I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Narrativa (Pagina 6 di 7)

LA LUCE CAP. 02

 

Paolo era assai timido: chiunque se ne accorgeva a prima vista. Per lui, così immerso in quella vita fra casa e scuola, fra l’isolamento dello studio e le costrizioni materne, la timidezza era un’invalicabile barriera: come capire lo stato d’animo degli altri? l’effetto delle proprie parole? ciò che si poteva dire e quello che conveniva tacere? come adattare il comportamento alle circostanze? — Il suo era un mondo di libri, di riflessione, di fantasie. Quando cercava di esternare i suoi pensieri, spesso profondi, i compagni si annoiavano o ridevano. Essere il primo della classe, o comunque costantemente fra i primi, non lo rendeva popolare. L’invidia era sempre in agguato. E i “grandi”, che forse lo avrebbero capito, o almeno alcuni di loro, erano così lontani.

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LA LUCE CAP. 01

 

Già edito dalla ECIG di Genova e attualmente esaurito, il romanzo viene qui riproposto per intero, a puntate.

Se per caso qualcuno dei nostri ventitré lettori e mezzo fosse interessato, ecco il Capitolo 1.

 

1

 

La luce inondava l’aula in quelle mattine di giugno, quando gli studenti della seconda liceo classico rumorosamente vi irrompevano, prendendo posto nei banchi scavati dai temperini di tanti predecessori. Alcuni dei più vecchi recavano forse i segni di coloro che, divenuti ora grandi e importanti, figuravano tra i maggiorenti della città. Ma i ragazzi, né grandi né importanti — non esisteva ancora la “contestazione” —, non si perdevano in meditazioni archeologiche. Un solo pensiero li elettrizzava: “tra poco finirà la scuola”.

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IL MICIO CHE SAPEVA TROPPO

INVITO AL GIALLO

 

IL ROMANZO COMPLETO

“IL MICIO CHE SAPEVA TROPPO”

E’ SCARICABILE DA SMASHWORDS

 

(COME PURE DIVERSE ALTRE OPERE DELLA DINAMICA COPPIA)

 

 

Il micio che sape troppo. Copertina 

 

……

 

2

“Andiamo in macchina o col treno?” disse lui.

“Tu cosa preferisci?” rispose lei.

“Quello che preferisci tu.”

Era il solito dialogo. Ognuno dei due voleva fare solo quello che compiaceva l’altro.

Infine, visto che non avevano in programma visite a campi di battaglia in Scozia o ad altre destinazioni campestri, ma solo di passare alquanto tempo a Edimburgo, scavando negli archivi, decisero per il treno, più rilassante e, fatta buona provvista di acqua, gallette e omogeneizzati per Wat, partirono.

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MONTALLEGRO E ALTRI RACCONTI

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Il primo di questi racconti, che dà il titolo alla serie, racconta una storia d’amore: quella fra la Santissima Vergine Maria e la città di Rapallo.

Anche gli altri racconti, in gran parte ambientati in Liguria (Genova e Savona, oltre che, occasionalmente, a Milano, in Germania e in Inghilterra), sono svergognatamente cattolici e offensivi per il sacro laicismo e per la rampante tirannia relativista.

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LA PIOGGIA DI FUOCO

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L’avvento dell’anticristo e la fine del mondo: che temi allegri. Roba dell’altro mondo, proprio. Roba da fare scongiuri o da sbellicarsi dal ridere? La sindrome millenaristica, che di quando in quando attanaglia molta gente, è giustamente motivo di ilarità, specie quando deriva da fisime neopagane, come i calcoli basati sui calendari Maya, le elucubrazioni New Age ed altre ciarlatanerie. Ma spaventare la gente rende, ed ecco perché tanti ne scrivono.

Bisogna allora dire due cose. Primo: non ci sono dubbi, succederà; tutte le religioni monoteistiche dicono chiaramente che il mondo è destinato a finire; lo stesso, con linguaggio diverso, dice la scienza. Secondo: non sappiamo quando avverrà, ma non è affatto imminente; non vedranno niente di simile né i nostri bisnipoti né i bisnipoti dei nostri bisnipoti, e via di generazione in generazione. Perciò riponete i cornetti e i ferri di cavallo e godetevi questo racconto.

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IL SEME SEPOLTO

Acquistabile in forma cartacea nelle librerie Fede & Cultura

a Verona, Riva del Garda e Napoli,

come pure agli indirizzi www.fedecultura.com e ordini@fedecultura.com

Ordinabile presso tutte le librerie.

Quattro commedie giudiziarie, ambientate in un terra fantastica che simboleggia lo spirito umano. Valenti avvocati che si battono per portare alla luce il seme sepolto della verità. È questo il quadro narrativo che viene precisandosi da un episodio all’altro, finché il pubblico accusatore, il nemico, il persecutore, affascinato da Petra, la Pietra immortale, la Santa Madre, personificazione della Chiesa, si converte e crede. Anche lui è il seme sepolto, il peccatore che alla fine trova la Fede e si prepara ad affrontare la via crucis della salvezza.

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LA NUOVA TERRA

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Acquistabile in forma cartacea nelle librerie Fede & Cultura

a Verona, Riva del Garda e Napoli,

e agli indirizzi www.fedecultura.com e ordini@fedecultura.com.

Ordinabile presso tutte le librerie.

STORIE DI APARTHEID E AMORE IN SUD AFRICA

Recensione di Maria Luisa Bressani su Il Giornale, 4 gennaio 2012

Emilio Biagini pubblica con “Fede & Cultura” un’altra delle sue opere sempre spiazzanti anche per un lettore accanito: La Nuova Terra. Un romanzo che nella postfazione Luciano Cau dell’Università di Cagliari accosta a “I promessi sposi, il più grande romanzo della letteratura italiana”. Giudizio acuto perché il romanzo di Biagini s’incentra su una grande storia d’amore con una forte difesa dei principi cristiani e il linguaggio rispecchia l’immediatezza dei sentimenti come in questa frase del ritrovarsi dopo un distacco: “Si abbracciarono come due redivivi appena sopravvissuti a un disastro minerario”.

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L’ALBERO SECCO

Acquistabile in forma cartacea nelle librerie Fede & Cultura

a Verona, Riva del Garda e Napoli, come pure agli indirizzi

www.fedecultura.com e ordini@fedecultura.com

Ordinabile presso tutte le librerie.

Inoltre scaricabile in e-book direttamente da Fede & Cultura.

Quarantasei testi, uno al giorno per un mese e mezzo. Per ridere delle miserie del potere ottuso, che pretende tutto decidere, giudicare e governare; per farsi beffe del darwinismo, che pretende l’uomo “discendente” da “antenati” comuni alle scimmie e non si rende conto che alle scimmie sta tornando. In questo volume si possono trovare spassosi esempi di poesia moderna e delle molte idiosincrasie che rendono ridicola l’umanità; ma non solo, la lettura di quest’opera serve anche a far sorridere pensando alla figura di Padre Pio e ai ricordi delle proprie radici.

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Stralcio da IL PRATO ALTO, di Emilio e Maria Antonietta Biagini

1176
Il cielo era azzurro. Ulrich lo guardava fisso, riverso sulla schiena,
assorto, e pensava. I pensieri di rincorrevano nella sua testa, a ondate.
«Non sapevo che potesse essere così azzurro. Non era così
quando giacevamo sul prato, Hedwig e io, e ora sembra tutto così
lontano. Quanti anni fa è cominciata questa storia? Ero un bambino,
appena arrivato alla corte del duca. Mi trattava con tanta bontà. Mi
aveva affidato a una dama della corte ducale che non aveva figli, e
stavo così bene con lei. Mi portarono in viaggio in Borgogna, in un
posto famoso, ma non ne ricordo il nome… fu lì che mi portarono,
dopo un viaggio lunghissimo… C’era l’imperatore e tutti i grandi… Ho
la testa così confusa… Se solo non mi facesse così male… D’improvviso,
come si sono arrabbiati i grandi. C’erano due vescovi. Venivano
con un’ambasceria del papa… O Vergine santissima, fa che mi ricordi
tutto, che non mi sfuggano tutti i ricordi… che non resti senza niente…
Ah, sì, era per protestare perché avevano arrestato un arcivescovo…
E ad un tratto erano tutti furiosi, e Otto von Wittelsbach ha alzato la
spada contro gli ambasciatori, contro… come si chiamava?… contro
Rolando Bandinelli di san Marco. Se l’imperatore dalla gran barba
rossa non l’avesse fermato, l’avrebbe tagliato in due… Tanti anni dopo,
il mio maestro Godehard mi ha spiegato cos’era successo. Tutto per
una parola, una dannata parola… Godehard stava per morire e mi ha
voluto vicino a sé… Si è confidato con me… Gli pesava sul cuore da
tanto. “Ulrich,” mi ha detto “Ulrich, è nato tutto da un errore di
traduzione. Io stesso non l’avevo capito. Ora è troppo tardi, troppo
tardi per tutto. ‘Beneficium: non feudum, sed bonum factum’. Il
cancelliere imperiale Ranald von Dassel ha tradotto il latino della
missiva papale in modo offensivo, così che l’impero sembrasse un
feudo largito dal papa, e non quello che veramente era: un beneficio
divino ottenuto dalle preghiere del papa e dei cristiani, per la difesa
della Cristianità. Ah, Ulrich, quanto male ne è venuto… scisma…
guerre… l’aiuto a Gerusalemme minacciata dagli infedeli così a lungo
negato, finché arriveremo troppo tardi… troppo tardi…” E quando ha
detto così quasi piangeva… Quanto aveva ragione… Abbiamo combattuto…
devastato Crema… devastato Milano… devastato noi stessi…
l’esercito divorato dalla pestilenza… una punizione divina… e ora?
Perché sono qui? perché? Che mi avevano fatto di male i milanesi? che
male avevo fatto a loro? Perché cristiani che non si conoscono
neppure devono scannarsi a questo modo? L’imperatore vuole dominare
tutti, ma che c’entriamo noi del ducato d’Austria? Se un nemico
avesse invaso l’Austria, avrei combattuto con tutta l’anima… Il mio
signore è Heinrich Babenberger… Io sono… austriaco…»
Quest’ultima voce, non più solo un pensiero, ma un’invocazione,
gli uscì strozzata dalla gola. Il cielo azzurro era scomparso, dietro
nuvole di corvi che scendevano roteando su quello che era appena
stato il campo di battaglia di Legnano. Ulrich chiuse gli occhi per non
vederli, e non li riaperse mai più. Edwig, figlia del ministerialis
Sigismund, della corte dei Babenberger, avrebbe atteso invano il
ritorno dall’Italia del suo magnifico, del suo adorato, del suo forte
guerriero, che aveva promesso di sposarla appena tornato dalla
campagna d’Italia (e avrebbe mantenuto la promessa, se le spade
milanesi l’avessero risparmiato). Rimase sola col suo bambino di un
anno, sola con la sua vergogna.

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EMILIO BIAGINI, L’UOMO IN ASCOLTO

ascolto

L’UOMO IN ASCOLTO

In questa raccolta di racconti, l’intreccio, la narrazione pura, sono il mezzo usato dall’autore per comunicare al lettore un messaggio di fede e di speranza. La scrittura è intensa, ben definita, raffinata e dinamica nella resa della struttura narrativa, espressiva e capace di restare – come ne Il biglietto e Il serpente – nella memoria e nella sensibilità del lettore. (Dai commenti in copertina non redatti dall’autore)

IL SERPENTE

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(Pagina 6 di 7)

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