GIRANDOLA POLITICHESE
A 1 L’utenza potenziale A 2 Il bisogno emergente A 3 Il quadro normativo A 4 La valenza epidemiologica A 5 Il nuovo soggetto sociale A 6 L’approccio programmatico A 7 L’assetto politico istituzionale A 8 Il criterio metodologico A 9 Il modello di sviluppo A10 Il metodo partecipativo
B 1 si caratterizza per B 2 privilegia B 3 prefigura B 4 riconduce a sintesi B 5 persegue B 6 estrinseca B 7 si propone B 8 presuppone B 9 porta avanti B10 auspica
C 1 il ribaltamento della logica assistenziale preesistente C 2 il superamento di ogni ostacolo e/o resistenza passiva C 3 un organico collegamento interdisciplinare ed una prassi di lavoro di gruppo C 4 la puntuale corrispondenza fra obiettivi e risorse C 5 la verifica critica degli obiettivi istituzionali e l’individuazione di fini qualificanti C 6 il riorientamento delle linee di tendenza in atto C 7 l’accorpamento delle funzioni e il decentramento decisionale C 8 la ricognizione del bisogno emergente e della domanda non soddisfatta C 9 la riconversione ed articolazione periferica dei servizi C10 un corretto rapporto fra strutture e sovrastrutture
D 1 nel primario interesse della popolazione D 2 senza pregiudicare l’attuale livello delle prestazioni D 3 al di sopra di interessi e pressioni di parte D 4 secondo un modulo di interdipendenza orizzontale D 5 in una visione organica ricondotta a unità D 6 con criteri non dirigistici D 7 al di là delle contraddizioni e difficoltà iniziali D 8 in maniera articolata e non totalizzante D 9 attraverso i meccanismi della partecipazione D10 senza precostituzione delle risposte
E 1 sostanziando e vitalizzando E 2 recuperando ovvvero rivalutando E 3 ipotizzando e perseguendo E 4 non assumendo mai come implicito E 5 fattualizzando e concretizzando E 6 non sottacendo ma anzi puntualizzando E 7 potenziando ed incrementando E 8 non dando certo per scontato E 9 evidenziando ed esplicitando E10 attivando ed implementando
F 1 nei tempi brevi, anzi brevissimi F 2 in un’ottica preventiva e non più curativa F 3 in un ambito territoriale omogeneo, ai diversi livelli F 4 nel rispetto della normativa esistente F 5 nel contesto di un sistema integrato F 6 quale sua premessa indispensabile e condizionante F 7 nella misura in cui ciò sia fattibile F 8 con le dovute e imprescindibili sottolineature F 9 in termini di efficacia e di efficienza F10 a monte e a valle della situazione contingente
G 1 la trasparenza di ogni atto decisionale. G 2 la non sanitarizzazione delle risposte. G 3 un indispensabile salto di qualità. G 4 una congrua flessibiltà delle strutture. G 5 l’annullamento di ogni ghettizzazione. G 6 il coinvolgimento attivo di operatori ed utenti. G 7 l’appianamento delle discrepanze e delle discrasie esistenti. G 8 la ridefinizione di una nuova figura professionale. G 9 l’adozione di una metodologia differenziata. G10 la demedicalizzazione del linguaggio.
Categoria: Ridicularia (Pagina 52 di 52)
ABORTO/1. Discussione in tram. “Hai sentito la televisione? Distruggendo la foresta amazzonica rischiamo di perdere chissà quali piante preziosissime che potrebbero guarire il cancro”. “Nel frattempo hanno abortito il bambino che crescendo sarebbe diventato lo scienziato capace di sconfiggere il cancro”.
ABORTO/2. Lezione alla Facoltà di Medicina. Professore: “Abbiamo il seguente caso: una famiglia con una lunga storia di handicap, il padre è anziano, la madre è anziana, i tre figli già nati soffrono di varie malattie e deficienze dalla nascita. Ora la madre è di nuovo incinta. Che fare?” Coro degli studenti: “Aborto, aborto”. Professore: “Bravi ragazzi, avete appena ammazzato Ludwig van Beethoven”.



