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Insegnante animato da profonda fede ambientalista, si dedicò ad in-kul-kare negli allievi il senso del più profondo rispetto della natura e della massima repulsione per qualunque attività umana che scalfisse l’amata terra. Il suo più cogente insegnamento era che non si poteva accettare il cristianesimo perché era rivolto solo all’uomo e non contemplava anche la redenzione delle scimmie, delle anatre, delle raganelle e dei pidocchi. Colto da profondi rimorsi per il fatto di occupare un posto sulla terra, si suicidava gettandosi in mare, in modo da servire almeno da mangime per i pesci. Brillevole esempio di coerenza ecologista spinta fino al supremo sacrificio.

EMILIO BIAGINI


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