I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Tag: medioevo

GIOIA DEL COLLE. Una storica testimonianza di Paul Schubring

Giornale di arte delle costruzioni – Con le pagine aggiuntive – Cronaca artistica e mercato d’arte – Nuova Serie – Anno ventesimo  – Lipsia – Editrice di E. A. Seemann – 1909 [Purtroppo le foto qui riprodotte sono di qualità scadente, forse perché hanno sofferto nel passaggio dalla pagina originale alla fotocopia. N.d.T.]

Paul Schubring

GIOIA DEL COLLE

(traduzione dal tedesco di Emilio Biagini)

Fra i castelli di caccia e le fortezze degli Hohenstaufen, che al tempo di Federico II furono costruiti o ristrutturati in Puglia – si tratta nell’insieme di 20 castelli – fino ad ora veniva considerato più significativo e grandioso Castel del Monte, edificato presso Andria sugli ultimi contrafforti delle Murge. Questa preminenza rimarrà sempre allo splendido ottagono che come una corona riposa sul cuscino di montagne. La localizzazione solitaria, lontana da tutti gli insediamenti civili, ha protetto il castello da ricostruzioni e aggiunte posticce – ma non dai saccheggiatori, che per secoli utilizzarono la potente struttura architettonica come cava di pietra, ed ha strappato e portato via tutto ciò che era trasportabile, non solo l’intero paramento, ma anche le lastre marmoree delle pareti, larghe parti dei pavimenti, dei caminetti, del pozzo, e così via. Così in Castel del Monte si possono solo formulare ipotesi sulla destinazione dei singoli spazi, dove l’imperatore Federico viveva – non vi sono purtroppo documenti su Castel del Monte –, e quali spazi fossero destinati agli ospiti e alla servitù. Parecchio si potrà chiarire dal confronto di Castel del Monte con altri castelli, ad esempio l’interno del castello di Bari offre informazioni dettagliate e siamo in attesa della monografia complessiva sui castelli dell’Italia meridionale del Dott. Haselhoff.

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MOSTRI MARINI O MOSTRI DELLA RAGIONE?

   Gli artisti medievali erano capaci di produrre fantasiose rappresentazioni di mostri marini, in base a dicerie di marinai (Fig. 1), e la tradizione continuò anche nell’età delle grandi esplorazioni geografiche (Fig. 2), in una sorta di terrorismo mitologico, segno di arretratezza, senza dubbio.

Fig. 1 — Mostri marini, simboli del male, dal soffitto della chiesa di San Martino in Zillis, Cantone dei Grigioni seconda metà sec. XII.

Fig. 2 — Immaginari mostri dei mari glaciali, carta geografica di Antonio Lafreri, 1570.

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MOSTRI MARINI O MOSTRI DELLA RAGIONE? reloaded

   Gli artisti medievali erano capaci di produrre fantasiose rappresentazioni di mostri marini, in base a dicerie di marinai (Fig. 1), e la tradizione continuò anche nell’età delle grandi esplorazioni geografiche (Fig. 2), in una sorta di terrorismo mitologico, segno di arretratezza, senza dubbio.

Fig. 1 — Mostri marini, simboli del male, dal soffitto della chiesa di San Martino in Zillis, Cantone dei Grigioni seconda metà sec. XII.

Fig. 2 — Immaginari mostri dei mari glaciali, carta geografica di Antonio Lafreri, 1570.

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LA ZAPPA SUI PIEDI

LA ZAPPA SUI PIEDI

È difficile tradurre l’espressivo termine inglese backfiring. Si potrebbe renderlo con “controproducente”, che tuttavia non rispecchia esattamente il concetto di qualcosa che “spara all’indietro” ottenendo un risultato esattamente opposto al desiderato. Più efficace è l’espressione “darsi la zappa sui piedi”.

La sorte di certe parole è una istruttiva illustrazione di questo fatto. Può accadere che si cominci col coniare un’espressione derisoria, di fatto un insulto, e quella parola si trasformi in titolo di ammirazione e di lode.  I detrattori si danno la zappa sui piedi. Vediamo qualche esempio.

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