I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Ridicularia (Pagina 33 di 52)

LA PATERNA ESORTAZIONE

LA PATERNA ESORTAZIONE

Seguendo la paterna nonché apostolica esortazione della Sacra Corona, il vecchio parroco don Tanfurio ospitò in canonica un giovane rifugiato, di quelli che il Quarto Reich ci ordina di andare a prendere nei dintorni di Pantelleria. L’ospite era molto pio e pregava regolarmente cinque volte il giorno rivolto alla Mecca, e storceva il naso disgustato ogni volta che la perpetua a pranzo gli offriva dell’ottimo prosciutto.

Ben presto, valendosi della generosa legge politicamente corretta, del “ricongiungimento familiare”, il gradito ospite fece arrivare le sue quattro mogli, un po’ di suocere e uno stuolo di bambini che rallegrarono la tetra canonica coi loro rumorosi giochi. Un giorno il vecchio don Tanfurio sfiorò con una carezza il capo di uno dei piccoli. Il grazioso frugoletto si mise immediatamente ad urlare che l’infedele l’aveva “toccato” e l’intera famiglia ospite si riversò sul parroco e sulla perpetua riempiendoli di sganassoni.

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OH, SIGNORA, CHE PIACERE FARE LA SUA CONOSCENZA

OH, SIGNORA, CHE PIACERE FARE LA SUA CONOSCENZA!

 

 Quadro primo. Un caruggio del centro storico nella Superba città di Mezastrassa.

UNA MONDANA – Vegni chi, battùsu, vamme a cattà ‘sta meixinn-a. (trad.: Vieni qui, monello, vammi a comprare questa medicina.)

RAGAZZINO – Sübitu, scignua. (trad.: Subito, signora.)

(Il ragazzino, o battùsu che dir si voglia, va a fare la commissione.)

 

 Quadro secondo. Dieci anni dopo, in un decoroso quartiere di periferia nella Superba città di Mezastrassa, un po’ meno superba dopo la lunga cura di “decrescita felice” dell’illuminato e aristocratico sindaco.

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CRITICITÀ NIVOLOGICA

CRITICITÀ NIVOLOGICA

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DAI DETTI MEMORABILI DI MONSIGNOR ANGUILLA

Emilio Biagini

DAI DETTI MEMORABILI DI MONSIGNOR ANGUILLA

Il matrimonio è indissolubile ma non infrangibile.

Benedicendo gli adulteri riconosciamo la validità del rapporto.

Benedicendo i “ghei” riconosciamo ancora meglio la validità del rapporto.

Peccato mortale? Chi sono io per giudicare?

La condanna eterna non è compatibile con la miserico-o-o-o-ordia.

L’inferno non c’è o, se c’è, è vuoto perché tutti sono chiamati e non è scritto da nessuna parte che gli eletti siano pochi. Non esiste un Dio cattolico, ma il Dio di tutti, il Dio della natura. Martin Lutero era ispirato dallo Spirito Santo. Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene.

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PILLOLE DI DISCUSSIONE

Emilio Biagini

PILLOLE DI DISCUSSIONE

 

1 –

Perché guardi estatico quella pianta?

Perché mi ispira a meditare sull’essenza del mondo.

E sarebbe?

L’essenza del mondo è il nulla, da cui bisogna liberarsi per entrare nel nirvana.

Benissimo, allora, aspetta che mi prendo un po’ di nulla per fare il prebuggiun.

 

2 –

Ma il regime, che ama tanto accogliere i migranti, come farà, alla lunga, a far convivere l’islam con tutto il cucuzzaro laicista (femminismo, omosex, laicismo, aborto, eutanasia)?

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LE RAPALLIADI RELOADED-3a laude

LE RAPALLIADI RELOADED

Degni son di laudi e onori

questi bei ‘ministratori

dell’amena cittadina

che somiglia a una vetrina,

e che fa rima con sballo,

e con callo e con cavallo,

ma purtroppo, senza appello,

non fa rima con cervello.

 

Terza laude

 

Cala il sole molto presto

e d’inverno è buio pesto;

nelle curve alquanto oscure

non si vedon le fessure,

nel sinistro marciapiede

a tuo rischio metti il piede.

Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 1 copia

“Di lampion ce n’è abbastanza

abbastanza e ce n’avanza”,

dice l’amministratore

con serafico candore,

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LE RAPALLIADI RELOADED-2a laude

LE RAPALLIADI RELOADED

Degni son di laudi e onori

questi bei ‘ministratori

dell’amena cittadina

che somiglia a una vetrina,

e che fa rima con sballo,

e con callo e con cavallo,

ma purtroppo, senza appello,

non fa rima con cervello.

 

Seconda laude

 

L’amministrator provetto

ha ben chiaro il suo concetto:

Disastro marciapiede 2

“Poiché il centro è la vetrina

dell’amena cittadina,

il cui nome inizia in Rap,

proprio come il ballo rap,

Disastro marciapiede 4

fa che pieno sia di fiori

che lo sguardo vi innamori,

sia perfetto il marciapiede,

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LE RAPALLIADI RELOADED-1a laude

LE RAPALLIADI RELOADED

Degni son di laudi e onori

questi bei ‘ministratori

dell’amena cittadina

che somiglia a una vetrina,

e che fa rima con sballo,

e con callo e con cavallo,

ma purtroppo, senza appello,

non fa rima con cervello.

 

Prima laude

 

Alberghetti 

Un pezzetto di alberghetto

è caduto giù dal tetto,

sulla testa di un turista

che un po’ brutta se l’è vista.

L’amministrator sagace

di quel fatto si compiace:

“E se un pezzo ancor più grosso

a qualcuno spacca un osso,

se distrugge qualche testa

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BARZELLETTE dalla B alla C

BALZAC E IL LADRO. Una notte il grande romanziere Honoré de Balzac fu svegliato da rumori sospetti, si alzò dal letto e scoprì un ladro che stava rovistando nel suo studio. Senza scomporsi (non era ancora epoca di extracomunitari col coltello), gli disse: “Sei proprio scemo; tu cerchi denaro di notte dove io non riesco a trovarlo di giorno”.

BAMBINO IN TRENO. Un signore e un bambino siedono in uno scompartimento di un treno in corsa che oscilla vistosamente. Ad un tratto il bambino comincia a lamentarsi: “Cacca, signoe, cacca.” Il signore imbarazzatissimo: “Ma bambino, cosa vuoi che faccia? Adesso arriverà la tua mamma e ci penserà lei.” “Ma cacca, signoe, cacca.” “Oh, santo cielo, adesso cosa faccio?” Il bambino sempre più allarmato: “Cacca, signoe, cacca.” Patapumfete, una pesante valigia scivola dalla reticella e si abbatte sulla testa del signore che si lamenta: “Ahi, ahi, dannazione, che botta…”. E il bambino: “Ie avevo detto, signoe, che caccava.”

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DILEMMA SARDONICO

DILEMMA SARDONICO ALL’UNIVERSITÀ

De bello sardonico

Quesito.

Immaginate di essere professore all’università di Rottocoglione e che un preside col vuoto sopra (perché calvo) e dentro il cranio, vi accusi di essere politicamente scorretto, perché ha ricevuto l’imbeccata da studenti di incerto genere e di vacillante intelletto. Alcuni colleghi lo sostengono, e quindi, se valesse pena di prenderli in considerazione, potreste ritenerli vostri nemici. Altri colleghi dicono, invece, che, pur non condividendo le vostre idee politicamente scorrette, opinano che abbiate il diritto di esprimerle. La domanda è: a chi sputare in faccia?

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