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IL DIAVOLO ARTURO

Secondo il dotto parere del boss della ghenga gesuitica Arturo Sosa, il diavolo non esiste, è una figura simbolica, un’invenzione dell’uomo per esprimere il male. In questo, come in tutti gli inganni, si nasconde un piccolissimo grano di verità: è vero che l’uomo, confinato nelle tenebre della terra, costretto a vedere le cose solo attraverso uno specchio, si fa un’idea del demonio partendo dall’esperienza del male, ma ciò non significa affatto che con quest’idea sia tutto finito e che il diavolo non esista.

Per fare il male, come per fare il bene, occorre una volontà, ma una volontà richiede a sua volta una personalità. Un’idea non può avere una volontà, come non può averla un simbolo o un’immagine. Solo un essere personale, dotato di volontà, può volere. Se non ci fosse il diavolo, vorrebbe dire che tutto il male viene da noi stessi, come se fossimo noi il diavolo. È vero che siamo in grado di fare il male anche senza essere tentati dal diavolo, ma sappiamo dalla Genesi che il serpente (Genesi 3, 1) esisteva prima della prima coppia umana, creata, com’è ovvio, innocente.

Le testimonianze sull’esistenza reale del demonio sono innumerevoli. Il diavolo è detto “principe di questo mondo”, e appare come creatura spirituale ribelle a Dio (Giovanni 14, 30; Efesini 6, 11-12). Dio conversa con Satana e, visto che Dio è ontologicamente la Perfezione, non stesse dialogando con una parte malvagia di se stesso (Deuteronomio 32, 4; Giobbe 2, 1-6). Si dimostra essere dotato di volontà anche nell’uso dell’inganno per conseguire i suoi obiettivi (2 Tessalonicesi 2, 9-10, Giobbe 2, 1-6); e uno dei suoi tranelli preferiti, ora facilitato dall’autorevole appoggio gesuitico, è proprio il tentativo di far credere che non esiste, in modo da poter lavorare meglio alla rovina delle anime. Ah, già, ma non possiamo essere certi di ciò che dice la Sacra Scrittura perché allora non c’erano registratori, vero boss?

Apprendiamo dalla profetica rivelazione a Maria Valtorta (L’Evangelo come mi è stato rivelato, Cap. 356) che anche Giuda Iscariota disse di non credere nell’esistenza del diavolo (“Satana io non lo sento. Non c’è.”), proprio come il boss gesuitico. Ovviamente nessuno può vedere quello che ha dentro. Come riferisce la Valtorta, in un altro passo della medesima Opera (Cap. 600), Gesù affermò a proposito di Giuda: “è un annullato in Satana”.

Oltre alle testimonianze bibliche abbiamo quelle dei santi, numerosissime. Ne citiamo appena qualcuna. S. Francesco d’Assisi confidò a un suo compagno: “Se capissero i frati quante e quali tribolazioni e afflizioni mi danno i demoni, non ci sarebbe alcuno di loro che non si muoverebbe a compassione e pietà di me” (Fioretti 1798). Il confessore di S. Caterina da Siena la disse: “martirizzata dai demoni” (Vita di lei scritta dal B. Raimondo da Capua). La B. Maria di Gesù Crocifisso, di origine palestinese, ebbe due periodi di vera e propria possessione diabolica, documentata dagli Atti del processo (Padre Estrata, Vita della Beata). S. Padre Pio da Pietrelcina fu violentemente percosso; il 15 luglio 1954 la moglie del dott. Sanguinetti scrisse a un sacerdote: “Il diavolo ha gettato a terra P. Pio e l’ha coperto di pugni e di lividure, gli ha spaccato un sopracciglio; lui gronda sangue”.

Gli esorcisti conoscono bene il diavolo contro il quale combattono, e sono in grado di testimoniarne l’esistenza meglio di chiunque altro. Indignati per il delirio del boss gesuitico, i membri dell’Associazione Internazionale Esorcisti unanimi sono insorti: “L’esistenza reale del diavolo, quale soggetto personale che pensa e agisce e che ha fatto la scelta di ribellione a Dio, è una verità di fede che fa parte della dottrina cristiana”.

Mi spiace tanto, Arturo, sei proprio eretico, e non puoi vedere il demonio perché ce l’hai dentro.

I TRIGOTTI


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