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Bortoluzzi propone un meccanismo di origine delle specie attraverso un complicato sistema di uteri in affitto fra esseri umani e subumani, i cosiddetti “ancestri”. Questo strano inghippo non è verificabile in alcun modo, per cui non ha valore scientifico ed è inutilizzabile anche dal lato filosofico e teologico, restando a tutti gli effetti una semplice illazione campata in aria.

La cosiddetta “Donna” purissima che, nella “rivelazione” bortoluzziana, sarebbe la pretesa “madre dei figli di Dio”, risulterebbe, se vera, di tale importanza che avrebbe dovuto in qualche modo essere almeno adombrata nella Sacra Scrittura o nella Tradizione, mentre non ve n’è la minima traccia. La “Eva”, “madre dei figli degli uomini” sarebbe invece un “ancestro” subumano. Adamo avrebbe generato due discendenze diverse, la buona dalla “Donna” purissima che avrebbe partorito Set, la cattiva da “Eva”, madre di Caino. Le due linee si sarebbero poi ibridate, inquinando la linea “pura”.

La curatrice del libro, Renza Giacobbi, in un’appendice di Genesi biblica, si sforza di spiegare la divergenza dalla rivelazione a Maria Valtorta, contenuta nel primo volume de L’Evangelo come mi è stato rivelato (e pienamente in accordo con quella della Genesi), dicendo che i tempi non sarebbero stati maturi per una “rivelazione” più “esatta”; ma qui non si tratta di semplice esplicitazione di simboli, ma di contraddizioni dirette ed insanabili.

La pretesa “rivelazione” al Bortoluzzi puzza decisamente di zolfo, come si vede anche dalla demagogica “captatio benevolentiae” nei confronti delle femministe. Chiunque abbia familiarità con Maria Valtorta, e con il modo in cui la sua Opera viene accolta, sa che alle femministe la grande veggente non piace affatto. Il testo valtortiano, infatti, confermando in pieno, come sempre, il racconto biblico, sottolinea la gravissima colpa di Eva, maggiore di quella di Adamo. Ora, magicamente, il Bortoluzzi, dopo aver fatto sparire il diavolo, fa sparire anche la donna: tutto il male si concentra in un povero essere subumano, l’“ancestro” di nome Eva, che non è però né il diavolo né la “Donna” purissima. Le femministe possono far festa, i satanisti pure.

In un colpo solo, peccato originale, diavolo, responsabilità di Eva, onnipotenza divina, tutto quanto viene cancellato e sostituito da una danza di ibridazioni andate a male tra esseri umani e subumani, nanerottoli con le orecchie a punta e la lingua rossa in fuori, i ridicoli “ancestri” della cui esistenza sappiamo solo attraverso la vispa penna del Bortoluzzi.

Ad essere indulgenti, don Bortoluzzi era un tipo molto ingenuo e incauto, come dimostra la sua tendenza a comunicare immediatamente le “visioni” che gli si presentavano, addirittura dal pulpito, senza averle prima meditate e senza averne parlato prima, in camera charitatis, col suo confessore e con il suo vescovo.

Il “caso Bortoluzzi” è particolarmente preoccupante, in quanto è in atto una vera e propria campagna per promuoverne le deliranti eresie (ecco i “falsi profeti” del Vangelo), come testimonia la pletora di siti internet che se ne occupano. Vi è anche un sito ufficiale <http://genesibiblica.eu/index.html> che minacciosamente avverte: “ci sono siti Internet che hanno come riferimento “Genesi Biblica” e persone non autorizzate scrivono, impropriamente, messaggi alterati sul contenuto vero della rivelazione ricevuta da don Guido Bortoluzzi. Precisiamo che a nessuno è stato dato mandato o autorizzazione a trasmettere informazioni di qualunque natura a nome nostro.” E poi vi è una costosa mostra a Montecarlo con quadri ispirati a “Genesi biblica”, e un nuovo libro che pretende di associare il Bortoluzzi con personaggi di ben altro livello, come Santa Faustina Kowalska e Maria Valtorta (Meneghello & Priuli 2015).

Attenzione: lo stesso San Tommaso D’Aquino dubitava tanto di se stesso da porre i suoi scritti sull’altare in attesa di un segno che li confermasse. Costoro scrivono una propria autobiografia e modestamente affermano che è stata loro ispirata da Dio in persona. Non basta: “il Signore” ha dato loro “l’ispirazione” di scrivere il libro che contamina la Valtorta con il Bortoluzzi, ed ha pure fornito “l’ispirazione per il titolo del libro, confermata più volte nei giorni seguenti” (ibidem). E non basta ancora: Meneghello & Priuli categoricamente dichiarano: “crediamo che lo Spirito Santo ci abbia aiutato in questo compito” (sic, p. 6). Beati loro che hanno questo filo diretto col Padreterno, che solo pochissimi dei più grandi santi hanno avuto e che, quando l’avevano, temevano sempre di ingannarsi e, vuoi per i salutari dubbi che li tormentavano, vuoi per santa umiltà, dato che erano santi sul serio, si guardavano bene da sbandierarlo.

Occorre non stancarsi di sottolineare l’assoluta estraneità fra la grande veggente de L’Evangelo come mi è stato rivelato e lo pseudo veggente di Genesi biblica. Volerli collegare in qualche modo in quello che Meneghello & Priuli pretendono essere un unico disegno “provvidenziale” significa screditare la Valtorta e dare al Bortoluzzi un’immeritata verniciatura di credibilità. I lettori creduloni accetteranno più facilmente Bortoluzzi pensando che “se è sulla stessa linea della Valtorta vuol dire che dice il vero”. I lettori sospettosi penseranno invece: “se la Valtorta è sulla stessa linea di Bortoluzzi vuol dire che anche lei è un’impostora o una illusa.” In entrambi i casi sarà Belzebù a far festa a spese della stupidità umana.

Il terzo “veggente” che incontriamo in Meneghello & Priuli è proprio il Bortoluzzi che, per i suoi insigni meriti, abbiamo già osannato sopra. Ad ulteriore edificazione degli estimatori del Bortoluzzi, è il caso di aggiungere solo pochi commenti dei sullodati autori: “la rivelazione non è finita con l’ultimo apostolo” (sic, p. 156; nella nostra ingenuità credevamo che le rivelazioni private fossero solo commenti e approfondimenti dell’unica e perfetta Rivelazione, invece sembra che dobbiamo attenderci chissà quali mirabolanti novità); “Dio, nella Sua Misericordia, dopo aver epurato con selezioni di vario tipo l’umanità da quei rami di ominidi più corrotti e irrecuperabili (…) ha voluto recuperare anche ciò che era inesorabilmente perduto, lo Spirito, inviandoci Gesù”, il quale ci ha dato la Vita “trasfondendoci il Suo Sangue” (sic, p. 159). La Redenzione è dunque il recupero della perfezione genetica tramite trasfusione di sangue. Inutile aggiungere altre perle a questa collana di amenità, già abbastanza lunga, ma a chi voglia farsi ancora quattro risate si raccomanda la spettacolosa illustrazione diagrammatica delle “altezze dell’uomo come Figlio di Dio”, dalla “grande visione” di don Guido Bortoluzzi del 15 agosto 1972 (p. 164).

Ad ulteriore sollazzo dei lettori, proponiamo l’accattivante immagine di Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre che ci viene offerta dalle esilaranti “rivelazioni” bortoluzziane. Se qualcuno avesse dubbi sull’identificazione dei personaggi, sappia che Adamo è il roseo (o forse rossiccio) giovanotto sulla sinistra, mentre l’affascinante Eva si trova sulla destra. Il braccio teso di Adamo indica forse che non gradisce gli approcci della conturbante “ancestra”.

IMG 3553 copia 2 

Ebbene sì, confessiamo di aver “piratato” l’immagine di cui sopra da un video (assolutamente esilarante) ambientato nella mostra di Montecarlo. Restiamo a disposizione dell’autore (a noi sconosciuto) del dipinto per la regolazione dei diritti d’autore, anche se riteniamo che, vista la qualità della sua opera, farebbe forse bene a restare anonimo.

Tornando al libro di Meneghello & Priuli, notiamo che esso si conclude con un quarto personaggio, don Stefano Gobbi, che avrebbe ricevuto alcuni messaggi della Santissima Vergine. Anche in questo caso, “spiegazione della Bibbia” è un termine improprio. Si tratta di una rivelazione, se autentica, piuttosto di carattere profetico, non senza divergenze dalla Valtorta, secondo la quale la Bestia apocalittica sarebbe il potere, mentre il Dragone sarebbe la falsa scienza. Per il Gobbi, invece, la Bestia è la massoneria, il Dragone il comunismo. La discrepanza potrebbe essere più apparente che reale: la massoneria è potere, quindi abbiamo due facce della medesima forza anticristiana; inoltre il comunismo, con la sua pretesa “scientificità” basata sul materialismo storico, è in fondo un aspetto della falsa scienza nemica del cristianesimo.

Più difficile è comprendere la confusa affermazione del Gobbi secondo cui “Lucifero, il serpente antico, il diavolo o Satana, il dragone rosso diventa, in questi ultimi tempi, l’anticristo” (p. 176), mentre secondo la rivelazione ricevuta dalla Valtorta, l’anticristo è distinto dal diavolo, e sarà invece un grande uomo di Chiesa divenuto apostata. Ancora più strana l’attenzione riservata all’anno 1998, intorno al quale “la massoneria, aiutata da quella ecclesiastica, riuscirà nel suo grande intento: costruire un idolo da mettere al posto di Cristo e della Sua Chiesa” (p. 177); ma la data fatidica è trascorsa da un pezzo e di quest’idolo non si sa ancora nulla. Se ciò fosse vero, è sicuramente meglio così; speriamo che l’idolo resti nascosto il più a lungo possibile, e soprattutto che non abbia una faccia da “ancestro”..

Sulla rivelazione ricevuta dal Gobbi pesano quindi taluni dubbi e interrogativi, senza che si possa dare una valutazione sicura in un senso o nell’altro. Non contiene comunque assurdità ridicole e palesi contraddizioni col Magistero della Chiesa, quali invece abbondano nelle fantasiose divagazioni del Bortoluzzi.

In conclusione, Dio spiega la Bibbia è un libro fatto apposta per confondere le idee, mescolando autentiche esperienze mistiche riconosciute dalla Chiesa (Santa Faustina Kowalska) o comunque sempre meno contrastate (Maria Valtorta) ad altre incerte o francamente assurde ed eretiche, con aperte ed insanabili contraddizioni fra una “rivelazione” e l’altra, come pure fra una “rivelazione” e la Verità canonica garantita dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione. Il tutto, a dispetto di assurdità e contraddizioni, viene presentato come fosse in perfetto e serafico accordo, e così voluto da Dio in persona, garanti gli autori “ispirati” dall’alto a raffazzonare, per nostra edificazione, questa indigeribile brodaglia.

EMILIO & MARIA ANTONIETTA BIAGINI


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