I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

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LAODICEA COLPISCE ANCORA

UN PIANO BEN RIUSCITO

Molti si sono cimentati nel rivelare le astuzie e le malvagità del signore delle mosche. In epoche più felici, quando la vita, la morte, l’immortalità, la salvezza dell’anima, erano cose serie, vi si pensava e se ne scriveva più sovente, e molto ne parlò il più sublime poeta di tutti i tempi, Dante Alighieri. Nell’Olanda del Seicento ne scrisse il grande poeta cattolico Joost van den Vondel, specie nei suoi drammi biblici “Lucifer” e “Adam in ballingschap” (per chi, nel colto pubblico, eventualmente non conoscesse troppo bene la splendida lingua nederlandese, “ballingschap” significa “esilio”; forse non è il caso di insultare l’intelligenza dei due lettori e mezzo di questo scritto dicendo che “Adam” vuol dire “Adamo”, “Lucifer” significa “Lucifero”, e “in” è “in”), mentre in Inghilterra il suo contemporaneo puritano Milton quasi esaltò la ribellione satanica (anzi, la esaltò proprio) nel suo poema “Paradise Lost” (per chi, nel colto pubblico, eventualmente avesse dimenticato a casa il dizionario inglese, “lost” significa “perduto”, e “paradise” ha forse qualcosa a che fare con “paradiso”).

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A PROPOSITO DI SCOMUNICHE

Il domenicano Girolamo Savonarola iniziò la predicazione dei Quaresimali – era il 17 Febbraio 1496 – con queste parole:

Fatti in qua, ribalda Chiesa, fatti in qua ed ascolta quello che il Signore ti dice: Io ti avevo dato le belle vestimenta, e tu ne hai fatto idolo. I vasi desti alla superbia; i sacramenti alla simonia; nella lussuria sei fatta meretrice sfacciata; tu sei peggio che bestia; tu sei un mostro abominevole. Una volta ti vergognavi dei tuoi peccati, ma ora non più. 

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QUEI SACERDOTI PEGGIO DEGLI STESSI DEMONI

Dal diario di Santa Veronica Giuliani:

“Questa notte, dopo lungo travaglio, ho avuto il raccoglimento nel quale il Signore mi ha fatto vedere una moltitudine di Sacerdoti, tutti con abito sacerdotale; ma anche, nel medesimo punto, mi ha fatto comprendere che, fra essi, vi sono molti Giuda e suoi nemici: […]. In un subito, una parte di essi sono divenuti come mostri infernali e peggio che gli stessi demoni.”

Gesù [disse]: “per questi tali, non vi è nessun rimedio, perché di continuo, mi calpestano e mi flagellano». Cosi dicendo, volto tutto severo, ha detto: «Ite, maledetti!». Oh, Dio! In un subito, li ho veduti sparire come densissimo fumo. Quelli, invece, che erano restati con la veste sacerdotale, il Signore li ha benedetti, e li ha confermati padroni del suo Corpo e del suo Sangue (D 1,926).

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A PROPOSITO DI SCOMUNICHE

Il domenicano Girolamo Savonarola iniziò la predicazione dei Quaresimali – era il 17 Febbraio 1496 – con queste parole:

Fatti in qua, ribalda Chiesa, fatti in qua ed ascolta quello che il Signore ti dice: Io ti avevo dato le belle vestimenta, e tu ne hai fatto idolo. I vasi desti alla superbia; i sacramenti alla simonia; nella lussuria sei fatta meretrice sfacciata; tu sei peggio che bestia; tu sei un mostro abominevole. Una volta ti vergognavi dei tuoi peccati, ma ora non più. 

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IL TAMERISCO NELLA STEPPA

IL TAMERISCO NELLA STEPPA

Una domenica, dopo la Santa Messa, un gruppo di amici alquanto cattolici sedevano intorno ad un tavolo all’aperto (infatti era piena estate), bevendo (moderatamente) vino e raccontandosi a turno storie edificanti o citando e spiegando qualche brano della Sacra Scrittura. Dopodiché il narratore proponeva un brindisi. Questo curioso modo di stare insieme imitava quello degli abitanti della Georgia, paese che, per grazia di Dio, si era liberato per sempre della barbarie comunista senza cadere nella barbarie mondialista, e dove di recente gli amici erano stati in un viaggio turistico organizzato dalla loro parrocchia.

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L’INFILTRAZIONE MASSONICA NELLA CHIESA

APOSTASIA

APOSTASIA DI ROMA

“I sacerdoti, ministri di mio Figlio, i sacerdoti, con le loro vite malvagie, con la loro irriverenza e la loro empietà nella celebrazione dei Santi Misteri, con il loro amore per il denaro, il loro amore per gli onori e i piaceri, i sacerdoti sono diventati pozzi neri di impurità. Sì, i sacerdoti chiedono vendetta e la vendetta incombe sulle loro teste. Guai ai sacerdoti e quelli dedicati a Dio che con la loro infedeltà e la loro vita malvagia stanno crocifiggendo mio Figlio di nuovo! I peccati di coloro che sono consacrati a Dio gridano al cielo e chiedono vendetta e ora la vendetta è alla loro porta, perché non c’è più nessuno che implori misericordia e perdono per il popolo. Non ci sono più anime generose, non c’è più nessuno degno di offrire un sacrificio all’Eterno per il bene del mondo. […] Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’anticristo.” (Mélanie Calvat, Apparizione della Beata Vergine sul monte di La Salette, Lecce, 1879).

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TEMPI GRAMI

MENU DEL BAR “TEMPI GRAMI” – VIA DELLA SFIGA, 17

Insalata alla Bergoglio: frullato di indietristi e sgranarosari con sangue di Giuda.

Panino “Tempi grami”: due fettine di pane stantio con lo scontrino in mezzo.

Cocktail Monti: acqua sporca, colorante, spruzzo di fiele, agitato non mescolato.

Caffè Fornero alla lacrima: fondi neri riciclati di caffè, spine di scorfano, lacrime di coccodrillo.

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UN PICCOLO CONSIGLIO

La palude di mondialismo satanico in cui ci troviamo è tipica dell’Apocalisse che si sta sempre più rivelando.

Ci permettiamo quindi un amichevole consiglio a tutti, anzi un duplice consiglio:

  • recitare quotidianamente il Santo Rosario,
  • consacrarsi alla Santissima Vergine secondo gli insegnamenti di San Luigi Maria Grignion de Monfort, contenuti nel  Trattato della vera devozione alla Santa Vergine.
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    CATECHISMO ECUMENICO

    Salve, sono un prete cattolico. Noi non ci sposiamo (finora). Ma questo non vuol dire che non troviamo modo di esercitarci sul lato A e soprattutto su quello B. Nostro compito è assistere i poveretti, costruire ponti non muri perché entrino tanti bei negroni muscolosi e appetitosi, e predicare la misericordia per tutti senza condannare mai nessuno perché perfino Giuda Iscariota potrebbe essersi salvato. Gli unici da condannare sono gli sgranarosari e certi nostri colleghi che insistono  coi dubia, con le lagne latine e col Vangelo, mentre non si sa cosa abbia detto quello là, dato che non c’erano registratori.

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