“Nel Vecchio Testamento si possono trovare dozzine di versi simili [a quelli di Geremia che condannano con parole di fuoco i peccati di Israele e annunciano spaventosi castighi], che forniscono un contesto in cui le polemiche neo-testamentarie possono essere considerate come ‘critica profetica dall’interno’.” (p. 27).
“(…) le affermazioni anti-ebraiche, presenti nel Nuovo Testamento, dovrebbero essere interpretate semplicemente come una delle parti di un accesissimo conflitto religioso. Quello che è venuto a mancare è una valida prova dell’altra parte, ovvero delle sprezzanti espressioni anticristiane presenti in fonti ebraiche, come il Talmud.” (p. 29). [E che dire delle bestemmie anticristiane del Toledoth Yeshu?]














