pagati staff e ruotano da una posizione all’altra, non importa quali risultati abbiano ottenuto o in quali insuccessi siano incappati. L’URSS usava la coercizione, la UE la prepotenza economica. L’URSS è collassata per il disastro economico recato dall’invidia sociale (chiave del comunismo) che paralizzava le iniziative e da una dissennata pianificazione centralizzata. La UE collasserà per denatalità e invasione islamica, scontando l’apostasia che l’ha portata a disprezzare le radici cristiane e ad abbracciare la morte con omosessualismo, divorzio, denatalità, aborto, eutanasia, desovranizzazione, immigrazionismo incontrollato. In URSS il dissenso veniva schiacciato con una pesante repressione, nella UE c’è un gulag intellettuale che si chiama politically correct, e che ammorba l’aria di scuole, università e mass media. La desovranizzazione va di pari passo con la rieducazione al pensiero politically correct, portando alla dittatura del relativismo.

Il rimedio è andare per la propria strada, rifiutare obbedienza a una struttura fatta per l’oppressione e la rapina a vantaggio dei crucchi, e di cui nessuno ci ha mai chiesto se volevamo farne parte. Purtroppo non possiamo contare sulla Chiesa. L’agenda di Bergoglio comprende: ecocatastrofismo, abbraccio ecumenico all’islam e ai regimi comunisti di Cina e Cuba, sostegno alle migrazioni di massa, lotta al cosiddetto sovranismo. Non gli importa nulla che i cristiani in Europa restino maggioranza. I Quattro Novissimi e la vita eterna non sono più considerati degni di essere ricordati. Dal 2014 al 2019 il numero dei credenti cattolici in Italia è crollato, secondo la Doxa, del 7,7%. Parallelo il crollo dell’otto per mille alla Chiesa cattolica. Bergoglio è popolare solo fra i nemici del cristianesimo, osannato da Repubblica e dall’Espresso, le voci politicamente correttissime dell’alta finanza laicista e nichilista. Essenziale nella deriva anticristica odierna è l’emarginazione di Dio, del soprannaturale, dei miracoli: alla fede in Dio è permesso di sopravvivere in forma puramente privata. Ma per Bergoglio neppure la devozione privata sfugge alla condanna. Penosa e lunghissima è la serie degli insulti riversati da Bergoglio sui fedeli: sgranarosari, marci nel cuore, piccoli mostri, cristiani con la faccia da sottaceto, mummie da museo, signor e signora piagnistei, egoisti, banderuole, fomentatori della coprofagia, ecc. ecc. Nessuno ha ancora osato dirlo, ma lo diciamo noi: sembra davvero di sentir parlare il diavolo. Si aggiungano: il fatto di non inginocchiarsi mai durante la Messa, l’avversione alle mani giunte dei chierichetti, il segno della croce capovolto, e si consideri quale può essere la somma.

Per il Santo Padre Benedetto XVI una società nella quale Dio è assente perde il suo criterio direttivo. Lo dimostra del resto anche l’arte: vedi il fondamentale saggio Verlust der Mitte di Hans Sedlmayr. Il centro dell’uomo è Dio, perduto il centro l’uomo gira a vuoto, l’arte gira a vuoto, la vita gira a vuoto. L’apostasia della fede è appunto perdita del centro, ma questo non sembra spaventare Bergoglio. Non lo preoccupa minimamente la gigantesca apostasia della fede cristiana, la crisi del clero, l’abbandono e la dimenticanza di Dio, le pratiche anticristiane, l’aborto, l’eutanasia. Ma lo spaventa il sovranismo che, secondo lui, conduce alle guerre. In tal modo mostra di non capire o non voler capire che c’è un’enorme differenza tra il sovranismo e il nazionalismo. Il nazionalismo assolutizza la propria nazione e pretende di imporla sulle altre o con metodi militari come il Terzo Reich di Hitler, o con l’aggressione economica come il Quarto Reich della Merkel che, con la complicità della Francia, ha devastato la Grecia e cerca di fare lo stesso con l’Italia. Questa guerra economica ci è costata quanto una guerra perduta. Il potere d’acquisto del popolo italiano è crollato del 40% dall’epoca della lira, a causa dell’introduzione dell’euro. Il sovranismo è precisamente la reazione di difesa dell’interesse nazionale, della propria identità, del proprio benessere. Bergoglio si è decisamente schierato dalla parte degli aggressori contro gli aggrediti, dei forti contro i deboli, per l’immigrazione incontrollata contro la volontà dei vescovi africani che giustamente vedono nell’immigrazionismo nient’altro che una tratta degli schiavi. Privo di fondamenti culturali e di argomenti, Bergoglio è “il Sommo Pontefice dell’ideologia giornalistica mondiale”, come lo definisce Alain Finkelkraut, dato che va dietro ai mass media e ripete pedissequamente ciò che scrive il giornalismo di sinistra, portavoce e reggicoda della grande finanzia usuraia, abbondando in luoghi comuni assolutamente infondati, come quello dell’“Amazzonia polmone del mondo”, quando è ben noto che gli alberi, avendo un enorme numero di cellule non fotosintetiche, non fanno che consumare l’ossigeno che producono, mentre sono le alghe il vero polmone del mondo, non dovendo consumare ossigeno per sostentare né tronco, né rami, né radici.

Bergoglio si preoccupa dell’Amazzonia, ma non del fatto che i cattolici in Brasile, nell’ultimo mezzo secolo, cioè a partire dal Concilio Vaticano Secondo, sono crollati dal 95% al 50%, e la frana continua. La gigantesca apostasia di popoli interi, la moltitudine di anime lontane dalla Chiesa e che si perdono o sono in gravissimo pericolo, lo lascia indifferente. Egli sembra accettare acriticamente la modernità che irrompe in forma liquida, ossia in una dimensione anticristica per eccellenza. L’informazione e la finanza sono figure fluide. L’ubiquità dell’informazione per via elettronica scimmiotta l’onnipresenza divina. La finanza è una nuova superpotenza che non ha esercito, non ha confini, non ha regole, non riconosce diritti diversi dai suoi, forma, sostiene e sovvenziona in tutte le sedi il suo totalitario “pensiero” mercatista e con questo la sua dominante “cultura”, non è soggetta a tribunali, ma se mai se ne serve, trasforma le democrazie in oligarchie, non ha leader visibili e tuttavia, cresciuta ormai a dismisura, comanda su tutti: sugli stati, sui governi, sui popoli.

Così viene imposta una cultura malthusiana e nichilista di origine anglosassone, unita a una vaga religione dell’umanità basata sull’illusione che esista fra gli uomini una solidarietà naturale e felice. Questo slancio comunitario, partecipativo, laico e utopico, proprio del socialismo, sarebbe incomprensibile senza la passione ottocentesca per l’occulto e per il paranormale; ossia evocazione dei morti, divinazione, teosofia, negromanzia, zombi, vampiri, e quindi satanismo. Occultismo e socialismo sono due aspetti di una stessa visione del mondo: medicale, positivista, perfezionista. L’irrazionalismo e l’occultismo alla base del socialismo rivelano l’ambiguità e l’ipocrisia del pensiero progressista. Ebbene, l’Instrumentum laboris del Sinodo dell’Amazzonia, valorizza il paganesimo, incluso il dialogo con gli spiriti, ossia occultismo, negromanzia, in una parola satanismo. Il Sinodo dell’Amazzonia ha visto celebrarsi in Vaticano osceni riti pagani che avevano come protagonisti una statua di donna nuda incinta e un Priapo amazzonico ovviamente nudo e con visibilissimo membro in erezione. Un sito di magia, occultismo e progressismo ha esultato per “il passo importante della Chiesa verso il riconoscimento delle religioni pagane e della loro importanza”.

Legato a questa fregola di sincretismo indigenista è il delirio ambientalista dello sviluppo sostenibile, che rappresenta una ghiotta preda per la grande finanza, a cominciare dai fondi d’investimento, che i comuni mortali saranno obbligati a pagare come “tasse ecologiche”, mentre si attiveranno meccanismi di controllo sulla vita della gente, sempre in nome del bene comune, della salute del pianeta, della filantropia. Ci si mettono anche le pandemie (provocate? gestite con statistiche più o meno allarmistiche?) a distruggere l’economia, la libertà, la vita. Il 29 settembre 2019 Bergoglio ha lanciato un “Patto educativo globale” per “collaborare per custodire la nostra casa comune”, educarci “alla solidarietà universale, a un “nuovo umanesimo”. Vi si parla di “convergenza globale”, di “accoglienza di tutti i popoli”, di “fondare i processi educativi sulla consapevolezza che tutto il mondo è intimamente connesso ed è necessario trovare altri modi di intendere l’economia, la politica, la crescita, il progresso”. Bisogna “formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità”, e poi “trovare soluzioni, avviare processi di trasformazione”. E Dio? Neppure nominato.

Il documento di Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) del 4 febbraio 2019 rappresenta un altro e più pesante scivolamento nell’eresia. Vi si dice che “il pluralismo e la diversità di religione” vanno ricondotti alla “sapiente volontà divina con la quale Dio ha creato gli esseri umani”. Questo non è altro che relativismo sincretista, totalmente opposto all’immutabile Rivelazione, contrastante con la Scrittura e il Magistero; contraddice nettamente la volontà del Padre e il sacrificio di Gesù Cristo. All’incontro di Norcia del 25 ottobre 2013, numerose personalità che avevano militato intellettualmente e politicamente in mondi opposti alla Chiesa, emisero dichiarazioni concordanti con quelle di Benedetto XVI sui temi etici a lui cari, e suonarono l’allarme per l’emergenza antropologica che rischia di affondare la nostra civiltà; si richiamavano alla Tradizione e alla Costituzione e affermarono che le funzioni di governo sono investite di responsabilità in relazione al valore della vita, della famiglia naturale, della libertà educativa. Con Bergoglio tutto questo è finito; il Vaticano si è allineato perfettamente all’agenda Obama, ossia all’agenda anticristica dell’ONU, che a Norcia veniva contestata.

Grazie ai nuovi strumenti tecnici gli uomini sono diventati più potenti ma per nulla moralmente migliori. Esiste così un potere planetario e invasivo che tende a cancellare la legge naturale, la legge morale e la tradizione giudaico-cristiana, per imporre un mercato fine a se stesso e un individuo che è legge a se stesso. Di qui nasce la dittatura del relativismo. La tecnicizzazione del mondo è abbracciata sia dall’Occidente che dall’Oriente. Si assiste all’irrompere della Cina comunista sulla scena mondiale come produttrice industriale, grazie a pratiche immorali, come concorrenza sleale e sfruttamento di manodopera a basso costo e senza garanzie sociali (inclusi gli internati dei laogai). A guadagnarci sono stati gli intermediari che usano il lavoro dei cinesi e il saccheggio ambientale per produzioni a basso costo da rivendere poi nei paesi occidentali mettendo fuori gioco l’industria occidentale e costringendo i lavoratori occidentali a una concorrenza al ribasso coi cinesi.

In Italia, in seguito alla svendita della sovranità nazionale da parte della sinistra, è iniziata la precarietà di massa, la disoccupazione e il calo delle retribuzioni, con de-industrializzazione, devastante austerità imposta dalla UE per tutelare gli interessi franco-tedeschi e permettere il saccheggio dei paesi più deboli della sciagurata Unione. La UE è sempre più un lager con kapò, soprattutto tedeschi, intenti a distruggere lo stato sociale e a dilatare il debito pubblico; non è riformabile, perché esiste esclusivamente in funzione di una rete di interessi radicati in modo profondissimo, e l’unico rimedio per l’Italia è uscirne.

Il quadro internazionale è segnato dall’inesorabile processo deflazionistico che dalla UE si estende a tutto il mondo, ponendo a rischio l’egemonia nordamericana. Dal punto di vista geopolitico, vi è la profondissima divisione tra Francia e Germania da un lato e USA dall’altro; più il prepotente emergere della Cina comunista grazie al predominio della finanza tanto sull’economia reale quanto sulla cultura liberal-democratica. Come facevano immensi guadagni con il nazismo, i plutocrati occidentali oggi li realizzano col comunismo cinese, con la benedizione di Bergoglio che ha riconosciuto e avvallato la Chiesa “patriottica” serva del partito comunista, sacrificando la Chiesa del silenzio e dei martiri.

Bergoglio ha accantonato la legge naturale, che non viene mai citata, anzi viene elusa. Quanto poi alla difesa del depositum Fidei, non solo si assestano picconate dai più alti vertici, ma si delegittima e si squalifica chi si richiama alla dottrina cattolica come “fondamentalista” e “rigido”. Con il relativismo si ignora l’oggettività del Bene e del Male. Il pensiero unico mercatista e l’ideologia del politicamente corretto dominano in modo totalitario, col divieto di far domande e la demonizzazione del dissenso, col pieno accordo del Vaticano, il quale si occupa di temi che sono proprio quelli banditi dai mostruosamente ricchi e influentissimi “filantropi mondialisti”, come Soros, Zuckerberg, Rotschild, Rockefeller, Bezos. Al sinodo amazzonico sono stati chiamati figuri anticristiani come l’ex segretario dell’ONU Ban Ki-Moon, grande sostenitore dei “diritti” degli invertiti, l’economista Jeffrey Sachs, convinto abortista, e il climatologo ateo Hans Schellnhuber, esponente del più spinto neopaganesimo ambientalista. È inquietante che gente del genere sia stati invitata ad un sinodo cattolico.

Dopo il crollo dell’URSS, tre famiglie hanno portato a una profonda crisi negli USA: erano unite da due credenze dominanti la loro azione: 1) ruolo universale beneficamemte dominante della finanza a scapito dell’industria e dei servizi, 2) l’ordine mondiale non poteva essere garantito che dagli USA. Una famosa intervista di Obama a “The Atlantic” svelò un megalomane disegno imperiale: la fissazione del punto archetipale a Washington e l’unione di dominio europeo e dominio asiatico con due trattati commerciali che avrebbero assicurato agli Usa il dominio del mondo. All’interno di questo inaudito piano imperialistico si verificano le dimissioni di Benedetto XVI e l’irrompere rivoluzionario della Chiesa di Bergoglio che rovescia il Magistero per aderire al progetto mondialista dell’agenda Obama, dell’ONU e del dio Mercato finanziario. A governare non sono più gli stati, cioè i popoli sovrani, attraverso parlamenti ed esecutivi, ma coloro che governano il mercato finanziario, gente che non ha mai ricevuto alcuna delega e che incide pesantemente sulla vita dei miliardi di abitanti della terra.

Per imporsi, il capitale aveva bisogno inizialmente dello stato. Per compiersi in forma assoluta deve affrancarsene. La desovranizzazione degli stati nazionali è indispensabile al Nuovo Ordine Mondiale per spoliticizzare l’economia e togliere allo stato la possibilità di disciplinare il mercato. Le generiche invettive moraleggianti contro il capitalismo sono fuori bersaglio se non si comprende la distinzione fra economia reale che produce merci, servizi e posti di lavoro, e l’economia puramente finanziaria, speculativa e usuraia. Gli istituti sovranazionali (e massonici) come l’ONU e la UE, coi loro attacchi continui ai “sovranismi” non fanno che sostenere la finanza usuraia, affiancati dal clerico-progressismo che appoggia un migrazionismo incontrollato per distruggere le identità nazionali e il controllo statale del territorio, tutto sempre nell’interesse della finanza apolide che mira ad impoverire i popoli, a distruggere i ceti medi e a far diventare sempre più ricchi i già mostruosamente ricchi, il tutto condito da un mare di propaganda buonista. Nel frattempo i vescovi africani continuano invano a denunciare il fenomeno migratorio come dissanguamento delle energie giovani dei loro paesi, senza che Bergoglio offra loro il minimo sostegno. Si tratta in effetti di una tratta schiavistica, gestita dalla mafia che vi guadagna più che con la droga, e che mira a deprimere il mercato del lavoro, a tutto vantaggio di imprenditori senza scrupoli. È semplicemente grottesco l’atteggiamento della sinistra che appoggia questo progetto, e da “difensore del proletariato” si è trasformata in “difensore della finanza usuraia”; da lacché di Stalin e dei suoi successori a lacché di Soros, Rotschild, Rockefeller, Zuckerberg, Bezos e loro complici.

Il premio Nobel per l’Economia 2008, Paul Krugman ha spiegato nel 1999: “Adottando l’euro l’Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera con tutti danni che ciò implica.” L’Italia si è suicidata per far piacere ai boss della finanza usuraia, grazie ai traditori Prodi e Monti. Dal 2010 in poi milioni di vittime della crisi si sono visti richiedere perentoriamente dai loro governi di pagare i danni provocati dalla UE, danni dai quali quelle stesse vittime sono colpite. Da qui l’esplosione dei debiti pubblici e le conseguenti politiche di rigore imposte dalla UE. Mentre gli USA, dove la crisi ha avuto inizio, sono usciti rapidamente dall’emergenza grazie all’intervento massiccio della banca centrale e del governo, nella UE la creazione della base monetaria è compito esclusivo della banca centrale, la BCE, che non appartiene a nessuno stato. I governanti europei sanno che le politiche di austerità generano solo recessioni di lunga durata. Ma il compito loro affidato dalla classe dominante, di cui sono l’ubbidiente frazione “di facciata” non è quello di risanare l’economia ma di proseguire la ridistribuzione del reddito e del potere politico dal basso verso l’alto. Si è voluto camuffare la crisi come se non fosse causata dal sistema bancario, ma fosse dovuta all’eccessiva spesa sociale. Dato che tale spiegazione è falsa, hanno imboccato la strada dell’autoritarismo che si dice dettato dall’emergenza. Non c’è il minimo dubbio che la pandemia Coronavirus, non importa da chi provocata (difficilmente si riuscirà mai a saperlo) o quanto estesa (per statistiche taroccate al rialzo o al ribasso), sia una vera manna per l’autoritarismo antinazionale degli usurai mondiali che tirano i fili dei cosiddetti “governanti” delegati dal “popolo sovrano” mediante “democratiche elezioni”. Le sinistre, invece di difendere i lavoratori e il ceto medio, lo stato e lo stato sociale, si sono reinventate come le sinistre dei cosiddetti “diritti civili”, polizie del pensiero “politically correct”, paladine del migrazionismo e della lotta al fantomatico “riscaldamento globale”. Il Nuovo Ordine Mondiale ha trasformato le sinistre in gendarmi dei mercati finanziari e della globalizzazione, mentre Bergoglio trasforma la Chiesa in una grottesca parodia dell’ONU.

Il nuovo tipo di capitalismo che piace tanto alla sinistra divora l’economia reale e invece di produrre beni e servizi non fa che produrre devastanti bolle speculative. È l’odierna dittatura del denaro che fa il paio con la dittatura del relativismo, e con tante altre dittature (ambientalismo, immigrazionismo, omosessualismo, ecc. ecc.). Il delirio ambientalista, che ha trovato recente espressione nella ben pianificata chiassata di Greta Thunberg, il Ghei-praid di Stoccolma, la laicità forzata, il sostegno all’immigrazione incontrollata, tutte queste derive della ragione e del buonsenso, costituiscono l’identità ideologica delle élite cosmopolite. Il tentativo della Chiesa di fare argine contro il dilagare di questa deriva anticristica trovava sostegno perfino da parte di personalità laiche come Max Horkheimer, uno dei fondatori della scuola di Francoforte, e sfociava nella fissazione di paletti ben precisi: i “valori non negoziabili”.

Bergoglio li ha liquidati dicendo: “Non ho mai compreso l’espressione ‘valori non negoziabili’.” Li ha sostituiti con la predicazione ossessiva e sistematica dei temi politicamente corretti del migrazionismo e dell’ecologismo. Le parole hanno divorziato dalle cose e spesso hanno significato opposto, proprio come in “1984” di George Orwell. In questo mondo alla rovescia, che è l’impero del (sedicente) Bene, i forti, coloro che hanno il potere, amano atteggiarsi a vittime, dicono di essere al di fuori del potere e di combattere per difendersi da un’oppressione inesistente. Si censura in nome della “tolleranza”, si odia in nome dell’“amore universale”, si demonizza in nome della “filantropia”, si mete al rogo mediatico in nome della “fraternità”, si diffondono balle mentre si dice di lottare contro le “fake news”, si imbavaglia in nome della “libertà”, si discrimina in nome dell’“uguaglianza”, si scomunica in nome dell’“apertura mentale”, si mette all’Indice in nome del “dialogo”. In nome della Civiltà e del Progresso si riscrive la Carmen, si schiaffano sul banco degli imputati Dante e Shakespeare, si mette al bando Ovidio, si corregge Huckleberry Finn di Mark Twain e molto altro.

Nell’Impero del Bene l’aborto diventa “una conquista di civiltà”. Guai a far domande o mettere in discussione i dogmi della Nuova Religione Cosmopolita, Laica, Migrazionista, Ecumenica, Umanitaria, Ecologica (sedicente) Scientifica, Antipopulista, Europeista e Antinazionalista. Nell’Impero del Bene l’arroganza del male è assoluta. L’ideologia multiculturalista pretende di costringere la massa degli abitanti di un paese a vivere in una situazione di senso di colpa nei confronti delle minoranze. Questo ha portato a una nuova religione laica che ha preso il posto del comunismo come progetto di salvezza terrena: la religione dei diritti umani. La lotta di classe è sostituita dalla lotta contro la discriminazione. È un totalitarismo ovattato, ma reale, che paralizza la resilienza delle società europee. La religione laica dei diritti umani è ancor più suicida per l’Europa occidentale di quanto non fosse il comunismo, è il dovere di scomparire con un sorriso e di fare posto sul territorio ad altri popoli e civiltà, a cominciare da quella musulmana.

Ernesto Bonaiuti – il caposcuola del modernismo che, secondo il giudizio del papa san Pio X, è “la sintesi di tutte le eresie” – intuì già all’inizio del Novecento che la via per protestantizzare – e quindi liquidare – la Chiesa cattolica non poteva essere una rivoluzione traumatica arrivata dal basso o dall’esterno, ma doveva essere imposta dall’alto, dai vertici, come una mutazione genetica soft del cattolicesimo in protestantesimo. Lo stesso Bergoglio, in una conversazione riportata dal corrispondente di “Der Spiegel”, avrebbe detto: “Non è da escludere che io passi alla storia come colui che ha diviso la Chiesa cattolica.” Poi il 19 settembre 2019, di ritorno dall’Africa, ha dichiarato ai giornalisti che a lui non fa paura un eventuale scisma nella Chiesa. Per quanto se ne sa, è il primo occupante del soglio di Pietro, in duemila anni, a dire una cosa simile.

Secondo Bergoglio, “oggi non viviamo un’epoca di cambiamento, ma un cambiamento d’epoca”, cioè siamo in un’epoca di scristianizzazione e si dovrebbe adeguare l’insegnamento della Chiesa ai tempi scristianizzati. Ma adeguare come? Se adeguare significasse accettare la scristianizzazione la Chiesa non avrebbe più niente da dire. Ma è una prospettiva contraddetta dal fatto che con l’Incarnazione e l’Ascensione del Cristo la fine delle cose è raggiunta. Se il mondo si scristianizza andrà in perdizione, ma non cambierà una virgola della Verità rivelata. Nulla può accadere che cambi il cristianesimo perché non c’è nessuna rivelazione al di là del Cristo. Nulla di sostanziale può più accadere nella vicenda umana: c’è solo la scelta per Cristo o contro Cristo.

La Rivelazione spazza via il progressismo. Non si può identificare la speranza cristiana con la fede nel progresso. La Chiesa non marcia verso un “trionfo storico” ma è destinata a seguire e rivivere il dramma della Passione. Lo ha detto chiaramente Cristo alla Valtorta: la Chiesa è destinata a seguire il destino del suo Fondatore, cioè a morire e a risorgere. E il Divino Maestro ha specificato pure che la morte verrà per il tradimento di troppi chierici, e che l’anticristo sarà un altissimo prelato, e che i peggiori giuda sarebbero stati un gran numero di preti, portatori di apostasia e di abominio nel luogo santo. Questo mette alla gogna ogni progressismo e trionfalismo, come espresso dal delirante motto di Roncalli: “La Chiesa non ha più nemici.” In linea con tale deriva, e nella sua continua ambiguità, Bergoglio sembra propendere verso un cristianesimo mutante, malleabile e pronto alla resa: un cristianesimo falso e apostata, sottomesso al mondo, e quindi al diavolo. Questo sarà appunto il mistero dell’iniquità: l’apostasia, non tanto una persecuzione dall’esterno, che comunque non mancherà, ma soprattutto una contraffazione dall’interno, uno svuotamento del cattolicesimo che, mondanizzandosi, promette di risolvere ogni problema al prezzo dell’apostasia dalla verità. Solo Bergoglio non avverte la drammaticità dell’apostasia. Dice che parlarne è una perdita di tempo. Più importante è la salvaguardia di “vermi, piccoli insetti e rettili” (Laudato si’, n. 34). Nel libro Nostra madre terra, Bergoglio sostiene che gli uomini sono “chiamati a considerare il mondo intorno a loro […] come un sacramento di comunione”. Per la verità “sacramento di comunione” è un’espressione che la tradizione e la dottrina della Chiesa hanno sempre riservato all’Eucarestia.

Dopo Lutero, celebrato in un viaggio, la cui statua è stata portata e onorata in Vaticano, in aula Paolo VI, durante un’udienza di Bergoglio e dopo la preghiera islamica nei giardini vaticani, sempre alla presenza di Bergoglio, lo stesso ha permesso e in un caso anche partecipato a riti pagani in territorio vaticano, bagnato dal sangue di Pietro e dei primi martiri cristiani. La neochiesa di Bergoglio risponde al dilagare del laicismo tendendo a deporre la propria identità storica, omologandosi all’ideologia mondialista, con un’autodemolizione che rende i cattolici simili al mondo e da esso applauditi e riconosciuti, per essere ammessi alla corte dell’Imperatore, come nel racconto di Solov’ëv, atteggiamento che la neochiesa bergogliana ha assunto anche nei confronti del capitalismo asiatico, come dimostra l’accordo col regime comunista cinese, col quale Bergoglio ha svenduto la vera Chiesa. Del resto, la Ostpolitik vaticana, da Roncalli in poi, ha fatto esattamente lo stesso, nominando solo i vescovi che i regimi comunisti permettevano di nominare e disconoscendo Mindszenty. Come tutti i farisei, più attenti ad andare d’accordo col mondo che con la loro vocazione, hanno avuto paura del giudizio degli uomini più di quello di Dio.

La fusione della Chiesa col mondo è un disastro che non cristianizza il mondo, ma distrugge la Chiesa, così che quando il Figlio dell’Uomo tornerà sulla terra non vi troverà più la fede. Quello di Bergoglio non è Vangelo, solo pessima politica di estrema sinistra. È in atto uno scisma nascosto che Bergoglio persegue con ostinazione. La lettera aperta ai vescovi della Chiesa cattolica, inviata da un gruppo di sacerdoti e studiosi nel 2019, e che tende a porsi in continuità con la Correctio filialis de heresibus propagatis del 2017, ha accusato Bergoglio del delitto canonico di eresia e dà la misura del malessere e dell’angoscia causati da Bergoglio alla Chiesa, e non solo da lui ma da tutta la casta episcopale, cardinalizia e curiale che lo sostiene.

Bergoglio chiede che si preghi per lui e una volta ha usato un’espressione enigmatica e angosciante. Parlando di sé in terza persona, in un incontro con dei gesuiti, ha detto: “Il papa è molto tentato, è molto assediato: solo la preghiera del suo popolo può liberarlo, come si legge negli Atti degli Apostoli: Quando Pietro era imprigionato, la Chiesa ha pregato incessantemente per lui.” Parole di un uomo che cerca di dirci qualcosa, ma non spiega cosa. Sembra una richiesta d’aiuto sfuggita involontariamente. Assediato e tentato da cosa? Liberarlo da cosa? Perché si sente imprigionato? Ovviamente non parla dei suoi oppositori, che ha sempre ritenuto irrilevanti, ripetendo che dorme fra due guanciali: infatti li ha duramente repressi senza problemi. Del resto Bergoglio gode del sostegno di tutti i mass media e dei potentati intellettuali laicisti del mondo. Viene da pensare che quello che non lo lascia tranquillo sia la coscienza. Si tratta di rimorso? O di terrore dell’inevitabile Giudizio? O di ossessione diabolica?

Concludendo, difficilmente si troverà un altro saggio che in modo tanto chiaro ed efficace permetta di comprendere la duplice catastrofe anticristica che ci sovrasta, sul piano socio-politico-economico e su quello religioso e morale. Solo partendo da una profonda conoscenza della reale situazione si può sperare di porvi rimedio. Ma il rimedio esiste? Secondo l’autore può venire, inaspettatamente, per azione di chi è piccolo e innocente, come lo hobbit Frodo nel Signore degli Anelli.

I TRIGOTTI

 


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