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Allineati sul ramo, i guru della stampa di sinistra piangevano e si lamentavano.
— Tempi grami ……. —
— Tempi pessimi …… —
— Dove siamo arrivati ……. —
— È proprio il colmo ……. —
— Già, una volta puntare i nostri strali contro il reazionario da distruggere, voleva dire distruggerlo sul serio, e ora, invece ……. —
— Una volta, che bei tempi …… Bastavano un paio di articoli, e la vittima andava in depressione, qualcuno si suicidava. Bei tempi ……. —
— Ora, invece, ridono e ci scrivono sopra delle satire. —
— Siamo in ribasso ……. —
— È l’intera società che va a pezzi …… —
— Mai possibile che il processo dialettico ci tradisca a questo modo? —
— Cosa facciamo? —
— Continuiamo a sputtanare il malvagio nemico ……. —
— ……. ma lui ci ride sopra …… —
— Anzi, più gli spariamo addosso, più sberle di ritorno ci arrivano. —
— Mancare di rispetto a noi, che formavamo l’opinione pubblica ……. —
— ……. che eravamo l’opinione pubblica ……. —
— ……. l’aristocrazia della politica ……. —
— Mancare di rispetto a noi, che non abbiamo mai sbagliato una previsione, mai una predizione ……. —
— Mancare di rispetto a noi, che siamo il meglio dell’aristocrazia intellettuale, della raffinatezza culturale, porca vacca, il meglio del meglio ……. —
— ……. a noi, che siamo il colmo della perfezione ……. —
E le lunghe file di avvoltoi cominciarono a piangere ma, essendo uccellacci, non spargevano lacrime. Invece, cominciarono a perdere le penne.
Una lenta nevicata di piume e di penne scendeva dall’albero, una nevicata grigiastra che sapeva di sfacelo.

MARIA ANTONIETTA NOVARA BIAGINI


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