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Questa, secondo la visione bortoluzziana, sarebbe la forma del pianeta Terra dopo aver beccato una solennissima sberla da una gigantesca cometa. Probabilmente un impatto così potente avrebbe disintegrato del tutto il pianeta, ma non è questo il punto più divertente.

La parte veramente esilarante è la nascita della Luna, che si sarebbe formata dall’emissione di materiale dalla parte colpita dall’impatto. Con un’energia del genere i frammenti incandescenti sarebbero con ogni probabilità andati dispersi nello spazio, ma poco importa, il bello è che nel buco si sarebbe formato l’Oceano Pacifico, mentre per contraccolpo dall’altra parte sarebbe nato l’Atlantico.

Aggiornatevi, geologi, che credete ancora alla vecchia panzana della tettonica a placche, ai dati satellitari che misurano la velocità annua di spostamento delle placche medesime, ai dati paleomagnetici sulla formazione delle dorsali oceaniche, all’apertura dell’Atlantico dall’inizio del Mesozoico in poi, e consimili bazzecole. Dite addio alla Pangea, alla Pantalassa, all’oceano della Tetide e alla sua chiusura.

La nuova geologia bortoluzziana sconvolge tutto il vecchiume che abbiamo studiato, regalandoci una nuovissima, impensata, incredibile, esilarante spiegazione dell’origine del nostro pianeta. Aggiorniamoci in fretta, prima che ci venga un colpo apoplettico per il troppo ridere.

EMILIO BIAGINI


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