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Valenti custodi di strana dottrina,
intenti a filare la lana caprina,
godete, godete dei vostri successi,
la lode del mondo non è per i fessi;
intenti a schivare qualunque contrasto
appena si tocca sensibile tasto;
col mondo d’accordo andate sicuri,
convinti che il mondo a lungo ancor duri;
hosanna a chi sa due padroni servire,
in basso il demonio vi sta ad applaudire.

LA GONFESSIONE DEL GOMPLOTTISTA PENTITO
Come dicono le galline politicamente corrette che non sanno pronunciare la lettera “c”, io gonfesso (sic) di essere un gomplottista (ri-sic), e di ciò mi pento e mi dolgo.

La mia distorsione gomplottista mi ha impedito di vedere che, invece, è tutto così chiaro e limpido, come ben sanno perfino le galline.
E guindi (sic) non esito ad ammettere guanto (ri-sic) segue:
La televisione racconta la pura verità.
La stampa è indipendente e obiettiva. L’ha detto l’Araldo Repubblicardo.

Ecco la faccia sorridente di un giuda.
A tutto pensano fuorché alla salvezza delle anime. I preti politicanti sono i peggiori giuda, e dopo il concilio spadroneggiano nella Chiesa, sostenendo il potere mondialista dei banchieri usurai.
I cattolici progressisti e postconciliari smaniano per andare d’accordo con tutti (purché non siano cattolici). Tanto gli slogan vuoti come “Andiamo tutti insieme incontro a Cristo”, “Cerchiamo ciò che unisce e non ciò che divide”, “Costruiamo ponti, non muri”, non costano nulla ed hanno un bel suono così buonista. Ma gli “altri” non pare proprio che si siamo mossi di un capello dalle loro posizioni. Fuori della Chiesa sono e fuori della Chiesa restano. Nemici erano e nemici restano. Calunniatori erano e calunniatori restano, e non c’è atrocità di cui non abbiano ingiustamente accusato la Chiesa (non per niente il diavolo è “colui che accusa”). Non c’è trucco per screditare la Chiesa che non abbiano adottato (vedi la squallida vicenda della datazione taroccata della Santa Sindone al radiocarbonio). Persecutori erano e persecutori restano.
(Buongiorno, colleghi, vi vedo particolarmente arzilli, oggi.)
L’ASSEMBLEA DEI PAPPAGALLI
“Ma perché tanto si offende?
perché tanto se la prende?”
“Io gli ho detto solamente
che è un cretino incompetente.”
“Io invece gli ho sol detto:
‘Sei un fesso, poveretto,
politikamentskorretto’,
ma affettuoso era un cicchetto.”
“Se l’è presa forse a male
per ‘studioso marginale’?”
“Le interviste prevenute
gli han strinato un po’ la cute?”
“L’abbiam pure messo in piazza
sulla sita internettazza:
l’ufficial sito importante
MATRIGNA NATURA
Il piagnisteo ambientalista politicamente corretto cerca di persuaderci che “madre Natura” è fragile, che siamo troppi, che ne siamo gli ingrati e scriteriati padroni, che la stiamo distruggendo, e via piagnucolando e accusando, sempre col dito puntato. La realtà è ben diversa. La natura potrebbe spazzarci via come un nonnulla, e di certo prima o poi lo farà, se prima non ci massacreremo fra noi da soli. Gli ambientalisti la presentano col mite volto un po’ assonnato del povero panda minacciato di estinzione, dimenticando che la natura spietata ha distrutto milioni di specie. La natura inquina (basti pensare alle gigantesche emissioni di gas velenosi dai vulcani), la natura è pericolosa, la natura minaccia l’uomo molto più di quanto l’uomo minacci la natura. Forse, più che “madre”, sarebbe il caso di chiamarla “matrigna”. Tanto per farla finita con le chiacchiere e ragionare con un po’ di realismo, vogliamo passare in rassegna alcuni dei possibili rischi che la matrigna ci prepara? Sono rischi che scaturiscono dall’autodistruttività della natura stessa.
TEMPO DI COVID
PADRE LANZETTA, I DUBBI E LA VALTORTA
Subito dopo la pubblicazione di un mio articolo sulla Valtorta su “Riscossa Cristiana” (“Mistica e misconosciuta: il caso di Maria Valtorta”, in pratica lo stesso articolo che si può leggere su questo sito), un esimio rappresentante del clero, Padre Serafino M. Lanzetta dei Francescani dell’Immacolata, con un articolo del 29 novembre 2012 (Il “caso Valtorta” tra consensi e condanne: come orientarsi?), si è evidentemente sentito in dovere di precisare, sulla medesima rivista online, che la Chiesa non riconosce affatto come soprannaturale la rivelazione privata a Maria Valtorta, e che non si può considerare l’opera maggiore di lei (L’Evangelo come mi è stato rivelato) un “quinto vangelo”.
Ecco un diabolico capolavoro del mondialismo dei sinistri figuri come Bill Gates, George Soros, i Rockefeller, i Rothschild, Zuckerberg, ecc.
Il Coronavirus 19 è un virus artificiale prodotto in Francia dall’Istituto Pasteur di Parigi, sotto la guida del dottor Frédéric Tangy, a partire dal virus naturale SarsCov, mediante manipolazioni multiple, e i risultati sono stati debitamente brevettati. Il primo virus artificiale della serie, SarsCov-1 è stato ottenuto nel 2003 all’ospedale francese di Hanoi (brevetti EP 1696829 B1, US o12 8224 A1), il secondo, SarsCov-2 è stato ottenuto all’Istituto Pasteur nel 2011 partendo dal precedente e brevettato US 8243718 B2. Il SarsCov-19 è il risultato della manipolazione del precedente (brevetto richiesto nel 2019, data di pubblicazione internazionale attesa per il 2021). I francesi hanno poi disseminato il Covid-19 a Wuhan. Quando i cinesi protestano che non è un virus cinese, hanno ragione.
Una domenica a “messa” in Riviera, con un pubblico (è ancora il caso di parlare di “fedeli”?) in prevalenza di medio-alta borghesia. Una similmessa come tante, come quasi tutte. Ecco la scena e i personaggi più significativi.
Prete recitante le parole della similmessa della neochiesa col tono di chi legge il bollettino meteorologico, infiammandosi solo quando tuona contro i perversi che non credono alla pandemia e non mettono “bene” la museruola. Perché, dice lui, li ha visti i morti portati via col camion di notte come se si fosse in guerra, dimenticando che con le cure di macelleria medica indotte dal terrore mediatico-sanitario, intubando e bruciando i polmoni della gente, per forza che i morti dovevano portarli via coi camion, vietando le autopsie e le visite dei parenti.
