I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

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LETTERATURA E VERITÀ – reloaded

PERCHÉ SCRIVIAMO?

Sembra una domanda superflua perché è abbastanza chiaro il motivo per cui moltissima gente scrive, e quelli che scrivono sono talmente tanti che ci sono più scrittori che lettori. C’entrano desideri diversi: sfogarsi, raggiungere la “gloria”, dare una lezione a qualcuno che ci è antipatico, eccetera eccetera.

Sarebbe assurdo negare che queste ragioni non abbiano qualche peso nel nostro caso, ma c’è una ragione incomparabilmente più profonda e importante: vogliamo diffondere, nei limiti dei nostri minuscoli poteri, la verità.

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FINCIPIT reloaded

FINCIPIT

(FINTI INCIPIT DI OPERE FAMOSE E IMPORTANTI

E DI ALTRE MENO FAMOSE ED IMPORTANTI)

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Complimenti alla forestale per l’ottima segnaletica.
DANTE ALIGHIERI, Divina Commedia

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
E poi dicevano che le foreste erano scomparse.
DANTE ALIGHIERI, Divina Commedia

Victoria non poteva più fingere con se stessa: ormai pesava più di cento chili.
MARIA CRISTINA ALVONI, Gli occhi della dama

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AFORISMI LETTERARI re-reloaded

AFORISMI LETTERARI

Chi non sa fare un aforisma farebbe bene a rinunciare a scrivere.

Il libro più bello è quello che non si ha il coraggio di scrivere perché rivelerebbe troppo di noi stessi.

Il segreto per vincere un grande premio letterario? Loggia-letto. Ossia: appartenere alla stessa loggia massonica del grande editore e andare a letto col presidente della giuria. Ecco perché è meglio non vincere.

 Si deve scrivere anzitutto per il proprio piacere. Se poi si vendono tanti libri e arride il successo da parte di pubblico e critica, bene. Se no, tanto peggio per il pubblico e la critica.

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POVERI RECENSORI

POVERI RECENSORI,

NON HANNO TEMPO DI LEGGERE

(di Emilio Biagini)

Molti recensori non leggono quello che recensiscono e fanno una figura penosa… Se poi uno il recensore lo fa di professione e non scrive altro, è degno della massima pietà: poveretto, mancando la capacità creativa, si limita a fare le pulci a quelli che, in qualche modo, più o meno, ce l’hanno.

Nella recensione che un ominide ha fatto del mio testo universitario Pianificazione territoriale in Occidente, mi sono visto rimproverare la “scelta casuale” degli esempi di paesi esaminati; ma c’era tutto un capitolo dedicato ai criteri della scelta, sia in base alla teoria dell sviluppo polarizzato, sia in base alle competenze linguistiche, evidentemente sfuggito al distratto recensore. Al sottosviluppato non andava giù che non avessi considerato quel modello di socialismo suicidario che è la Svezia, ma c’era il fatto che allora parlavo solo cinque lingue straniere e lo svedese non era tra queste, e come si fa ad esaminare i documenti degli uffici di pianificazione se non si conosce la lingua? Probabilmente lui sapeva lo svedese o, ancor più probabilmente, era abituato a parlare in base a documenti che non comprendeva, ma siccome era un sussiegoso barone universitario, non si poteva dirglielo sulla facciaccia.

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