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LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO TERZO

L’INFATUAZIONE DELLO SPIRITISMO

Seconda puntata

 

Né si salvano dalla puntuta e cornuta critica gramagliesca le visioni degli angeli, che “nascono al di dentro dello stesso processo psichico. Il 13 settembre 1943, il giorno dopo le visioni della Madonna, mentre recita il Confiteor in preparazione alla comunione [E la maiuscola? Eminente teologo, ha dimenticato la maiuscola! Mi sente? No, da quell’orecchio è sordo.] e pensa all’arcangelo Michele, la Valtorta sente la voce di Gesù che le parla dei sette grandi arcangeli presenti al Calvario durante la crocifissione. Il meccanismo psichico scatta immediatamente.” (p. 75).

“Ma certo”, ha commentato il mio barbiere, “era tutto dentro la povera testa della schizofrenica Valtorta, e forse i sette grandi arcangeli non sono mai esistiti, e magari la Crocifissione non è mai avvenuta: è solo una pia leggenda nata dalle allucinazioni medianiche dei quattro Evangelisti. La Madonna, poi, che dà tanto fastidio al PAG, forse non era tanto vergine. Così, a forza di tanta sapienza filologica, di tanto ebraico e greco biblico, di tanta infatuazione razionalistica, di tanta smisurata presunzione, si demolisce la Fede. Ma che importa? Così facendo, si riesce a vivere meglio nel mondo assatanato. Vade retro, Gramaglia.”

“No, no, no,” ho gridato io “a volte è un po’esagerato, ma non è cattivo, e poi sa tanta scienza.” “A dottò”, mi ha risposto il figaro “a forza di leggere queste fregnacce le è già cresciuta la barba oltre misura. Cerchi almeno di salvarsi gli ultimi neuroni che ancora funzionano.”

Nonostante i suoi modi bruschi, il mio barbiere qualche volta non ha tutti i torti perché Ella, illustre tuttologo, cade in confusioni tali da far ridere le galline. Per favore, non le faccia ridere troppo, altrimenti stringono troppo il buco e non escono più le uova, e io vado matto per le uova con la pancetta affumicata.

Il tuttologo infatti va sdottorando (p. 76 corsivo nel testo): “Alcuni episodi carismatici rivelano fenomeni di trasfigurazione analoghi alla trance medianica. (…) Nel ringraziamento della Comunione [Finalmente si è ricordato di mettere la maiuscola! Che stia rinsavendo?] la Valtorta vede improvvisamente la Madonna prendere il bambino dal suo [di chi?] grembo, stringerselo al cuore, baciarlo e ninnarlo, nello stesso tempo continua a vedere chi sta intorno al suo letto (…)”.

La scientifica sapienza del PAG spiega sapientemente il tutto: “si tratta quindi di un’allucinazione medianica. Mentre lei sente la dolcezza beata dell’estasi, gli altri notano un mutamento nella voce e nel volto; la voce rideva e piangeva insieme, mutando totalmente tono, e il viso si era trasformato.” Effetti di questo genere sono ben noti nelle estasi mistiche, ma il PAG, come nota il mio barbiere, “con la solita sicumera, mai sfiorata dal minimo dubbio, ha pronta la sua immancabile spiegazione spiritistica.”

Spiegazione spiritistica che diventa sempre più arzigogolata, man mano che il PAG si infervora (p. 77): “A volte la trasfigurazione somatica del volto è l’indice diagnostico che annuncia un collasso (…) col passare delle settimane, i processi psichici allucinatori si rendono sempre più complessi nelle personificazioni. Dalla semplice luminosità si passa alla delineazione più precisa delle figure, poi al linguaggio e infine alle allucinazioni complesse, nelle quali appaiono sia Gesù che la Madonna. È il risultato di un processo di cui la Valtorta aveva sviluppato i meccanismi psichici di autoipnosi, ma sempre condizionato da momenti di stress o di crisi spasmodiche e cardiache che costringono a stati di sopore, durante i quali scatta il processo psichico della fabulazione fantastica lucida.”

Commento del figaro: “Escludendo a priori il soprannaturale, al quale la sua fede razionalistica e modernista lo rende cieco e sordo, il PAG arzigogola una complicata teoria oscillante tra materialismo e spiritismo, non suffragata da alcuna prova ma spacciata come verità indiscutibile.”

E ancora insiste il tuttologo (p. 79): “Il 29 gennaio 1944 viene elaborata una “analisi” delle voci che interferiscono nelle visioni e indicano soprattutto il senso della scena o i nomi dei personaggi (…). È una specie di indicatore interno che fa comprendere le scene, alcuni particolari importanti e i nomi dei personaggi.” E qui si è accesa una disputa tra me e il mio barbiere, il quale, secondo me, tendeva piuttosto a mancare di rispetto all’illuminato Professor Don tuttologo.

Secondo il figaro, infatti, era incomprensibile come quel genio (veramente ha usato un’altra parola) non fosse mai minimamente sfiorato dal dubbio che visioni tanto complesse, dettagliate, istantanee, in tale quantità e perfettamente logiche non potessero essere inventate di sana pianta da nessuna mente umana.

(continua)


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