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L’esperienza di Medjugorje diventa, per l’autore, occasione di profonde riflessioni sul destino umano, sia in senso individuale che universale. Sul piano individuale regna il mistero: moltissimi supplicano per avere miracoli e pochi li ottengono, altri ottengono ciò che non hanno chiesto, o più di quello che hanno chiesto: Dio, nella sua onniscienza, distribuisce i Suoi doni sapendo meglio di noi ciò che è bene per noi. Sul piano universale, ossia riguardante il destino dell’umanità, il mistero non è meno fitto: la fine del mondo è prossima o ci attende una rinascita della Fede e un’epoca migliore di quella spaventosa che sta alle nostre spalle? Il demonio è scatenato come non mai perché ha poco tempo: ma ne ha poco perché il Giudizio finale è alle porte o perché verrà di nuovo incatenato e la storia umana continuerà con una svolta verso il bene?

La Santa Vergine è dunque scesa in campo, a Fatima e altrove, a contrastare le mene del maligno. Le apparizioni di Medjugorje sono esplicitamente collegate a quelle di Fatima, di cui rappresentano il compimento, e fanno parte di un sacrosanto disegno di recupero dei valori cristiani e di risanamento dell’umanità, nella speranza certa che alla fine il Cuore Immacolato di Maria trionferà.

Parimenti, testi e professori descriveranno minutamente il terremoto di Messina del 1908, parleranno del diastrofismo della crosta terrestre, dell’intensità delle scosse, del numero dei morti, delle conseguenze sociali ed economiche dell’evento, ma non diranno mai che la catastrofe fu preceduta da orrende blasfemie e da un’esplicita sfida a Cristo a causare un terremoto. L’affondamento del Titanic è stato studiato nei minimi dettagli, è stato oggetto di innumerevoli pubblicazioni e film melensi su amori sbocciati a bordo e terminati in romantica tragedia, ma solo Rino Cammilleri ci informa delle scritte blasfeme che ne ricoprivano i fianchi, e dell’esplicita sfida al Creatore perché si provasse ad affondarla.

Il diavolo e i suoi accoliti umani si affannano a nascondere queste verità: a far passare le apparizioni come frutto di inganni, allucinazioni, suggestione, o semplicemente a ignorare tutto ciò che contrasta col più squallido materialismo. La Chiesa ha il compito di vigilare, discernendo il grano dalla crusca, perché una delle strategie diaboliche è proprio quella di suscitare false visioni che portino fuori strada. Tuttavia, non sempre i chierici operano al meglio: molti negano per partito preso, e sembra che una rivelazione privata sia per loro un’intrusione nelle loro (peraltro sacrosante) prerogative di unici custodi della verità.

Di fronte alle voci contrarie, Rino Cammilleri dimostra autentico discernimento, applicando il dettato evangelico che prescrive di osservare le conseguenze: se da una presunta manifestazione celeste scaturisca o no del bene. E che il bene fluisca da Medjugorie a fiumi è difficile negare. Di qui la conclusione dell’autore, che faccio mia per intero: “Io ci credo.”

 EMILIO BIAGINI


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