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LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Seconda puntata

Nel volume Lo spiritismo (che la Valtorta correttamente, e in linea col Magistero della Chiesa, giudica diabolico, e che quindi andrebbe evitato e basta), Ella, caro PAG, definisce “scientifica” la parapsicologia, che sembra assumere per Lei un valore superiore allo stesso Magistero. Infatti, illuminato tuttologo, ecco la Vostra inappellabile sentenza: “con la nascita della parapsicologia si è infatti sbloccata l’insostenibile posizione della teologia cattolica che ancora all’inizio del secolo XX affrontava ad esempio il fenomeno con la mentalità tipica dei secoli delle streghe” (sic, p. 9); da cui l’evidente riprovazione (pp. 12-13) per le sacrosante condanne del Magistero contro induzione di poteri paranormali e spiritismo: vedi il decreto della Sacra Penitenzieria nel 1841, l’enciclica del beato Pio IX del 1856, la proibizione del 1900 di S. Leone XIII di leggere di spiritismo con scomunica in caso di esplicita adesione a dottrine eretiche, la condanna del Sant’Uffizio del 1917 anche a chi assiste passivamente a sedute spiritiche.

Ma per carità, cosa mai può contare il Magistero di fronte alla Scienza? Infatti, “per una rilettura di alcuni fenomeni religiosi, ritenuti carismatici sia nell’area cattolica sia nell’area spiritista, l’apporto della parapsicologia scientifica rimane senza dubbio ineludibile” (p. 26). Ormai lo sappiamo, Ella non ha mai dubbi, neppure quando sentenzia sull’etere come mezzo di trasmissione dei fenomeni paranormali.

Leggiamo le alate parole (p. 40): “L’etere (…) composto probabilmente di neutrini (1012 elettro-neutrini per centimetro cubo con enorme densità energetica), viene identificato con una specie di ‘Spazio sostanziale’, presentato come un involucro esterno dell’Assoluto energetico.” Sembra molto scientifico ma posso assicurarLa che l’unico etere esistente riguarda la chimica, ed è una sostanza organica detta etere etilico, dietiletere o etossietano. Invece come entità fisica che dovrebbe spiegare la propagazione della luce non esiste proprio. Mentre scaldavo i banchi, neppure all’università, ma già al liceo, ho infatti sentito parlare del famoso esperimento di Michelson-Morley che, dimostrando appunto l’inesistenza dell’etere, aprì la via alla relatività di Einstein.

Passando a scaldare altri banchi, all’università, mi è stato spiegato ancor meglio che l’etere era stato ipotizzato come mezzo di propagazione della luce e che il moto di rivoluzione della Terra avrebbe dovuto generare un “vento di etere”, e questo avrebbe comportato una diversa velocità della luce nelle varie direzioni e, di conseguenza, uno scorrimento delle frange di interferenza al ruotare di un interferometro rispetto alla direzione del vento di etere. In realtà la velocità della luce restava costante in ogni direzione. Di qui partì Albert Einstein assumendo la velocità della luce come costante universale. Ma forse l’erudito PAG sa già tutte queste cose. Solo si è un pochino confuso avendo inavvertitamente inalato etere (quello etilico), o altro composto etilico durante la compilazione dei suoi impagabili zibaldoni, in cui parolone pseudoscientifiche come “Spazio sostanziale” e “Assoluto energetico” tentano invano di mascherare il nulla. Ne prenda nota, emerito panzanoforo! Gnurant!

Passiamo alle esperienze extra-corporee (p. 65), che Ella prende ad occasione per lanciare stoccate al misticismo cattolico: “(…) i soggetti hanno l’impressione di trovarsi sospesi a mezz’aria, vicino al soffitto, e di osservare dall’alto il loro corpo fisico; allo stesso modo molte allucinazioni religiose, che danno origine ad apparizioni, proiettano i personaggi a mezza altezza, come avviene ad esempio a Medjugorje.” Sempre e solo allucinazioni, mi raccomando: se Domineddio in persona Le apparisse, Ella direbbe che è stata un’allucinazione.

Fra misticismo e spiritismo, Dio e il diavolo, il minestrone è assicurato (p. 93): “Qualche suora o qualche pia donna cattolica a tendenza mistica crede ad esempio di ricevere istruzioni direttamente da Gesù Cristo, trascrivendole di volta in volta a macchina; a livello psichico pare trattarsi di un fenomeno analogo alla scrittura automatica praticata dagli spiritisti (sic!), che ne attribuiscono però l’origine alle entità disincarnate.” E a questo punto Ella cita in nota, come esempio, il suo “studio” su Maria Valtorta, del quale abbiamo già potuto apprezzare la serietà e il senso della misura.

La meditazione religiosa, in cui il pensiero sarebbe orientato verso percezioni di immagini mentali di tipo celeste, darebbe luogo soltanto a semplici fenomeni di tipo parapsicologico (p. 106), mentre “Influenze telepatiche sarebbero alla base di apparizioni, che si ridurrebbero ad “allucinazioni collettive” di piccoli gruppi di adolescenti o “di grandi folle in preda all’emotività e alla suggestione.” (p. 107). Ed ecco liquidate Lourdes, Fatima, Medjugorje, ecc. ecc. Gli atei possono dormire tranquilli: a demolire i messaggi celesti ci pensa il Gramaglia.

Padre Pio? Ma per carità! “I guru orientali ‘sentono’ a volte messaggi dei loro maestri lontani, come anche il giovane Padre Pio da Pietrelcina ‘sentiva’ a volte le reazioni di alcune donne, più instabili che carismatiche, alle quali si era legato per cosiddetta (sic!) direzione spirituale”. (p. 108). E “non pochi sensitivi, sia uomini sia donne, vissuti in un intenso clima religioso, riuscivano a leggere nei cuori di altri, rivelando loro i peccati passati e stimolando processi di conversione.” (ibid.). Ma, caro PAG, sembra che neppure il bene evidente della conversione riesca ad indurLa a credere che in questi casi agisca Dio. “Ma che razza di prete è?” mi hanno domandato tutti i miei vari consulenti, e io non ho saputo cosa rispondere.

La sorprendente vena dissacratoria di un teologastro come Lei (la definizione è del mio barbiere) rende difficile a me, che sono Suo devoto ammiratore, commentare punto per punto le Sue esternazioni, per cui mi limito ad additarne qualcuna all’ammirazione dei posteri. La “vita mistica” avrebbe “analogie psichiche con gli effetti delle droghe”. Ciò sarebbe evidente essendovi “la stessa ebbrezza per la pretesa illusoria di aver scoperto una dimensione totalmente nuova e insospettata del cosmo.” (p. 199).

“Naturalmente sono anche rovesciati gli schemi noseologici normali poiché l’accesso agli stadi superiori di conoscenza cosmica del mondo psichico sono rappresentati in scala decrescente dagli sprazzi cosmici di luce (percepiti sotto forma di intuizioni, cioè di comprensioni dirette senza alcuna riflessione analitica), dalle esperienze mistiche, dalle ispirazioni (intensi contatti con il mondo psichico), dalle esperienze dei medium e dalle percezioni extrasensoriali.” (p. 200). Il minestrone a me piace, ma il minestrone della Sua prosa, illuminato tuttologo, è del tutto indigesto.

“Nell’area cattolica, come ho fatto notare, molti eventi parapsicologici erano attribuiti al diavolo, mentre nell’area spiritista sono sempre riferiti alle anime dei morti.” (p. 220). Ed è ovvio che Ella propende a dar ragione agli spiritisti e a prendere sul serio le loro comunicazioni, che in realtà non sono affatto con le “anime dei morti”, ma col diavolo.

Tra i cosiddetti “fenomeni medianici” Ella annovera anche le stimmate, o meglio “lo stimmatismo (eritemi, lesioni o escrescenze carnose sui medium; alcuni parlano però di semplice ideoplastia, potere elasticizzante del pensiero del soggetto).” (pp. 221-222). Meno male che ci sono gli illuminati come Lei a sottrarci alle suggestioni di gente burlona come Padre Pio! Grande idea, poi, l’ideoplastia: quando non sanno come spiegare “scientificamente” un fenomeno, ecco che gli appioppano un nome e credono così di aver messo tutto a posto.

“Dal punto di vista scientifico si preferisce oggi ipotizzare una forma di energia parapsichica, che non esiste a livello di misteriosa Entità autonoma, essendo collocata nell’ambito delle dimensioni dell’inconscio umano.” (p. 225). “Scientifico”! Ma mi facci il piacere.

La levitazione sarebbe un processo parapsicologico in alcuni casi dovuto al fatto che il soggetto sente che la sua esistenza quotidiana è intollerabile e cerca di sfuggirvi mediante un’affermazione di potere e una soddisfazione di compenso. È quanto Ella, illuminato tuttologo, sostiene, accettando acriticamente la tesi della parapsicologa Anna Maria Turi. Ecco quindi che (p. 233) la levitazione ha “un carattere onirico per chi l’esperimenta, anche se la forza endogena che vi agisce sintetizza un contenuto rappresentativo interno con un mezzo esterno, trasformando un fatto mentale in un fatto concreto.” Bene: “Domani penso intensamente di essere Raul Bova e vedrai che strage di cuori faccio”.

L’emanazione di profumi è segnalata spesso in soggetti in contesti religiosi (vedi San Giuseppe da Copertino, San Padre Pio, Maria Valtorta, ecc. ecc.). Si tratta, secondo il Suo illuminato parere, di fenomeni facilmente manipolabili con trucchi consci o inconsci (p. 240). Neppure un cenno all’eventualità che si tratti di fatti mistici autentici. Commento : “Giusto: i santi sono sempre stati ottimi clienti di Coco Chanel.”

“Se poi si sognano demoni o angeli con le ali, si tratterebbe di spiriti beffardi che modificano il loro involucro semi-materiale, cioè il loro perispirito (sic!), e prendono ogni sorta di forme per manifestarsi, onde farsi gioco della credulità di chi sogna, soprattutto se frequenta la chiesa e crede alle sue superstizioni.” (p. 245). Commento: “Meno male che c’è Lei, illuminato PAG, a liberare la Chiesa da superstizioni come la fede negli angeli”.

(continua)


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