I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Tag: inferno

LIBRO PRESSOCHÉ INTROVABILE FINALMENTE TROVATO

Avevano cercato di farlo sparire anche dall’usato.

Conteneva l’articolo imbarazzante (per i massoni) di Giulio Di Vita, dal titolo “Finanziamento della spedizione dei Mille”, dal quale si apprendeva la sordida storia dei fondi massonici usati per corrompere le alte gerarchie militari del Regno delle Due Sicilie e spianare la strada all’avventuriero Garibaldi. Naturalmente i fratelloni anglosassoni pretesero la restituzione del denaro e il governo dell’Itaglietta pagò, con i soldi dei sudditi, settuplicando i gravami fiscali, fra l’altro con la geniale tassa sulle dimensioni delle finestre e quella sul macinato. Ecco quindi finestre piccolissime dalle quali entrava pochissimo sole e tanta tubercolosi, e fame, tanta fame perché il grano era alle stelle.

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FUORI DALLA UE SUBITO

POST

RIPETUTAMENTE SOPPRESSO

DA FACEBOOK,

EVIDENTEMENTE DAVA FASTIDIO

AI PADRONI DEL MONDO

COMMENTO:

L’Italia sta in piedi grazie a quei pochi che credono e pregano.

Satrapi dell’Europa cosiddetta “unita”, vi credete potenti perché avete dietro montagne di denaro, ma quelle montagne franeranno e vi seppelliranno.

Continuate pure a promuovere darwinismo, ambientalismo, gender, terrore mediatico-sanitario, continuate pure ad insultare, calunniare, perseguitare, infangare i seguaci di Cristo e i legittimi rappresentanti del popolo italiano.

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LA VERITÀ E QUELLI CHE LA ODIANO

L’obiettivo dei satanisti che oggi menano la danza non è l’ateismo, ma il panteismo tribale, che adora la creatura dimenticando il Creatore, condito di urla isteriche contro chiunque abbia il coraggio di additare la Verità, col favore di tutti i media okkupati, di tutti i vari templi, tempietti e vespasiani universitari ben forniti di codici e(me)tici, e col sostegno di leggi aberranti e nemiche della vita. L’odio di questi ciechi sventurati non risparmia nessun punto della Verità. E ogni punto della Verità condanna costoro e il loro odio. Anzitutto li condanna come violatori di tutti e dieci i Comandamenti. Giova ricordarli perché qualcuno potrebbe averli dimenticati. “Io sono il Signore Dio Tuo: Non avrai altro Dio fuori che me. Non nominare il nome di Dio invano. Ricordati di santificare le feste. Onora il padre e la madre. Non uccidere. Non commettere atti impuri. Non rubare. Non dire falsa testimonianza. Non desiderare la donna d’altri. Non desiderare la roba d’altri.

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LA SUPEREMINENZA

(Iena ridens)

“Supereminenza, nell’Islamistan hanno sgozzato altri duecentocinquanta cristiani.” “Parli piano, non vorrà mica turbare l’atmosfera del dialogo?”

“Supereminenza, in Turbidistan hanno decapitato altri duecento cristiani…” “Non mi secchi adesso. Sto preparando l’omelia di apertura al congresso dei transgender.”

Incontro ecumenico. La Supereminenza: “Cari fratelli, preghiamo per la fratellanza universale e l’ambiente.” Il rabbino: “Preghiamo per la pace in Medio Oriente.” Il mullah: “Che Allah misericordioso ci conceda di sterminare tutti gli infedeli”. Il segretario della Supereminenza: “Ma ha sentito cos’ha detto?” La Supereminenza: “Sì, ma chi sono io per giudicare?”

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MISTICA E MISCONOSCIUTA: IL CASO DI MARIA VALTORTA reloaded

“Se un’immensa sconfinata rosa, fatta di una luce rispetto alla quale quella di tutti gli astri e i pianeti è scintilla di focolare, smuovendo ad un vento d’amore i suoi petali desse suono, ecco qualcosa che potrebbe assomigliare a quanto vedo e odo, e che è il Paradiso tuffato nella luce d’oro della Trinità Ss. coi suoi abitanti di luce diamantina”.

L’autrice di questo brano è una mistica contemporanea, che appena adesso (e non senza opposizione da parte di chierici progressisti, come già si era verificato per San Padre Pio) si comincia a conoscere e ad apprezzare: Maria Valtorta (Caserta 1897-Viareggio 1961) (vedi ), una persona di limitata cultura, che aveva compiuto solo studi tecnici, il cui unico pregio intellettuale era quella di avere un’eccellente memoria, che le permise di riportare nei minimi dettagli ciò che vedeva. La Valtorta fu paralitica per gran parte della sua vita. Inchiodata a letto senza avere la possibilità di compiere alcuna ricerca, senza conoscere alcuna lingua orientale, senza aver mai lasciato l’Italia, descrisse in modo dettagliatissimo la vita del Salvatore, dimostrando di conoscere perfino la conformazione del territorio, incluse descrizioni di peculiari formazioni rocciose (confermato da un geologo che aveva lavorato in Palestina) e le minute differenze di pronuncia della lingua ebraica tra la Galilea e la Giudea. Costei più volte ebbe la visione della rosa paradisiaca e più volte la descrisse, anche in assai maggior dettaglio rispetto alle poche righe riportate sopra. La visione corrisponde esattamente all’immagine del Paradiso nella Divina Commedia come “candida rosa” (Canto XXXI, 1-3), oggetto di una delle più impressionanti tavole disegnate da Gustavo Doré nella grande edizione illustrata del Poema.

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