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Ultimissime su Colombo, non il tenente, ma proprio Cristoforo, quello che si dice abbia scoperto l’America.
Dopo le ultime mirabolanti ricerche di una illustre storica spagnola, che avrebbero dimostrato come lo scopritore sarebbe nato a Sanluri (a proposito, dov’è Sanluri?) e avrebbe appreso le sue profonde conoscenze astronomiche e nautiche vagando per il Campidano, ecco scaturire, dai mitici archivi mercantili genovesi, l’ultima e definitiva verità.
È noto che i genovesi sono quanto mai riservati, specie quando ci  sono di mezzo le palanche, e che in passato essi hanno raggiunto tutte le parti del mondo possibili e immaginabili, senza mai darne notizia ad alcuno, per accumulare palanche in santa pace senza il timore della concorrenza. Centinaia, forse migliaia, di genovesi compirono viaggi come quello di Marco Polo, ma si guardarono bene da spifferare quello che avevano visto. In compenso, dopo aver catturato Marco Polo, gli misero come compagno di cella un certo Rustichello da Pisa, leggermente grafomane, per spremergli tutte le informazioni che potevano.
In America, i genovesi ci andavano a commerciare e a fare palanche molto prima della Scoperta. Infatti, quando i primi vichinghi toccarono le rive del nuovo mondo, si videro offrire dagli indigeni un piatto di trenette col pesto. Dai documenti appare inoppugnabile il fatto che Cristoforo Colombo non fu che uno dei molti genovesi nati in America. I suoi genitori, infatti, avevano lo scagno a Columbus Circle. Stufi di averlo sempre tra i piedi, un giorno gli dissero:
— Basta fare il bamboccione per casa. Vattene in giro per il mondo a guadagnare palanche per conto tuo. —
Invece di “buscar el poniente por el levante”, il giovane Cristoforo andò “buscando el levante por el poniente”. Infatti, dall’America, andò a scoprire la Spagna. Qui giunto, si cambiò il nome in Cristobal, per il gran numero di balle che si mise a raccontare. A forza di balle, Cristoforo riuscì a persuadere i reali di Spagna che andando a ponente invece che a levante c’era da fare una grandiosa scoperta.
In realtà, da buon genovese, aveva solo scoperto il modo di tornare a casa gratis.
Siamo orgogliosi dei risultati di queste profonde ricerche storiche, grazie alle quali la storiografia italiana delle esplorazioni geografiche si eleva allo stesso eccelso livello dell’analoga storiografia spagnola.

MARIA ANTONIETTA NOVARA BIAGINI


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