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“Supereminenza, nell’Islamistan hanno sgozzato altri duecentocinquanta cristiani.” “Parli piano, non vorrà mica turbare l’atmosfera del dialogo?”

“Supereminenza, in Turbidistan hanno decapitato altri duecento cristiani…” “Non mi secchi adesso. Sto preparando l’omelia di apertura al congresso dei transgender.”

Incontro ecumenico. La Supereminenza: “Cari fratelli, preghiamo per la fratellanza universale e l’ambiente.” Il rabbino: “Preghiamo per la pace in Medio Oriente.” Il mullah: “Che Allah misericordioso ci conceda di sterminare tutti gli infedeli”. Il segretario della Supereminenza: “Ma ha sentito cos’ha detto?” La Supereminenza: “Sì, ma chi sono io per giudicare?”

“Supereminenza, l’insegnante di religione alla scuola di Trillorampuzio ha parlato del peccato impuro contro natura.” “Ha detto mica che con quello si va all’inferno?” “Anzi. Ha detto che è una cosa bella e meritoria.” “Ah, meno male.”

“Supereminenza, l’insegnante di religione alla scuola di Pizzopernacchio ha detto che l’inferno non c’è.” “Bene. Come si chiama?” “Si chiama… aspetti che me lo sono segnato… si chiama Draghignazzo De Satanassis.” “Bisogna tenerlo presente appena si libera un incarico importante in curia.”

“Supereminenza, l’insegnante di religione alla scuola di Fungorifungo ha detto che l’anticristo sarà un altissimo prelato traditore.” “Accidenti, come ha fatto a scoprirmi?”

Un gruppo di vecchi amici aveva l’abitudine di riunirsi intorno al caminetto a narrare storie a turno, ognuna seguita da un brindisi di ottima “sgnappa”. Uno di loro raccontò: “Cari amici, siamo nell’antichità, a Siracusa: un giorno una vecchia fu vista portare sacrifici agli dei e pregare per la salute del tiranno Dionigi. ‘Ma sei scema,’ la rimproverarono gli astanti “bisognerebbe pregare perché il tiranno crepi.’ Lei rispose: ‘Ma non capite? Ne può sempre venire uno ancora peggio.’ Ed ora, amici, brindiamo alla salute della Supereminenza.”


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