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LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO TERZO

L’INFATUAZIONE DELLO SPIRITISMO

Quinta puntata

 

Comunque, bisogna riconoscerLe, illuminato PAG, un grande impegno in difesa della scienza, come dimostrano le Sue profonde osservazioni sull’etere e la propagazione della luce, a proposito delle quali avremo occasione di cantare le Sue laudi nell’ultimo capitolo. Intanto osserviamo quanto cattiva era la Valtorta, infatti (pp. 87-88): “il sentirsi privilegiata e amica intima di Gesù ha portato Maria Valtorta ad un narcisismo arrogante e paranoico: era ossessionata dal bisogno di essere ‘qualcuno’, almeno di fronte a Dio. Ne sono indice due paginette sulla signora Curie (Quaderni, 24 agosto 1943), grande scienziata, morta nel 1934. “Quasi invidiosa o, se si preferisce, santamente gelosa di altre donne, diventate famose, la Valtorta si fa dire da Gesù che è meglio essere una piccola nullità nel campo del sapere ma essere sua, molto sua in questa e nell’altra vita; non le sarebbe piaciuto essere un astro quaggiù e un’opaca nebulosa lassù.”

“Sempre meglio che essere un isterico quaggiù e lassù”, ha commentato il figaro. Non so a chi si riferisse.

E bravo PAG! Grande davvero la scienziata Curie! Era morta nel 1934? Ebbene, Lei ha presenti Hiroshima e Nagasaki? Erano le due città più cattoliche del Giappone, dove i pochi superstiti delle atroci persecuzioni pagane scatenate in seguito alle calunnie dei mercanti olandesi calvinisti, avevano conservato la fede, senza libri, senza preti, solo ripetendo in segreto le preghiere che avevano appreso dai missionari. Il regime massonico mondialista americano, così popolare nei salotti buoni della sinistra, così sorridente, serafico, benefico e beneficante, così propugnatore di ateismo, contraccezione, aborto, evoluzionismo, animalismo, veganesimo, omosessualismo, ambientalismo, decretò la distruzione delle due città, a guerra ormai praticamente conclusa e stravinta.

Non Le dicono niente questi due nomi, illuminato PAG? Proprio lì, in quelle due città nipponiche, undici anni dopo la dipartita della “grande scienziata”, si sarebbero visti i frutti di quella scienza. I funghi coltivati dalla “grande scienziata” non hanno mai cessato di essere un incubo per l’umanità. A queste osservazioni del mio barbiere non ho trovato di che obiettare.

E lui ha continuato: “Naturalmente, avendo decretato che qualunque cosa scriva la Valtorta non è ispirata, non ha nulla a che fare col Cielo, ma scaturisce dal cervello (evidentemente malato) di lei, il PAG ha fatto della veggente una caricatura che esiste solo nel grandioso gramagliesco cervello, dopo di che niente di più facile, ozioso, banale e insulso, accanirsi maniacalmente contro la caricatura.”

Ho fatto osservare che anche un personaggio di grande peso e soprattutto di grande spessore, come Sua Eminenza Monsignor Dionigi Tettamanzi, è d’accordo con Lei nel negare l’origine soprannaturale degli Scritti, e che molti altri eminenti principi, principini, principetti e principotti della Chiesa sono dello stesso avviso, specie se non li hanno mai letti. Sa cosa ha risposto quel petulante di un barbitonsore? “Vuol dire che quando andrà a bussare alla porta di Minosse sarà in buona compagnia.”

Non trovando, nella pochezza dei miei scarsi neuroni e nella mia limitata prontezza di parola, nulla da ribattere, ho lasciato che il barbitonsore continuasse a leggere (p. 88): “Eppure nel febbraio 1944 [la Valtorta] farà chiaramente intendere al suo Padre spirituale che Gesù (cioè lei stessa) vuole siano fatti conoscere non solo i dettati spirituali ma anche le visioni, segno di contraddizione ma pur sempre l’unico strumento letterario rimastole per affermare se stessa. (…) Poco prima (25 gennaio 1944) si era fatto (sic, non sarebbe meglio “fatta”?) dire da Gesù che bisognava scrivere tutto, anche i minimi particolari delle visioni, perché lei doveva essere la cisterna dalla quale Dio intendeva riversare acqua fresca su tutti gli uomini (…).”

Qui forse Ella dimentica qualcosa. Me lo spiega il barbitonsore: “Anzitutto Maria Valtorta aveva riferito che Gesù aveva decretato che l’Opera doveva essere pubblicata solo anonima e dopo la morte del Portavoce. L’incauta e prematura disseminazione degli Scritti da parte dello sventato ‘Padre spirituale’ Romualdo Migliorini e la cocciuta opposizione della gerarchia rese lettera morta queste salutari disposizioni. Secondo: su ordine di Gesù la Valtorta fece distruggere il suo romanzo ‘Cuore di una donna’, che sembra fosse un capolavoro, per non dare opportunità ai dottori difficili di sdottorare che lei aveva scritto l’Opera, e dimostrato di conoscere quello che umanamente non poteva conoscere, solo grazie alle sue qualità di ‘esimia scrittrice’. Siccome i nuovi farisei sono irriducibili, si è comunque trovato qualche sprovveduto che, senza aver mai letto la Valtorta, ha avuto il coraggio di dirlo lo stesso. Il PAG, dottore difficilissimo e di inarrivabile arroganza, ignora del tutto questi fatti così significativi: vuoto di memoria, troppo piena di greco, ebraico, aramaico, ittita, tokariano, atlantoideo ed alta scienza biblica? O qualcos’altro?”

E il mio barbiere ha pure richiamato alla mia attenzione una nota (a pie’ di pag. 88), che io avevo saltato per cercare di non farmi crescere troppo la barba: “Se la scienza non si appoggia a Dio diviene errore che non eleva ma avvilisce”. Si tratta di una frase di Gesù, annotata dalla Valtorta, che Ella, illuminato PAG, riporta con ovvia disapprovazione. È chiaro che Lei è di parere opposto: la scienza non ha alcun bisogno di appoggiarsi a Dio, quindi l’uomo, con la sua intelligenza può benissimo fare a meno di Dio.

“Nella caligine del contorto e provocatorio pensiero gramagliesco,” ha osservato il figaro “questo è come un lampo che illumina un paesaggio pauroso. Se lo mettiamo insieme a un altro lampo osservato in precedenza, e cioè il disgusto per un’apparizione di Gesù, che il PAG osa definire ‘macabra’, ne viene fuori un quadro allucinante. Qui non si tratta più di credere o non credere alla Valtorta. Anche a non crederle, anche a considerare il Tesoro valtortiano un semplice romanzo, un minimo di discernimento vieta di considerare ‘macabra’ la figura di Gesù: è semplicemente questione di decenza e di rispetto.

E l’idea che la scienza non possa prescindere da Dio Creatore, chiunque l’abbia espressa, fosse anche davvero una povera pazza, dovrebbe suscitare l’approvazione di chiunque sia vero cristiano, tanto che moltissimi dei più grandi scienziati erano credenti (non necessariamente tutti cattolici ma comunque cristiani) e pienamente d’accordo con una simile idea: Copernico, Galileo, Keplero, Pasteur, Lemaître e Gamow, tanto citarne qualcuno a caso. E non ha nessuna importanza chi sia a dire qualcosa, se quella cosa è la verità.

(continua)


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