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Emilio Biagini

A PROPOSITO DI PROVE SCIENTIFICHE

DELLE VISIONI DI MARIA VALTORTA

Le prove scientifiche, nel caso di Maria Valtorta, sono ormai talmente schiaccianti che nuove prove non aggiungerebbero nulla alla credibilità dell’Opera. Inoltre, l’esattezza delle descrizioni non prova affatto che l’origine sia divina; potrebbe infatti trattarsi di opera diabolica. Il diavolo, astutissimo nell’ingannare e nel portare fuori strada i laici e specialmente i consacrati troppo infatuati della scienza, potrebbe aver dato visioni esatte, aggiungendovi naturalmente qualche piccola eresia nascosta, come veleno in un bicchiere di vino.

Naturalmente non è così. Ma come sappiamo che non è così? Lo sappiamo alla luce dei rigorosi criteri di Jean Gerson per la distinzione delle visioni vere da quelle false. Anche altri teologi (ad es. Tanqueray) hanno fornito criteri analoghi. Alla luce di “De probatione spirituum” e “De distinctione verarum visionum a falsis”, i due fondamentali trattati del grande teologo parigino, che certi preti farebbero bene a leggere e meditare, è certo che la rivelazione valtortiana è di origine soprannaturale, e che parlare di “deviazionismo deleterio e nemico dell’intelligenza” di fronte a una personalità così eccezionale come Maria Valtorta, certamente degna della devozione che si deve tributare ai santi, dimostra quanto lo scientismo abbia tratto fuori strada coloro che si fissano troppo sul lato scientifico dimenticando quello spirituale.

Se poi si volesse obiettare che solo la Chiesa può proclamare la santità o meno di un servo o di una serva di Cristo, e che i fedeli devono reverentemente tacere in attesa del giudizio di Roma, vorrei far presente che uno dei criteri di partenza nelle cause di beatificazione è la fama di santità presso il popolo. Ora io non aspiro che ad essere uno del popolo, e per me Maria Valtorta è santa, come è santo Pio XII che la Chiesa, vergognosamente, non si decide a beatificare per le pressioni delle lobbies ebraiche.

Sancta Maria Valtorta ora pro nobis.


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