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Nel 1979, quando il film è uscito, era già state inventate centrali nucleari intrinsecamente sicure, tali cioè da essere tenute in funzione artificialmente, e da spegnersi da sé per effetto di leggi fisiche nel caso di un malfunzionamento.

Era quindi indispensabile alle suddette lobbies intensificare la propaganda e Hollywood, sempre sensibile al fruscìo dei dollari, non ha esitato a gettarsi nella mischia.

La trama è ridicolmente semplice. Una troupe di una stazione televisiva della California meridionale si reca in una centrale nucleare per girare un segmento per il proprio telegiornale. In presenza dei giornalisti si verifica un improvviso quanto non meglio precisato “incidente”. Si scatena una corsa tra i giornalisti “buoni”, che vogliono indagare sulla cosa e informare il pubblico, e le sullodate oscure forze della reazione che cercano invece di soffocare l’eccitante notizia che la centrale starebbe per trasformarsi in una bomba capace di perforare il pianeta arrivando fino in Cina.

A soffocare una notizia del genere basterebbe una sana risata ma, per vivacizzare l’azione, di per sé letargica, le suddette oscure forze reazionarie scatenano un bel po’ di intimidazioni, omicidi e tentati omicidi.

Sceicchi e petrolieri, commossi fino alle lacrime, ringraziano.

 


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